Ferrara sta scivolando verso il baratro economico e sociale. Il commissariamento della Carife, la banca locale, assume in questo contesto un valore quasi simbolico ed è la prova che, oltre alla politica, anche le piccole lobbies locali, che si sono sostenute e protette a vicenda, hanno fallito e portano sulle proprie spalle una grossa responsabilità.
Ma è il dramma umano e sociale che sta dietro ad ogni nuova crisi che ci deve mettere in allarme. Ogni giorno chiudono esercizi commerciali e piccole attività, le vertenze Lyondellbasell e Berco S.p.A. rischiano di trascinare centinaia di famiglie verso la disperazione e sono solo la punta dell’iceberg di ciò che avverrà da qui a pochi mesi. L’agricoltura, un tempo motore del territorio, sta tornando al latifondo e il ricambio generazionale è lontano e improbabile, conseguenza, oltre che della mancanza di politiche incentivanti, nazionali e locali, anche di anni di pregiudizi e di un vuoto culturale nei confronti del settore, cresciuto a dismisura nell’indifferenza di tutti.
Turismo e cultura non decollano nonostante l’enorme potenziale che offrirebbe la storia di una città Patrimonio dell’Umanità, e proprio in questi giorni, assistiamo alla desolante consegna delle chiavi di Ermitage Italia a Venezia, (la sede di Palazzo Giglioli era stata inaugurata solo nell’ ottobre 2007, e sostenuta da Comune di Ferrara, Regione Emilia-Romagna, Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Università degli Studi di Ferrara, le Soprintendenze regionali del Ministero dei Beni Culturali, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l’Istituto Beni Culturali della Regione, l’Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara, e la Confindustria regionale inaugurato).
Risultato? Un flop mastodontico. “Non ci sono soldi” è il mantra che ci sentiamo ripetere ossessivamente; lì si chiude il discorso e l’immobilismo politico locale si cronicizza, gli sforzi si concentrano unicamente sul far sparire punti percentuali dell’odioso debito pubblico, magari continuando a vendere pezzi di patrimonio comune. L’abbassamento del debito è ormai l’incubo che accompagna, anzi precede , qualsiasi discorso sui processi di cambiamento e diventa l’esercizio più quotato in un Paese che vive in perenne campagna elettorale. In quest’ottica, ad esempio, va vista la vendita delle azioni Hera da parte del Comune: l’ultima mossa ad effetto del virtuoso assessore Marattin per un’operazione di lifting pre-elettorale sui numeri del bilancio.
Ben conosciamo la genesi del disastro che ha portato Ferrara a spegnersi prima delle sue sorelle emiliane, ciò che purtroppo non conosciamo sono le idee sul nostro domani, da parte di un’amministrazione ormai incistata nella pelle della città, amministrazione che vuole regalare un futuro ai cittadini tenendo a battesimo i business pseudo-ambientali di Hera Spa e lanciando il “si salvi chi può” della chimica a Ferrara a fianco dei sindacati.
Senza parlare dell’agonia incessante delle PMI, a causa di politiche energetiche sbagliate, della mancanza di servizi e infrastrutture adeguate anche in collegamento con la Provincia, e a un piano di rilancio economico chiaro e aperto a tutti, non solo agli “affiliati” della casta. La situazione è di gravissima emergenza e va vista come opportunità di vero cambiamento ma fuori dalle logiche di chi ci ha portato al disastro. Il tempo è scaduto, serve uno stop definitivo alle deleghe in bianco accompagnato da uno sforzo comune. Si mettano a disposizione tempo e competenze tra tutte le forze, sia all’interno della società civile, che tra gli enti che detengono la responsabilità di essere il motore economico e culturale di questa città. Servono azioni radicalmente innovative e coraggiose per progettare “un’altra Ferrara”.
HERA SPA:
-Si sottoponga la scelta della vendita delle azioni alla discussione con la cittadinanza e si tracci il percorso per riprendersi la gestione dell’acqua e dei rifiuti che portano con sè opportunità di lavoro in nuove filiere, come nel caso di attività economiche ecologiche basate su riuso e riciclo.
-con le risorse che si liberano dell’eventuale vendita si prepari un piano straordinario di investimenti con priorità per la manutenzione di strade, scuole e potenziamento di strutture di accoglienza per disabili e anziani
LAVORO, IMPRESA e FORMAZIONE:
-per il lavoro locale si rilanci la formazione professionale (a partire dalla formazione scolastica) e l’apprendimento dei mestieri, con la creazione di laboratori di artigianato.
-l’Università di Ferrara si metta a totale servizio di lavoro e impresa per il territorio, diventi il cervello trainante per nuove attività, prima che sparisca.
-si impedisca che CARIFE venga fagocitata dal solito gigante finanziario opaco e si colga l’occasione per trasformarla in un soggetto nuovo ispirato alla finanza etica o in strumenti auto-gestiti dai soci risparmiatori (es: le società cooperative MAG), per sostenere le famiglie in difficoltà e un’economia etica e solidale fatta di imprese locali.
-si faccia un monitoraggio completo delle situazioni di disagio e povertà in città e un efficace piano di coordinamento delle tante associazioni di volontariato per interventi di primo sostegno (es: costruire una efficiente rete di recupero degli sprechi di prodotti alimentari e cibo già cucinato)
-l’agricoltura va liberata subito dalla burocrazia asfissiante e persecutoria, eliminando in particolare i vincoli che impediscono il ricambio generazionale e va trovata una sintesi tra le miriadi d’iniziative puntiformi di mercati e mercatini agricoli, GAS, Km 0, ecc
-Il prossimo rinnovo dei vertici in CCIAA sia un’ occasione per far guidare la macchina dell’economia ferrarese a professionisti giovani e soprattutto illuminati, completamente estranei alle lobbies di categoria. Assieme all’amministrazione diventino promotori e garanti di una rete di produzione e commercio sul territorio, in cui lo scarto dell’una diventi la materia prima dell’altra.
I Grilli Estensi in MoVimento da mesi hanno intrapreso un percorso di formazione organizzato in gruppi di lavoro tematici, per approfondire temi riguardanti sia le criticità più pesanti e attuali, che molteplici altri temi mirati al cambiamento. Stiamo mettendo in atto un piccolo laboratorio di conoscenza e di idee condivise, che ha bisogno dell’apporto di tutti per raggiungere l’obiettivo, e invitiamo a partecipare quanti hanno compreso che bisogna essere protagonisti della storia futura di questa città.
Grilli Estensi in MoVimento