di Daniele Oppo
“La magnitudo della crisi che ha colpito il nostro territorio è stata più forte di quella del sisma”. Sono le parole con le quali Marco Amelio -presidente Ascom dell’Alto Ferrarese, intervenuto nell’incontro fra le associazioni rappresentanti le medie e piccole imprese (Acom, Cna, Confartigianato, e Confesercenti) e il mondo politico, svoltosi nella sede della Camera di commercio in Largo Castello- ha fotografato il particolare periodo di crisi economica e finanziaria che colpisce il territorio. “Nella provincia di Ferrara -continua Amelio- più di 70 imprenditori hanno delocalizzato la propria attività ma con grandi difficoltà, a volte l’accesso al credito è stato negato per soli mille euro”.
Proprio la difficoltà nell’accesso ai finanziamenti è uno dei temi più sentiti dagli imprenditori: “nella piccola e media impresa la linea di demarcazione fra bilancio dell’impresa e quello famigliare è molto labile -afferma ancora Amelio- e la politica deve sapere cosa significa, in queste condizioni, chiudere una linea di credito”.
Ma i problemi derivano anche dal fisco, il cui impatto è sentito come troppo pressante, ancora di più nel ferrarese dove anche le imprese che non hanno subito danni diretti dal sisma devono fare i conti con il calo dei consumi, con un mercato non ‘regolare’ e con i costi per l’adeguamento alle normative antisismiche: “abbiamo inviato una richiesta di non applicazione degli studi di settore -ricorda Paolo Benasciutti, presidente di Confesercenti Ferrara- ma la risposta dataci il 26 aprile è stata sostanzialmente negativa. Leggiamo però con favore l’emendamento presentato dal deputato ferrarese Alessandro Bratti che prevede delle misure di fiscalità di vantaggio per le microimprese e per i lavoratori autonomi la cui attività è stata danneggiata dal sisma (vai all’articolo)”.
“Servono percorsi che sostengano l’azienda nel suo complesso, la quale può creare occupazione, ricchezza e benessere -afferma il direttore di Confartigianato Giuseppe Vancini-, ci vuole un sistema con possibilità di integrazione tra pubblico e privato, soprattutto nei servizi pubblici ed è ora che il pubblico dia spazio al privato e alla libera concorrenza. Ma -conclude Vancini- è tutto il sistema che va corretto e ricostruito”. Affermazione in sintonia con quanto sostiene Corradino Merli di Cna: “siamo qui per far capire che questo paese non ce la può fare se lo Stato non migliora le sue politiche per l’impresa e non diventa più efficiente”.
Uno Stato più efficiente passa anche dalla modernizzazione della Pubblica Amministrazione: “il sistema amministrativo italiano genera sprechi, riduce la concorrenza e la burocratizzazione rende il nostro paese meno attraente per gli investimenti. Serve un approccio culturale completamene nuovo -sostiene Vittorio Magolini, presidente provinciale di Cna-, per aumentare la concorrenza devono essere attuate misure per la semplificazione, riduzione dei costi per le imprese e riduzione dei tempi della giustizia. Inoltre- continua Mangolini- serve una diffusione della digitalizzazione dei rapporti fra cittadini e Pubblica Amministrazione.
Teresa Bertuzzi, senatrice Pd, unica fra i parlamentari invitati ad aver partecipato all’incontro, individua dal canto suo tre condizioni prettamente politiche necessarie alla realizzazione di quanto richiesto dalle associazioni di categoria: “serve tempo e dunque stabilità, credibilità delle istituzioni e un alto senso della legalità. Per questo la riforma elettorale è importante, perché la questione della rappresentanza è importate per potersi occupare delle cose servono”.
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