Sono ormai 35 anni che lavoro in questa azienda; non avrei mai pensato che la “Grande Berco” che tutto il mondo ci invidiava, sarebbe arrivata all’ultimo miglio in queste condizioni; ho sempre dato il mio contributo come la maggior parte dei lavoratori ed ora vedere che la professionalità di centinaia di operai ed impiegati che hanno fatto crescere questa azienda fino a portarla leader mondiale del settore sia trattata a pesci in faccia non solo mi fa morire dentro ma mi riempie di rabbia, perchè non è certo da addossare ai 611 badge (perchè è questo che siamo considerati) la responsabilità di questo tracollo, ma va ricercata sicuramente in chi in questi ultimi anni ha scelleratamente condotto questa azienda facendo scelte che nemmeno in un’azienda statale sarebbero state accettate; quando sono entrato in Berco le 5S si facevano quotidianamente senza bisogno che arrivassero dalla Germania ad insegnarcele; la meritocrazia è una parola che ben poche volte è stata presa in considerazione; un’ azienda che vuol crescere e rimanere all’avanguardia deve investire in ricerca e nuovi progetti (scusate … ho dimenticato le varie tabelle OI, OE e chi più ne ha più ne metta che hanno portato al rilancio ed all’impennata di produttività!! !!), assunzioni a gogò di ingegneri che, secondo me, avrebbero dovuto portare quel valore aggiunto derivante proprio dall’etimologia stessa della parola ma io non ho visto una “beata minchia” come direbbe il nostro amico Albanese, mai una volta che noi cretini d’officina venissimo ascoltati in merito a soluzioni che, dati e prove alla mano, avrebbero fatto risparmiare centinaia di migliaia di euro; soluzioni proposte da gente che ha dato la vita per questa azienda ed ha messo a disposizione tutta la professionalità acquisita in lunghi anni di lavoro, ma si sa, se non è farina del tuo sacco è sempre una stronzata! Tutto ciò mi fa imbestialire perchè, lasciatemelo dire, penso che la maggior parte di noi consideri la Berco la “Nostra Azienda” in quanto questa ditta ha sempre rappresentato (per me e penso per la stragrande maggioranza di noi) la nostra sicurezza; ci ha permesso di sposarci, costruirci un futuro, fare progetti e pensare, come nel mio caso, di poter arrivare a fine mandato con serenità ma evidentemente non avevo fatto i conti con l’Oste del grattacielo di via 1° Maggio prima ancora che con “Elsa lacrime di coccodrillo”.
Ora invece ci troviamo in una situazione in cui tanti bravi ragazzi (ed in Berco ce ne sono tanti alla faccia di coloro che pensano siano tutti teste di minchia) che si vedono spezzato il sogno (legittimo) di costruirsi un futuro con famiglia, casa e tutto ciò che fa parte della vita normale di una persona per colpa di gente incompetente ed arraffona che ha messo il proprio interesse personale avanti a tutto ed a tutti e che sta decidendo proprio il nostro destino.
Purtroppo mi ritrovo a fare queste considerazioni che aprono una ferita nel mio cuore perchè penso che non ci sia niente di più umiliante per un padre o una madre di famiglia o un singolo individuo adulto di non poter assicurare a se stessi ed alla propria famiglia una vita dignitosa, ed in queste condizioni abbiamo 611 (per ora) persone/famiglie che stanno vivendo l’incubo del baratro occupazionale.
Concludo facendo un appello a noi tutti affinchè l’unità sia il nostro imperativo quotidiano in questo momento così drammatico riportando anche lo slogan citato oggi in assemblea “barcollo ma non mollo” e , soprattutto, non porgiamo il fianco a chi cerca in ogni modo di dividerci.
Ciao a tutti.
Sergio Roncarati
lettera tratta dalla pagina facebook “Amici Berco”