
Eric Zaghini
“Servizio pubblico non equivale a proprietà pubblica”. Non tarda ad arrivare la risposta dei sindaci Pd di Berra e Ro Ferrarase, Eric Zaghini e Filippo Parisini, alle critiche di Sel verso l’ormai noto “piano salva-Berco” entrato con prepotenza nel dibattito pubblico (vai all’articolo). Un progetto proposto quasi in contemporanea – anche se con differenze non trascurabili nelle cifre in questione – da esponenti sia del Pd che del Pdl, e che punta a mettere sul mercato azioni di società a partecipazione pubblica per creare infrastrutture e – di conseguenza – investimenti industriali nel copparese.
“Apprendiamo con stupore – affermano i due sindaci – dei rimproveri mossici da Sel in relazione alla proposta , cui è stato dato ampio risalto dalla stampa locale, di utilizzare i proventi della smobilizzazione di alcuni asset pubblici per finanziare investimenti in grado di rilanciare l’economia del territorio dell’Unione Terre e Fiumi. Siamo stupiti perchè ci pareva di essere stati abbastanza chiari nel formulare la proposta. Cerchiamo perciò di dipanare qualche dubbio”.
Il concetto su cui puntano Zaghini e Parisini è il pragmatismo di fronte alla vicenda della Berco, che rischia di trascinare l’economia copparese in uno stallo difficilmente recuperabile. “Nessuno – affermano i due esponenti Pd – pensa di avere bacchette magiche in grado di risolvere i problemi di Berco. Nè la nostra proposta va legata tout court alla vicenda Berco, la quale, tuttavia, ci mette di fronte ad un rischio concreto: il rischio di impoverimento improvviso di una parte rilevantissima del territorio provinciale, che peraltro giunge in coda ad un quinquennio cominciato con la chiusura della Igs di Ruina e proseguito con quella di Corte Bianca. Il tutto in un contesto già estremamente compromesso dalla crisi del tessile, con importanti riflessi anche sule attività commerciali”.
Le spiegazioni dei due sindaci entrano nel dettaglio della proposta, ma non rinunciano a toccare alcune questioni “di principio” che spesso dividono la sinistra italiana degli ultimi anni, come la proprietà dei servizi pubblici e il ruolo della politica nell’incentivare gli investimenti privati. “La politica – continuano Zaghini e Parisini – ha il dovere di immaginare soluzioni in grado di rendere attrattivo per gli investimenti privati il nostro territorio, il quale ha accumulato negli anni troppe debolezze: in primis una carenza infrastrutturale drammatica. In quest’ottica proponiamo di riprendere il filo interrotto di due progetti di cui si parla da tempo immemore: una metropolitana di superficie che colleghi Copparo con lo snodo ferroviario di Ferrara e un attracco commerciale sul fiume Po. Siccome, però, non è sufficiente parlarne, avanziamo sommessamente proposte per finanziare, seppure in parte, queste opere: in quest’ottica riteniamo percorribile (come fanno gli amici di Sel ad essere così convinti che manchino gli acquirenti?) la strada della cessione di alcune – mai abbiamo citato Cadf, ad esempio – aziende pubbliche; d’altronde, anche la scelta recentissima operata dal comune di Ferrara in ordine alla riduzione della partecipazione in Hera dimostra come oggi “servizio pubblico” non necessariamente comporti “proprietà pubblica””.
Ciò che chiedono i due sindaci “in questa fase di crisi drammatica” sono quindi “risposte forti, estreme”, senza aspettare “la mano magica dello Stato che risolve i nostri problemi. Dobbiamo prendere l’iniziativa – concludono Zaghini e Parisini – perchè d’inerzia si muore, di conservazione si muore. Questo è il tempo del riformismo, di cui vorremmo essere tra gli interpreti. I vessilli della conservazione li lasciamo volentieri ad altri, più adusi, in questi anni, a sventolarli”.
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