mer 3 Lug 2013 - 488 visite
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Cose buone dalla crisi

La crisi ci sta bloccando, ma soprattutto intristendo. Gatti insoddisfatti senza trippa ce ne stiamo a ricordare i bei tempi che sono stati fino all’altro ieri, quelli dei mega una-birra-a-caso-jammin festival oggi scomparsi, degli anni fuori corso all’università che tanto le tasse le pagano mamma e papà, delle costosissime mostre degli impressionisti alla Casa dei Carraresi o dell’appartamento per tutta la stagione agli Estensi.

Ma ci pensate mai che questa vita di rinunce non è poi così male? Dopotutto ora ci sono molte più possibilità di scegliere qualcosa di nuovo e di diverso, cambiare aria e scoprire artisti sconosciuti. D’altro canto i talenti che hanno nuove e buone idee riescono a emergere molto più facilmente e, del resto siamo tutti meno corruttibili e influenzabili, più liberi di scegliere dove andare e con chi stare… tanto non abbiamo molto da perdere.

Questa riflessione nasce dal fatto che, nella seppur piccola realtà ferrarese che si è sempre distinta per l’eccellenza culturale, continuo a scoprire sempre nuovi interessanti sperimenti di talentuosi creativi che, non solo hanno imparato ad arrangiarsi trovando soluzioni estrose per proseguire nella produzione artistica, ma non potendo ricorrere al defunto mecenatismo, stanno imparando a organizzarsi, comunicare il proprio lavoro, coinvolgere il pubblico e sempre nuovi partner e sostenitori.

Sono nati così gli spazi di coworking, i consorzi che radunano le imprese creative, le associazioni che ricorrono al crowdfunding… tutte trovate che permettono di continuare a fare le cose mantendo una buona qualità dell’offerta creativa.

Ma ecco che arrivo alla mia ultima scoperta, una pratica nuova che ancora una volta segna un primato per la città, e, forse, anche a livello nazionale: la performance fatta in casa, nel senso letterale dell’espressione.

performance fatta in casa

Semplice, originale ed efficace. Come funziona? Un’artista ha messo il salotto di casa a disposizione di chiunque avesse un progetto da mostrare (performance artistiche, concerti, letture…purchè abbiano una vocazione artistica).

Lei stessa si impegna nell’accoglienza degli ospiti (un massimo di 15 persone) ma non prima di aver accuratamente selezionato i candidati e annunciato il programma attraverso una e-mail con preghiera di diffusione e svariati post sulla pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/521751984551332/ .

Chi volesse far parte dei 15 non deve far altro che mandare una e-mail e attendere la gentile risposta della padrona di casa, presentarsi nel luogo di ritrovo da lei stessa indicato, all’orario stabilito e, una volta superato l’ingresso troverà un salotto vuoto (altrimenti detto spazio performativo, sala pranzo, camera degli ospiti, studio, zona relax…) ancora da arredare, trasformato dal performer del momento nello spazio adatto ad accogliere l’esibizione.

L’idea è proprio della padrona di casa Milka Panayotova, performer e visual artist formatasi tra University of the Arts of London e Accademia delle Arti di Firenze, attiva a Londra e a Ferrara, con alle spalle diverse solo-exhibitions e collaborazioni con direttori teatrali, coreografi, ballerini e curatori http://milkapan.com/.

La sua esperienza di artista, che trova nell’interazione del corpo umano con spazio e luce il suo mondo espressivo ideale, l’ha portata a riflettere sull’utilizzo di un ambiente per lei estraneo (il salotto, per l’appunto, della casa in cui recentemente ha traslocato). Il coinvolgere altri artisti, la condivisione con un pubblico, seppur ristretto, comunque estraneo, ha forse l’obiettivo di intraprendere un percorso artistico collettivo che, oltre a generare nuova linfa creativa, la conduca a prendere confidenza con le mura domestiche per sentirsi un giorno finalmente a casa.

Ed ecco che, chi decidesse di prenotare il proprio posto sul sofà, sarà accolto da tè e biscotti fatti in casa per sentirsi a suo agio ancor prima di accomodarsi per assistere a un’imprevedibile esternazione artistica della rigorosa durata di 15 minuti. Nella peggiore delle ipotesi, se non vi piacerà, avrete speso poco tempo e nessun quattrino e sarete liberi di non tornare.

Ma sono certa che chi dei fortunati riuscirà a prenotare il proprio posto non resterà deluso. Potete chiederlo a chi si è goduto la prima puntata, che ha visto protagonista la danzatrice e performer Ale Fabbri in compagnia dei suoi Galli Domestici. E sono io per prima, a causa di un impegno preso in precedenza, a chiedere, a chi riuscirà ad andare al secondo appuntamento, di raccontarmi le proprie impressioni.

La prossima performance, prevista sabato 6 luglio alle 18.00 si intitola ‘Equilibri temporanei’, l’autore è il ferrarese Alessandro Tagliati e se volete restare aggiornati su tutti i dettagli mettete ‘parteciperò’ sulla pagina dell’evento https://www.facebook.com/events/521751984551332/ o prenotate uno degli ultimi posti rimasti, mandando una richiesta a questo indirizzo performancefattaincasa@gmail.com oppure chiamate il 380 6482755.

Potete contattare Milka agli stessi recapiti anche se avete voglia di esibirvi ma siete timidi per farlo davanti alla folla, se avete una proposta artistica ma non siete nel giro giusto, infatti la rassegna e’ ongoing, nel senso che chiunque puo’ continuare a proporre live performance e il calendario viene costantemente aggiornato. Per ora vi posso annunciare in anteprima assoluta solo la partecipazione di Zoe Tsavarides, performer greco-americana con base ad Atene e naturalmente della stessa Milka. E se è vero che nella casa dove ci sono un buon dottore o un ricco prete, non si sente né fame né sete, nella casa in cui manca il divano non ci si sente mai soli.

 

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  • 16dB

    “Ma ecco che arrivo alla mia ultima scoperta, una pratica nuova che ancora una volta segna un primato per la città, e, forse, anche a livello nazionale: la performance fatta in casa, nel senso letterale dell’espressione.”

    Spiacente. Ho amici/amiche di Bologna che praticano questa cosa da parecchio tempo.

    http://lamaison22.tumblr.com/

  • Elena Bertelli

    @16dB vedi che ho fatto bene a usare quel ‘forse’ ?!  E per fortuna ci sono lettori attenti come te e così generosi da segnalare altrettanto interessanti esempi di ‘intimità culturale’ . Grazie

  • NormalMen

    in effetti anche a Ferrara non sarebbe proprio la prima volta….. cmq buona come iniziativa

  • un amico

    Cose buone dalla crisi…. ma mi faccia il piacere!

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