Dal voto alla nomination

A proposito dell’ultima tornata elettorale, vorrei esprimere il mio totale dissenso verso un certo tipo di politica e di campagna elettorale fatta con la sfacciataggine l’approssimazione di un torneo di calcio estivo.

Esiste un dato a dir poco allarmante, il 43,2% degli Italiani non si è recato alle urne!!!

Penso che dobbiamo ripartire da qui: capire il motivo di una percentuale così alta di non votanti è fondamentale, soprattutto per gli addetti ai lavori. Esaltarsi per una “vittoria”, far finta di non vedere ed andare avanti come se niente fosse sarebbe veramente da incoscienti perché oggi non vince nessuno, oggi stiamo perdendo tutti.

Il 43,2% è un pezzo troppo importante per non essere preso in considerazione.

Se andiamo nello specifico, valutando attentamente l’accaduto anche nel mio Comune (Copparo), la prova lampante del distacco dalla politica é l’affermarsi di liste civiche che si formano per appoggiare partiti o movimenti, quando in realtà se ci si vuole impegnare basterebbe entrare nel partito o nel movimento che maggiormente rispecchia il nostro modo di vedere il mondo.

Queste liste si formano solo ed esclusivamente con l’avvicinarsi delle elezioni, sono proprio i grandi partiti che cercano soccorso e appoggio, addirittura a volte sono proprio loro a nascondersi dentro ad esse.

A me non piacciono per niente, anzi ritengo questo modo di fare politica pericoloso e inadatto se vogliamo divulgare certi pensieri e certi ideali. Invece le civiche pare non vogliano essere né di destra, né di centro, né di sinistra, guardano con distacco la politica, mettono insieme 5/6 punti di condivisione e via andare… Poi peró entrano nei Consigli Comunali e allora fa comodo avere dei posti di potere per controllare le aree specifiche, talvolta davvero ristrette, di cui si occupano.

Le civiche non fanno bene alla politica e l’astensionismo di cui parlavo prima ne é la dimostrazione: se fossero percorsi veritieri porterebbero tante persone al voto, cosa che invece non accade, perché gli elettori percepiscono l’inganno che sottintendono.

D’altro canto se i partiti e i movimenti non si danno da fare per coinvolgere attivamente tutti i cittadini sarà veramente la fine.

La politica a mio modo di vedere può e deve essere altro: la politica è circolo, congressi, chiacchierate partecipate, discussioni accese, scazzi e riconciliazioni, sconfitte e vittorie comuni, delle quali gioire o soffrire.

Non voglio credere che le persone non vogliano più parlare di politica, perché se non partecipiamo attivamente saranno altri e prendere le decisioni che ricadranno si di noi. Quindi spegniamo la tv, stacchiamo un po’ la rete, impegniamoci, agiamo, lottiamo per i nostri ideali: altrimenti, come dice Caparezza, perderemo il diritto di voto per guadagnare il diritto alla nomination.

 

20 Commenti in: “Dal voto alla nomination”


  • sarah_solari ha scritto il 6 June 2014 alle 20:33

    quindi e’ il fronte degli astensionisti ad avere vinto. la percentuale piu’ alta anche oltre il pd.

    ‘voi gente per bene che pace cercate
    la pace per far quello che voi volete
    ma se questo e’ il prezzo, l’abbiamo pagato
    nessuno piu’ al mondo deve essere sfruttato’
    Hasta la Victoria Siempre, Faccio il sovversivo. con simpatia:).

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  • Tony ha scritto il 6 June 2014 alle 23:05

    Capisco che con il microscopio puntato su Copparo si possa venire assaliti dall’ansia. Ma allargando un po’ il fuoco la situazione non migliora.
    In Italia hanno votato il 58.7% degli aventi diritto e la situazione è “allarmante”. Chissà in Germania allora, dove hanno votato solo il 48.3% degli elettori! 
    O in Spagna, 46.3%, Francia, 43.5%, Olanda, 37% e Gran Bretagna 36%!!!
    La situazione in questi paesi come la definiamo? Disperata, può andare?
    Ha ragione. 
    Spegniamo tutte le TV, e soprattutto Internet. Ritorniamo nelle piazze e nelle borgate , come cento anni fa e ricostruiamo il grande partito Comunista, la balena bianca e, perché no, anche un bel MSI dei tempi d’oro. PLI, PSDI e PRI? Certo anche loro!
    Come erano belli quei tempi in cui tutti vincevano le elezioni, o almeno non le perdevano. Così si poteva evitare di ammettere i propri errori, o al limite dare la colpa a qualcos’altro. O a qualcun altro.
    Viva il passato e abbasso il futuro, ma anche il presente.

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  • filippo ha scritto il 7 June 2014 alle 0:16

    caro faccio analisi un po’ amara ma forse un po’ frettolosa, io credo che ci sia da riflettere sulla non volontà di continuare ad andare al voto ed anche sulle cosiddette liste civiche che non sono solo “civette” per i grandi partiti ma anche per piccoli agglomerati soprattutto sinistra: vorrei farti notare che nelle ultime tornate elettorali anche la sinistra cosiddetta “pura” è ricorsa a questo stratagemma, quello della società civile (arcobaleno, rivoluzione civile e buon ultima a Ferrara “Valori di sinistra” che se ci pensi bene non vuol dire niente). Speriamo che nel prossimo futuro non ci incammini ancora sulla stessa strada, però, se devo stare alle prime dichiarazioni, non ho molte sicurezze. Ragioniamo certo su chi ha scelto di non andare più andare a votare, ma non dimentichiamo il contesto che è quello, io credo, di una società civile con gli ideali spappolati dalla incredibile mancanza di pulizia morale, di onestà e di coerenza e dalla mancanza di un orizzonte Suerte!

