Goro. Nasce in provincia di Ferrara il primo Corso per Operatore della Pesca e dell’Acquacoltura in Italia. Le esigenze di qualificazione dei mestieri legati al mare, in uno dei più importanti distretti di pesca nell’Adriatico e la necessità di dare risposte al problema dell’abbandono scolastico, ha portato le cooperative di pesca, le associazioni e le amministrazioni locali a lavorare congiuntamente per l’istituzione di un percorso triennale che consentirà ai giovani tra i 15 e i 18 anni di acquisire la qualifica di Operatore della Pesca e dell’Acquacoltura.
Il progetto nasce dalle cooperative di pesca di Goro, in particolare dal Copego (600 soci, la più grande cooperativa di pesca in Italia), le quali hanno espresso un fabbisogno molto preciso: qualificare il mestiere di pescatore e di acquacoltore e, di conseguenza, il lavoro dei propri soci.
In un territorio, come quello del Delta del Po, in cui l’economia è basata quasi esclusivamente sulla pesca, e in cui il mestiere di pescatore viene tramandato di generazione in generazione è facile, per i giovani, pensare di non aver bisogno di studiare per accedere al mondo del lavoro. Nell’area del Delta si concentra il 33% dei casi di abbandono scolastico (erano 90 i minorenni in abbandono scolastico, in carico ai Centri per l’Impiego del Basso ferrarese, su un totale provinciale di 272, al 5 ottobre 2012 ), anche per la difficoltà di raggiungere con i mezzi pubblici le strutture scolastiche in provincia. Rinunciando allo studio molti giovani rinunciano alla possibilità di svolgere in maniera appropriata un mestiere che comporta rischi e pericoli e che, soprattutto, richiede competenze adeguate per rispondere alle sempre nuove esigenze del mercato oltre che ad una attenzione sempre maggiore al delicato ecosistema del Delta del Po.
Il Consorzio Pescatori di Goro, al fine di contrastare questo fenomeno e per incentivare la partecipazione dei giovani a percorsi di studio, ha già modificato il proprio statuto, richiedendo il possesso di una qualifica come requisito per l’ammissione a socio della cooperativa. Altre saranno le Cooperative che intraprenderanno questo percorso. Parallelamente, le Organizzazioni dei Produttori di Goro e Gorino, Legacoop, Confcooperative, e le associazioni di settore Legapesca e Federcoopesca hanno sollecitato Provincia e Regione alla creazione di un profilo professionale adeguato. Ne è nato un tavolo di lavoro che in pochi mesi ha portato alla registrazione al Ministero dell’Istruzione del profilo di Operatore del Mare, che poi è stato recepito dalla Regione Emilia-Romagna e che oggi, grazie all’impegno dell’Assessorato alla formazione professionale della Provincia di Ferrara e delle Associazioni di rappresentanza, è diventato un percorso triennale che consentirà ai giovani di ottenere le competenze necessarie per svolgere il mestiere di pescatore e acquacoltore, nonché, naturalmente, una qualifica professionale, che, per chi lo desiderasse, potrebbe aprire le porte anche allo studio universitario.
Alla progettazione delle attività formative collaboreranno direttamente le cooperative, anche attraverso le Associazioni, l’Università di Ferrara e gli Enti locali, al fine di realizzare un percorso completo, coerente con i fabbisogni del territorio, che non è solo quello di Goro, ma che si allarga a tutta la costa Adriatica.
Il corso, che sarà gestito dal Centro di Formazione professionale Cesta, partirà a settembre 2013, si svilupperà su una durata di 2.000 ore con metodiche di alternanza – scuola e lavoro e vedrà una parte d’aula, presso la sede di Codigoro, e una parte laboratoriale, a Goro, nelle sedi delle cooperative. Il percorso inoltre prevede complessivamente 630 ore di stage in mare.
Il corso di Operatore della Pesca e dell’Acquacoltura rappresenta il primo strumento formativo del Polo della pesca che la Regione Emilia Romagna costituirà sul territorio ferrarese, per rispondere alle mutate esigenze dei mestieri del mare, i quali necessitano di figure professionali in grado di valorizzarli e di aprire nuovi spazi di mercato e risposte concrete alle comunità.
Il progetto di attivazione della qualifica di Operatore della Pesca e dell’Acquacoltura si basa su tre assets: competenze, cooperazione e valorizzazione del territorio. Tre ingredienti che potrebbero trovare applicazione anche in altri contesti, per qualificare mestieri e professioni e rispondere alle sfide del difficile contesto economico in maniera più adeguata.
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