Cronaca
22 Maggio 2013
Il prete di strada e la lezione di vita dal palco del De MIcheli

Don Gallo e quella bandiera rossa

di Redazione | 2 min

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Don Gallo dal palco del De Micheli

Don Gallo dal palco del De Micheli

Alle ore 17.45 il cuore di Don Andrea Gallo ha cessato di battere. Il “prete di strada”, fondatore della Comunità San Benedetto al Porto a Genova, si è spento a 84 anni, dopo una vita passata tra gli umili.

L’ultima lezione di vita tenuta da Don Gallo nel Ferrarese risale allo scorso marzo, a Poggio Renatico, quando parlò dell’“obiettivo fondamentale del bene comune: è una condizione fondamentale, l’unica strada per crescere, in cui qualunque cittadino è soprattutto persona, cioè soggetto di diritto, il diritto a partecipare per il bene comune”. E prima ancora, lo si ricorda a Copparo, nel giugno 2012, quando si presentò sventolando una bandiera rossa a Copparo di fronte alla platea gremita del teatro De Micheli.

In quell’occasione don Gallo lodò il popolo emiliano-romagnolo, il cui modello amministrativo “veniva copiato da tutta Europa. Sono sicuro che la Regione e gli enti locali metteranno a disposizione tutti gli strumenti affinché le popolazioni colpite dal terremoto possano tornare presto alla normalità”. Anche allora ribadì come il suo “vero lavoro” si svolgeva da sempre per la strada a fianco di prostitute, drogati e disadattati: “pensate che il capo del mio staff è un bellissimo transessuale!”. Parlò di “democrazia” ed “etica” come termini che hanno “perso il loro significato originario visto come si sta evolvendo la società attuale ma che devono ora essere  assolutamente ripresi e diffusi tra la gente a tutti i livelli sociali”.

Don Gallo si è rivolse per lo più ai giovani affinché “possano ritrovare il loro ruolo nella società e che possano aspirare ad emanciparsi il più in fretta possibile” e alle donne, sottolineando che è necessario “capire ed ammettere che le donne non hanno ancora raggiunto la parità perfetta nella società, nel lavoro e nella Chiesa”.

In chiusura don Gallo offrì un lungo passaggio sulla ripresa della Costituzione come fondamento da cui partire per reimpostare la società italiana, “per oltrepassare le difficoltà di questo periodo storico e per rimettere le persone al centro dell’attività politica”.

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