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  • Laura Rossi ha scritto il 7 June 2014 alle 9:14

    Chi non vota dimentica la lunga storia di battaglie che hanno portato alle conquiste sociali. Oserei definire questi personaggi, dei qualunquisti, più o meno consapevoli,che,avendo la possibilità di decidere del loro destino preferiscono lavarsene le mani. Il non voto è un ” Vaffanculo” all’indirizzo di chi ci governa e grande insoddisfazione per le offerte politiche. A questo punto, il non voto, fa male a tutti…. Bravo Faccio.

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  • GALLE-VALENTIA- ha scritto il 7 June 2014 alle 9:20

    Bisogna sciogliere prc-sel-pdci e creare un partito unico.

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  • sarah_solari ha scritto il 7 June 2014 alle 10:56

    caro Faccio, prendendo spunto da quello che ha scritto Galle Valentia io ho sperato proprio questo, qui:
    http://www.youtube.com/watch?v=kvEK63ZZs4w
    e non soltanto io.

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  • Indiano ha scritto il 7 June 2014 alle 11:53

    @GALLE-VALENTIA- basterebbe che la politica si avvalesse di persone oneste. Perché oggi non andare a votare è sintomo del non volersi più fidare di nessuno.  

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  • pensiero laico ha scritto il 7 June 2014 alle 18:48

    Egr. Faccio, condivido tutte le sue considerazioni sulla politica e sulla partecipazione, ma non sono affatto preoccupato per la percentuale di chi non va a votare. Già altri hanno fatto rilevare che in paesi ben più civili e progrediti del nostro le percentuali di votanti siano ancora più basse senza che ci sia alcun pericolo di deriva antidemocratica.
    Aggiungo: meno gente vota e più conta il voto di chi si reca alle urne. E, di solito, quelli che vanno a votare sono la parte più impegnata della popolazione.

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  • marmotta ha scritto il 8 June 2014 alle 17:45

    Credo che quello che lei ha scritto dovrebbero in primis comprenderlo chi ha votato pd.

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  • Elettore ha scritto il 9 June 2014 alle 7:57

    Diciamo però che a Ferrara l’affluenza è stata superiore al 70%, così come a Copparo. 

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  • andrea rossi ha scritto il 9 June 2014 alle 11:37

    non votare è un problema di chi sta a casa. e in democrazia non ci sono classi politiche che non assomigliano a chi le elegge.

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  • Amarcord ha scritto il 9 June 2014 alle 11:51

    Penso che lei sig.Faccini abbia visto dei gran film !!! 

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  • Luca F. ha scritto il 10 June 2014 alle 12:47

    Non condivido la visione negativa sulle liste civiche locali, anzi a me il votare una precisa persona con le sue idee, la sua squadra e il suo programma piuttosto che il candidato di bandiera proposto dal partito sembra una cosa assolutamente positiva. Aggiungo che a me più che il dato noto sull’astensione spaventa di più quello non quantificabile (ma a giudicare da quello che vedo normalmente da presidente di seggio, penso sia rilevante) di chi va a votare per abitudine, senza essersi minimamente informato su chi si vota, come e perché.

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  • Cyrano ha scritto il 10 June 2014 alle 16:16

    Io diffido sempre delle liste civiche… piene di finti apolitici mascherati.
    Bravo Faccio!

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  • Massimo ha scritto il 10 June 2014 alle 22:56

    Ma secondo voi perché il PD si è alleato con questi della lista civica che nel loro interno hanno persone che non sono sicuramente del centrosinistra, anzi… Ma tra 5 anni si ripresenteranno da soli e governeranno il paese di Copparo ? Mah… chi vivrà saprà !!! Tanto Rossi non ci sarà più… Però ci sarà la Berneschi … Elora cum fegna ???  Eheheheh !!! 

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  • moro ha scritto il 11 June 2014 alle 10:14

    Credo che il 43.2 %, indica un problema sommerso molto preoccupante: la perdita di dignità della nazione. Ancora più grave è che ci è stata rubata, proprio dallo stato.

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  • sarah_solari ha scritto il 11 June 2014 alle 14:13

    bravo @moro. standing ovation.

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  • Faccini Michele ha scritto il 13 June 2014 alle 23:21

    Naturalmente, ringrazio sempre tutti dei commenti,  per me una gran bella soddisfazione essere diventato blogger, non ho fatto scuole molto alte, anzi, però scrivevo temi per amici che frequentavano licei (tutti bocciati) no scherzo… Ciao a tutti !!!

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  • filippo ha scritto il 16 June 2014 alle 14:52

    cara Laura Rossi giudizi troppo frettolosi e sommari, si sa la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi, e le rammento che “questi personaggi” hanno alle spalle una lunga tradizione di lotte politiche e sociali per cui, almeno per me, eviti la parola qualunquista e si riveda il corpo sociale che ha scelto il non voto (non le farebbe male studiare un po’ le analisi sui flussi elettorali delle ultime tornate di voto elaborate dall’Istituto Cattaneo. Buona lettura

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  • filippo ha scritto il 16 June 2014 alle 14:54

    PS per faccini va bene sentirsi blogger ma non sarebbe male dare anche qualche risposta di merito, grazie

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