Economia e Lavoro
13 Maggio 2013
Nardini (Fiom): Domani un momento importante, necessaria alta partecipazione al presidio

Berco, tutto pronto per la mobilitazione

di Redazione | 2 min

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bercoCopparo. Inizierà oggi la prima parte delle mobilitazioni dei lavoratori e delle Rsu di Berco dopo l’annuncio da parte di Thyssen Krupp dell’avvio delle pratiche di licenziamento per 611 operai del gruppo – dei quali 430 solo a Copparo -, contestualmente alla chiusura dello stabilimento di Busano Canavese e la continua ricerca di acquirenti per lo stabilimento di Copparo.

Una delegazione di dipendenti è infatti pronta per andare a protestare a Roma, sotto le finestre del ministero dello sviluppo economico, durante l’incontro tra governo e parti sociali, mentre un’altra si dirigerà invece ad Essen, nel Nord Reno-Vestfalia, nella parte più occidentale della Germania, per manifestare il loro dissenso davanti al quartier generale del gruppo Thyssen (vai all’articolo).

In serata poi comincerà il presidio permanente davanti allo stabilimento Berco di Copparo – al quale parteciperanno anche vari esponenti della politica ma senza simboli di partito – che è destinata a sfociare in una serie di scioperi a scacchiera.

“L’iniziativa di oggi è diversa da quelle organizzate nelle giornate di sciopero generale: più articolata e per certi versi più difficile, ma è anche un modo per sperimentare forme di mobilitazione che abbiamo utilizzato in un passato non recente e che possano riuscire a produrre tanto – commenta Mario Nardini, segretario provinciale della Fiom-Cgil. Questo è un momento importante, perché lo sciopero a scacchiera con presidio davanti allo stabilimento è una cosa che riteniamo importante e necessita di un’alta partecipazione perché è un altro passaggio, anche se fatto in maniera diversa, per poter dire all’attuale dirigenza che quanto sta succedendo a Copparo con queste comunicazioni e questo numero spropositato di licenziamenti che non va a vantaggio dell’azienda ma decreta la fine dello stabilimento, e questo non è accettabile”.

Il gruppo Thyssen Krupp aveva annunciato la volontà di procedere ai 611 esuberi e alla chiusura dello stabilimento piemontese nei primi giorni di aprile, scatenando le reazioni della presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra che dichiarò di essere disposta a incatenarsi ai cancelli se ciò si sarebbe reso necessario (vai all’articolo), l’interessamento della Regione e l’avvio di un’altra serie di scioperi da parte dei sindacati.

Dopo l’avvio di un tavolo di trattativa ministero dello sviluppo economico, che dopo aver dato i primi frutti è poi saltato, la proprietà ha avviato le procedure di mobilità e, pochi giorni fa, di licenziamento, annunciate mezz’ora prima di un incontro con i sindacati, poi disertato dagli stessi che lo hanno definito “una trappola”(vai all’articolo).

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