Cronaca
21 Maggio 2013
Autorità a confronto in municipio. Particolare attenzione per scuole e musei

Ferrara ad un anno dal sisma

di Redazione | 3 min

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IMG_0483di  Marcello  Celeghini

“Se Ferrara cinquecento anni fa era New York- come recita una ormai famosa scritta murale in Galleria Matteotti-  oggi possiamo dire che Ferrara è l’Emilia che si rimbocca le maniche, che non molla e che guarda avanti”. Questa la frase, pronunciata dal sindaco Tiziano Tagliani, forse più evocativa tra i tanti interventi che si sono susseguiti  ieri mattina nella Sala del Consiglio della residenza municipale di Ferrara in occasione di Battiamo il sisma: ricominciare, ricostruire, rivisitare Ferrara, primo evento della giornata tra i tanti organizzati per ricordare il primo anniversario del sisma.

L’occasione dell’incontro, a cui hanno partecipato oltre alle autorità anche i tecnici del Comune che si sono occupati delle emergenze e del post sisma, era quella di fare il punto della situazione sugli interventi già effettuati, quelli in fase di realizzazione e quelli che dovranno essere effettuati in un prossimo futuro.  Negli interventi particolare attenzione è stata posta sui due ambiti che maggiormente vivono ancora situazioni di criticità dovute al terremoto, ovvero l’edilizia scolastica comunale e il patrimonio artistico-monumentale della città.

“Questo- prosegue Tagliani- è stato un anno lunghissimo poiché abbiamo fatto il massimo, se non i miracoli. Siamo riusciti durante l’estate a realizzare cinquanta interventi urgenti nelle scuole di nostra competenza che così hanno potuto riaprire regolarmente per l’anno scolastico. Le nostre scuole non solo sono aperte ma sono molto più sicure di prima dal punto di vista sismico”. Ma c’è ancora uno “spiacevole silenzio” che grava su un pezzo consistente del patrimonio di tutti. “Buona parte – continua Tagliani- del nostro patrimonio storico-architettonico è ancora inagibile, mi riferisco alle tante chiese chiuse del centro, ai palazzi e ai musei. Finché anche tutte queste strutture non riapriranno non potremmo archiviare il sisma dello scorso anno”.

“Dopo il 20 maggio – afferma Carla Di Francesco, responsabile della direzione regionale del Mibac- abbiamo subito realizzato interventi sugli edifici storici colpiti in maniera lieve che ci hanno poi consentito la riapertura di alcuni dei musei cittadini in breve tempo. In pochi mesi sono stati riaperti la Pinacoteca Nazionale, Casa Romei e il Museo Archeologico Nazionale a Palazzo Ludovico il Moro”. Proprio quest’ultimo presenta “la situazione più a rischio in caso di nuovi eventi sismici – continua la Di Francesco – per la poca coesione tra le varie strutture murarie e che vede l’intero salone d’onore poggiare solamente su di un colonnato. Queste strutture vanno potenziate per proteggerle”.

Quanto alle scuole, i 230 milioni investiti dalla Regione hanno consentito di riaprire le scuole in tempo per l’anno scolastico. Erano trenta gli edifici scolastici inagibili. I due casi più gravi come noto erano la scuola elementare Mosti e la materna Aquilone. Attualmente sono in fase di appalto i lavori di ristrutturazione dell’elementare Mosti con una spesa prevista di circa un milione di euro che dovrebbe consentire agli alunni di entrare già dopo le prossime vacanze natalizie. La materna Aquilone si sposterà di poche centinaia di metri e andrà a formare un plesso unico, in una nuova struttura, con il nido Ugo Costa. Il costo della realizzazione dell’opera è di circa 1 milione e 900mila euro.

Le conclusioni sono affidate ad Alfredo Peri. “Questo terremoto ha colpito la nostra identità, i monumenti, e la nostra produttività economica, le tante piccole e medie imprese crollate. Ora la domanda che ci dobbiamo porre è sul metodo che ci dobbiamo dare per procedere- afferma l’assessore regionale alla Programmazione Territoriale- perché la ricostruzione sarà ancora molto lunga, attualmente non si può dare una previsione temporale di fine della ricostruzione. Se dopo un anno molte cose sono già tornate alla normalità significa che l‘emergenza terremoto in Emilia è stata gestita in modo soddisfacente rispetto ad altri esempi di emergenze analoghe in Italia”.

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