I consuntivi 2012 delle due aziende sanitarie sono stati al centro dell’attenzione della Conferenza sociosanitaria territoriale. Un 2012 contrassegnato per la sanità ferrarese da due avvenimenti: il terremoto e il trasferimento dell’ospedale cittadino dal vecchio Sant’Anna al nuovo polo di Cona.
Per l’azienda Usl il bilancio dell’anno scorso si chiude in un sostanziale pareggio: più 12.693 euro, rispetto ai cinque milioni di passivo del 2011.
Un risultato, come ha spiegato il direttore generale Paolo Saltari, su cui hanno inciso principalmente gli effetti del sisma del maggio 2012, considerando i problemi di chiusure di strutture e traslochi. In pratica, significa che c’è stata complessivamente una minore attività, tradottasi in minori entrate ma anche in minori costi.
Da aggiungere al conto anche gli effetti della spending review che hanno spinto verso una riduzione dei costi e verso una revisione generale dei contratti.
In cifre questo significa che nel 2012 ci sono stati in tutto nove milioni in meno di costi complessivi.
Solo contando il numero degli accessi al pronto soccorso, all’azienda Usl provinciale, il 2012 si è chiuso con un meno 5,5%, mentre per l’azienda ospedaliero universitaria il risultato è stato un meno 5%.
Anche per quanto riguarda quest’ultima il consuntivo dell’anno trascorso si chiude in sostanziale pareggio: più 2mila euro. Si registra in tal senso una diminuzione di attività pari a 4,5 milioni di euro. Di questi, 2,5 milioni sono concentrati tra maggio e giugno, a dimostrazione degli effetti prodotti sulla struttura dal sisma.
Nonostante i minori costi, come spiegato dal direttore generale Gabriele Rinaldi, il 2012 per l’azienda ospedaliera ha prodotto uno squilibrio tra entrate e uscite di 36 milioni, interamente finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, principalmente causato dalla parallela gestione del vecchio ospedale di Corso Giovecca e dai costi di partenza del nuovo polo di Cona.
Lo sguardo dell’amministrazione Rinaldi è ora rivolto all’immediato futuro, visto che non si potrà contare più sull’aiuto regionale. In questo senso l’impegno è concentrato su un piano di rientro su più anni, 2013 – 2015, nel quale centrale sarà la soluzione della gestione del vecchio Sant’Anna.
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