A un anno di distanza, le dimensioni e gli effetti di quello che è stato definito «il primo terremoto industriale» ancora destano impressione. Certamente imprese e famiglie dei territori colpiti sono tutt’oggi costrette a farvi i conti, tra difficoltà, complicazioni burocratiche e normative, in un contesto di grave disagio economico più generale. E, comunque, vanno riconosciuti gli indubbi passi in avanti compiuti, anche in virtù della collaborazione tra istituzioni locali e regionali e le Associazioni imprenditoriali.
Un dato positivo evidenziato dal direttore provinciale della Cna, Corradino Merli, in apertura dell’incontro con le imprese associate del cratere sismico, tenutosi l’altra sera al Ristorante I Durandi di Mirabello, con l’obiettivo di fare il punto su quanto si è fatto, ma soprattutto sulle questioni aperte nel percorso di «normalizzazione» dell’attività produttiva delle imprese colpite dagli eventi sismici del maggio 2012.
Se di ritorno alla normalità si può parlare, di fronte ad avvenimenti che, comunque, hanno costituito un netto spartiacque rispetto alla precedente situazione, se non altro sotto il profilo della presa di coscienza dei potenziali rischi per la sicurezza, presenti in una delle aree più densamente produttive e popolose d’Italia. Tema, questo, sul quale si sono soffermate in particolare l’assessore alla Sicurezza territoriale, difesa del suolo e protezione civile della Regione Emilia Romagna, Paola Gazzolo, che ha concluso i lavori l’altra sera all’incontro Cna, e la vice presidente della Provincia Carlotta Gaiani. “La necessità – ha osservato quest’ultima – di ripensare le condizioni di sicurezza del nostro territorio complessivamente inteso e della sua realtà produttiva, alla luce dei rischi messi in evidenza dal terremoto, ha comportato un profondo salto culturale in ciascuno di noi”.
Sotto un certo profilo, quanto è avvenuto il 20 e 29 maggio dello scorso anno ha dato impulso ad analisi e approfondimenti scientifici, che hanno permesso una maggiore conoscenza degli effetti prodotti dal sisma su più versanti: quello delle problematiche connesse alla sicurezza strutturale dei capannoni industriali, entro i quali si svolge l’attività produttiva di tante imprese della zona, o quello della conoscenza ulteriore delle dinamiche sismologiche nei diversi territori, in base alle loro caratteristiche fisiche e geologiche.
Del primo aspetto si è occupato Antonio Michele Tralli, docente presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara, mentre Luca Martelli, del Servizio Geologico sismico e dei suoli della Regione Emilia Romagna si è soffermato sulla vicenda attualissima delle mappe di scuotimento sismico, che ha destato non poche perplessità nella nostra provincia, a causa della possibile esclusione di una porzione non insignificante di territorio del cosiddetto cratere sismico. Su questo punto si è concentrata, ultimamente, l’iniziativa pressante della Cna. Dipende infatti dalla collocazione all’interno delle aree, che sono state sottoposte ad una intensità sismica inferiore a quella prevista dalla Legge 122, l’obbligo entro l’8 giugno di fare la verifica di sicurezza sismica dei capannoni prefabbricati che non hanno subito danni.
In questo senso, l’assessore Gazzolo ha dato precise rassicurazioni, anticipando che sull’emendamento specifico presentato dalla Regione, il quale prevede l’adozione di ulteriori oggettivi criteri di misurazione del rischio, come quello dell’intensità macrosismica, il Governo avrebbe dato piena disponibilità all’accoglimento. Così pure, ha aggiunto l’assessore, sulla proroga della scadenza per la verifica di sicurezza dei capannoni, che il Consiglio dei Ministri si accingerebbe a spostare di sei mesi, dall’8 giugno all’8 dicembre.
Resta, in ogni caso, sempre valida l’impegno di Cna su tutti i terreni «caldi» per le imprese danneggiate dal terremoto: dalla sospensione degli studi di settore alla modifica dei termini di accesso ai cosiddetti finanziamenti Inail per il rimborso dei danni, dal quale sono oggi escluse le imprese senza dipendenti, dal prolungamento della deroga al Patto di stabilità per i comuni inseriti nel cratere, al riconoscimento dei danni economici indiretti subiti dalle imprese del territorio.
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