Politica
16 Giugno 2013
Emendamenti al decreto sugli interventi a favore delle zone terremotate dell’Emilia

Ferraresi (M5S): “I soldi degli F35 alle piccole imprese”

di Redazione | 4 min

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admin-ajax“Lo avevamo promesso, a Roma porteremo i bisogni dei cittadini, dei terremotati, del territorio”. È il deputato a 5 Stelle eletto nella provincia estense, Vittorio Ferraresi, ad annunciare di aver depositato in commissione alla Camera gli emendamenti al decreto legge n° 43/ 2012, in vista della discussione in aula della prossima settimana per la sua conversione in legge. Il decreto che interessa e prevede, tra l’altro, gli interventi a favore delle zone terremotate dell’Emilia “e che ha già avuto il suo primo passaggio al Senato – spiega Ferraresi -, dove vi è stata la bocciatura di diverse proposte fatte, anche in maniera unitaria, dai rappresentanti emiliani eletti”.

Una bocciatura derivante, secondo il deputato, dal fatto che “il governo attuale, come tutti i precedenti, vede l’Emilia Romagna come una fonte a cui attingere tributi per coprire i buchi nel bilancio dello Stato, lasciando a secco cittadini ed imprese. Abbiamo proposto di fare chiarezza sul contributo per la ricostruzione, che sia trasformato in indennizzo, allo scopo di dare quella certezza ai terremotati, che ora non c’è, e cioè che sia lo Stato che garantisce per le banche e non loro”.

Ora l’iter del decreto continua alla Camera, dove Ferraresi mira a correggere il provvedimento puntando sull’abbattimento delle spese superflue, come l’acquisto dei nuovi caccia per l’aeronautica militare: “Ci riproveremo – continua il deputato -, cercando il consenso per far prevalere il diritto e il buon senso nella ridistribuzione delle risorse senza le quali non c’è possibilità di riavere ciò che il terremoto ci ha tolto. Siamo convinti che vi sia la necessità, per rilanciare il Paese, di cambiare la politica di spesa. Per dare credito alle piccole imprese, quello che le banche non fanno, abbiamo proposto che il governo operi una svolta decisa nell’utilizzo delle risorse dello Stato. Destinare le risorse dei velivoli da guerra F- 35, 120 milioni di euro l’uno, al Microcredito d’impresa sotto forma di mutui chirografari, fino a 35.000 euro ad un tasso di interesse particolarmente agevolato”.

Ma sono varie le misure per la crescita e la sostenibilità attuabili, secondo il deputato ferrarese, attraverso il taglio alle spese per i caccia: si dalla “creazione nei nostri territori delle Zone Franche Urbane, peraltro già istituite non solo all’Aquila, per rilanciare il lavoro e attrarre nuovi investimenti” alla istituzione di ” un ‘reddito minimo’ garantito: vi sono sul tavolo diversi progetti di legge. Se veramente ci si crede, iniziamo dalle aree terremotate trovando le risorse nella rinuncia ad un F. 35″.

Nel dettaglio, le richieste avanzate nell’emendamento di Ferraresi riguardano anche una lunga serie di garanzie da dare ai territori terremotati. “Che l’indennizzo – scrive il deputato – per le abitazioni private non abbia un vincolo sulla metratura che impedisce di avere tutte le reali risorse per ricostruire come in precedenza. Che vi sia un indennizzo anche per gli edifici in classe “A”. L’esclusione dei danni effettivamente subiti per la classe A è una ingiustificabile penalizzazione, a differenza di ciò che è stato fatto all’Aquila. Che sia chiaro che per le case inagibili le rate dei mutui sono sospese fino al loro completo recupero e che il Governo, non volendo agire perché le banche rinuncino agli interessi sulle rate, si impegna al loro pagamento, aumentando la tassazione prevista sugli apparecchi da gioco.  Che la ricostruzione sia anche l’ occasione per il miglioramento dell’efficienza energetica e della sicurezza sismica degli edifici e che gli interventi non coperti dall’indennizzo abbiano la certezza di usufruire della detrazione di imposta del 65%. Che tutte le nuove opere che sono in progetto prevedano misure adeguate per quanto riguarda la sicurezza sismica finora sottovalutata per un territorio che si considerava a bassa sismicità. Che vi sia una moratoria delle attività nel sottosuolo, lo ha chiesto la Regione E.R., ci aspettiamo che sia votata anche a Roma da tutti i parlamentari”.

“Abbiamo proposto – continua il deputato – che il nuovo personale assunto per seguire gli interventi della ricostruzione sia organizzato in “Uffici Speciali per la Ricostruzione” specifiche strutture specializzate, di coordinamento tra Comuni, Unioni dei comuni, Regione, al fine di evitare, come sta accadendo, che dai singoli Comuni arrivino risposte non precise, contraddittorie, quando non espressamente erronee, sulle modalità del piano di ricostruzione. Che la Regione abbia le risorse (10 ml.) per prendersi carico della rimozione delle macerie e per promuovere il loro completo riutilizzo. Che le imprese siano esonerate dagli Studi di settore almeno per due anni, senza l’obbligo della compilazione del modello per la comunicazione dei dati. Che vi sia la certezza della detassazione anche degli indennizzi assicurativi ricevuti a copertura dei danni del terremoto”.

L’ultimo appunto riguarda i lavoratori dipendenti ed autonomi, “che a causa della perdita del lavoro o del reddito – conclude Ferraresi – rischiano di non avere a disposizione le risorse ai fini delle annualità previdenziali, proponiamo che si riconoscano i Contributi figurativi a fini pensionistici, in attesa che sia rimessa mano allo sconsiderato allungamento dell’età pensionistica della cosiddetta riforma Fornero”.

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