Politica
19 Maggio 2013
Da Ferrara la Fiom porta 400 persone a Roma. Domani il ministero

“La Berco siamo noi”

di Redazione | 3 min

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berco3Lo striscione “La Berco siamo noi”, sostenuto dagli operai della ThyssenKrupp di Copparo con al centro il segretario nazionale della Fiom Landini, ha aperto il corteo della manifestazione dei metalmeccanici a Roma. Da Ferrara sono partiti sei pullman per portare nella Capitale quattrocento persone. Tra queste dipendenti, comuni cittadini e rappresentanti di Rifondazione comunista e Sel. “La presenza di tanti leader al corteo – ha commentato Stefano Calderoni del Prc – è importante. Ora bisogna lasciare da parte gli egoismi e impegnarsi a costruire una sinistra del lavoro”.

“Più che una scelta è un’urgenza”, spiegavano al giornalista del sito Controlacrisi.org le operaie della Aimeri di Ferrara, anche loro alla manifestazione. “Le donne sono colpite da questa crisi quanto e più degli uomini: siamo meno pagate, meno tutelate, meno rappresentate. Noi – racconta Jessica, 46 anni – dopo 25 giorni di lotta siamo riuscite a far rinnovare l’appalto per la raccolta differenziata del Comune e ad assicurarci ancora un po’ di futuro: siamo sempre noi lavoratori a pagare, a perdere la dignità conquistata, l’identità e il rispetto verso noi stesse. Ma unite non ci siamo fatte piegare e siamo qui in solidarietà di migliaia di persone con la voce spezzata dalla fame e dal dolore”.

“Ora sono arrivati i tagliatori di teste e hanno annunciato 611 esuberi” parla per la Berco di Copparo (sempre riportato da Controlacrisi) Manrico, 52 anni, in mobilità: “La Thyssenkrupp, a cui appartiene la nostra azienda ha deciso di venderci e mandarci a casa, ma non lo permetteremo”.

berco5“Non possiamo più aspettare” era infatti il titolo della protesta che ha visto alternarsi sul palco, oltre a Landini, Stefano Rodotà, Fiorella Mannoia, Gino Strada. Non senza qualche polemica verso Il partito democratico che ha preferito non essere presente in Piazza San Giovanni, salvo qualche partecipazione a titolo personale come quella di Civati e Orfini.

“Bisogna riconquistare il diritto al lavoro così come il diritto nel lavoro. Senza correzioni – ammoniva prima della manifestazione il segretario ferrarese delle tute blu Mario Nardini –. noi continueremo ad avere problemi relativamente allo stato sociale, con persone che addirittura non avranno la possibilità di accedere al servizio sanitario nazionale, a un corretto sistema previdenziale e con un problema enorme di disoccupazione le cui proiezioni per il 2013 dicono arriverà all’11,9% con un aumento del 2,4% nel 2014”. Fra le misure correttive proposte, che costituiranno gli ulteriori motivi della manifestazione, vi sono la riconversione ecologica del sistema produttivo, un piano straordinario di investimenti pubblici e privati, l’attuazione di un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro, la revisione del sistema pensionistico (con particolare riguardo agli esodati) e rivalutazione delle pensioni, misure per l’istruzione pubblica e l’introduzione del reddito di cittadinanza per gli inoccupati, i disoccupati e gli studenti.

Domani gli operai Berco attendono l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico tra il ministro Zanonato, gli enti locali, i sindacati e la proprietà Thyssen Krupp.

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