Lettere al Direttore
25 Maggio 2013

Berco, vendita partecipate è dannosa per la comunità

di Redazione | 3 min

Le ultime vicende relative alla vertenza Berco compongono un quadro che ha davvero dell’incredibile. Da un lato l’indisponibilità della proprietà a qualsiasi dialogo costruttivo che consenta di salvaguaedare un essenziale patrimonio produttivo e sociale, dall’altro l’azione tenace di lavoratori,sindacato e istituzioni nella difesa di questo essenziale presidio territoriale. Dopo la straordinaria manifestazione nazionale della Fiom, da noi appoggiata e sostenuta, speravamo si compredesse la necessità di un’inversione di tendenza che vada nella direzione della difesa del lavoro e della restituzione ad esso della dignità sottrattagli in questi ultimi anni. L’amministrazione delegato Morsella e il gruppo Thyssen, per contro rappresentano tutta la spietatezza di un capitalismo abituato a depredare i luoghi, sfruttare il lavoro per poi smobilitare senza fornire alcune giustificazione. Così hanno proceduto sinora, disertando i tavoli ministeriale, da noi richiesti in ogni interrogazione regionale (la prima fu presentata quasi un anno fa), legittimando solo confindustria, dunque eludendo le richieste di ogni livello istituzionale, dai Comuni allo Stato passando per le Regioni. Si tratta di una modalità irricevibile, di una prepotenza intollerabile che merita risposte severe.
Il Partito della Rifondazione Comunista è sempre stato a fianco dei lavoratori Berco, durante i presidi e gli scioperi sin qui indetti dalle RSU dinnanzi ai cancelli dello stabilimento. Lì continueremo ad essere. Le condizioni determinate dalla nuova dirigenza che parlano di un inedito calo dei volumi produttivi, l’avvio della mobilitá per 611 lavoratori, nonché dell’intendimento di rinegoziare i contratti aziendali, configurano una prospettiva allarmante e inaccettabile, aggravata dall’esaurimento al 30 aprile degli ammortizzatori sociali, che conferma le intenzioni di radicale disivenstimento ormai da tempo promosse dal Gruppo. Riteniamo assolutamente inacettabile l’atteggiamento dell’azienda che ha disatteso gli impegni assunti di fronte  sindacati ed istituzioni, cioè di presentare, prima di ogni altra opzione, un piano industriale, materiale essenziale e preliminare a qualsiasi confronto che voglia avere le caratteristiche della serietà. L’attuale gruppo dirigente tratta i lavoratori come numeri   disinteressandosi completamente dei drammatici effetti che comporterebbe la perdita di centinaia di posti di lavoro per un territorio duramente provato come il nostro. Berco ed i suoi lavoratori rappresentano non solo la più importante azienda metalmeccanica dell’Emilia Romagna, ma una risorsa irrinunciabile per l’intera Provincia che le Istituzioni di concerto con le parti sociali devono impegnarsi a salvaguardare con ogni strumento. Proprio in ragione della rilevanza territoriale ed extraterritoriale della vicenda, abbiamo presentato in Regione una interpellanza, con il duplice obiettivo di non archiviare anticipatamente prospettive risolutive e di ottenere risposte concrete.  I 60 giorni trascorreranno rapidamente, è essenziale pertanto che si riescano ad ottenere quanto prima gli ammortizzatori necessari e che si istituisca un tavolo istituzionale provinciale di monitoraggio sulla crisi, che respinga ipotesi risolutive inadeguate e dannose per la comunità, come la vendita delle azioni delle partecipate che erogano servizi essenziali e  andrebbero semmai ripubblicizzate, e avanzi invece proposte concrete che dimostrino agli amministratori del gruppo che non vi sarà da parte delle istituzioni e della comunità alcuna subalternità.

Circolo Prc Copparo

Segreteria Provinciale Prc

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