
Le intense precipitazioni di questi giorni hanno fatto salire il livello idrometrico del fiume Po di tre metri in sole ventiquattro ore a Piacenza dove è scattata l’allerta della protezione civile per l’arrivo della piena. È quanto emerge da un monitoraggio di Coldiretti Emilia Romagna sul livello del fiume Po che evidenzia come lo stato del principale fiume italiano sia significativo delle difficoltà negli altri corsi d’acqua con piene e tracimazioni mentre le campagne, non solo nei pressi dei fiumi, ma su tutta la regione sono inzuppate d’acqua, che continua a scendere dal cielo anche sotto forma di bombe d’acqua, come è avvenuto questa mattina in alcune zone del parmense. Per questo Coldiretti ha avviato monitoraggi per l’avvio delle procedure per la richiesta dello stato di calamità.
L’eccesso di pioggia sta creando situazioni generalizzate di crisi per l’agricoltura in quanto i terreni non hanno più capacità di assorbimento. Si calcola – precisa la Coldiretti – una perdita fino al 50 per cento nel raccolto di soia e mais, indispensabile per l’alimentazione degli animali, ed è persa anche la fienagione perché il fieno marcisce sui campi. Nelle province occidentali, soprattutto Piacenza, non è stato trapiantato il 70% del pomodoro, mentre è ferma la semina delle patate sia nel bolognese (patata Dop di Bologna), sia nel piacentino (patata tradizionale di Mareto). Nel ferrarese stop anche alla semina del riso, che non è andata oltre il 7% delle semine degli ultimi anni.
“Si temono riflessi negativi anche per le fragole – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – la cui campagna di raccolta non è ancora sostanzialmente iniziata e che inizia a presentare problematiche fitosanitarie, per le orticole in generale, tra ritardi nellesemine e difficoltà vegetative, che saranno acuite dall’incremento delle temperature accompagnato all’eccesso di umidità, ed anche alle frutticole, dove potrebbero verificarsi cascole dei frutticini a causa dello stress provocato dal permanere dell’acqua nei terreni inzuppati. Anche nella nostra provincia i dati del Consorzio di Bonifica rilevano una piovosità straordinaria e c’è preoccupazione per garantire la tenuta del sistema idraulico”.
“Siamo di fronte – sostiene Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici con precipitazioni che nei primi quattro mesi dell’anno al nord sono risultate superiori del 53 per cento rispetto alla media. “Ormai il maltempo – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – ha creato una situazione di emergenza su tutta la regione, è il difficile deve ancora venire, perché con le difficoltà dei seminativi lieviteranno i costi negli allevamenti zootecnici”.
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