Potrebbe arrivare il 28 ottobre la sentenza definitiva per il quarantaquattrenne ferrarese accusato di stalking verso la ex moglie e di aver violato i provvedimenti giudiziari che regolamentavano le visite ai figli (vai all’articolo). Una storia cominciata nel 2007, quando dopo la separazione nacquero le prime dispute tra i due ex coniugi per l’affidamento dei bambini e gli orari per le visite. I litigi e le incomprensioni andarono avanti e finirono per degenerare in un’aperta ostilità tra i due, con la donna che denunciò l’ex marito per stalking, con conseguente provvedimenti di questore e gip. Il tribunale per i minorenni aveva affidato i due bambini alla donna, ma l’uomo le rimprovera di aver sempre impedito o comunque ostacolato visite e telefonate. Al punto da causare una vera incrinatura nel rapporto coi due figli, e in particolare col primogenito che, sostiene lo stesso imputato “Non vuole più vedermi o avere a che fare con me”.
Una situazione in cui dovette intervenire il tribunale dei minori, istituendo visite assistite tra l’imputato e i due figli, alla presenza cioè di altre persone, ma senza che questo portò a una distensione nei rapporti. Che anzi si inasprirono coinvolgendo anche il nuovo compagno dell’ex moglie, che ha denunciato l’uomo per violenza privata in seguito -sostiene la denuncia – ad alcuni episodi turbolenti tra i due.
Durante l’ultima udienza la difesa, rappresentata dall’avvocato Patrizia Micai ha chiamato a testimoniare il padre dell’imputato, che ha descritto positivamente il rapporto dei nipoti con suo figlio pur confermando a pm e all’avvocato Alberto Bova, che cura gli interessi dell’ex moglie, di aver visto l’uomo andare a prendere i figli all’asilo, violando così le disposizioni del giudice. Sul banco dei testimoni si è anche presentata una psicologa dei servizi sociali che ha seguito la difficile vicenda famigliare, confermando la presenza di alcuni problemi relazionali tra l’imputato e i due figli, in particolare con il più grande.
Durante la prossima udienza verranno sentiti gli ultimi testimoni delle parti, e non è escluso possa concludersi la fase di dibattimento e che il processo possa arrivare a una sentenza. Dal canto suo, l’imputato ha sempre sostenuto la propria innocenza: “Sto facendo una battaglia per vedere riconosciuti i miei diritti di genitore”.
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