
Gabriella Azzalli
Argenta. “Veri sprechi di denaro pubblico”. Bolla così Gabriella Azzalli, capogruppo di Argenta Rinnovamento, alcune iniziative della giunta fatte passare a detta del consigliere di opposizione, come risparmi.
Nel presentare il Bilancio di previsione 2013, il sindaco Fiorentini “non ha mancato di lamentarsi per la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato – fa notare Azzalli -, nonostante i numeri dicano esattamente il contrario. Infatti, se con una mano lo Stato ha ridotto i trasferimenti di denaro, con l’altra ha messo a disposizione lo strumento dell’Imu. Risultato per Argenta: sono arrivati circa 400.000 euro in più”.
Nel mentre Fiorentini si è “vantato” di avere praticato risparmi “che viceversa sono veri sprechi di denaro pubblico”.
A partire dalla rinuncia all’assessore Alberani che costa 658,87 euro al mese. “Poteva pensarci già un anno fa, quando ha assunto l’assessore Conficconi che costa 1.317,74 al mese”. Vengono poi i dirigenti ‘condivisi’ con altri Comuni. “In realtà, sulla retribuzione annua del segretario comunale non si risparmia gran che, visto che Argenta paga 97.834,94 euro e Poggio Renatico 6.197,52”. La capogruppo di Argenta Rinnovamento cita poi il caso del comandante della Polizia Municipale che “divide il suo tempo fra Argenta, Portomaggiore e Copparo, ma vorrei capire dove sta l’affare, se il Comune lo paga 62.869,23 euro, esattamente come prima, cioè come un dirigente a tempo pieno. È da notare che gli importi, estratti dal sito istituzionale, sono lordi, oltre che largamente incompleti, in quanto diverse voci non sono quantificate”.
Infine, Fiorentini ha detto che “la gestione degli impianti della piscina e del tennis costavano 120.000 euro; oggi il Comune percepisce addirittura un canone dalla concessione“. “Non è vero – ribatte la Azzalli -: come risulta dagli stessi atti del Comune, oggi per la piscina il Comune paga al concessionario 25.000 +IVA l’anno, dopo averne spesi ben 300.000 per rimetterla a nuovo. Fiorentini dovrebbe spiegare perché non ha preteso che quei lavori li effettuasse il precedente gestore il quale percepiva 120.000 euro proprio perché era tenuto contrattualmente a migliorare l’impianto. Invece lo hanno lasciato andare senza contestargli alcunché, nonostante la piscina fosse ridotta a un colabrodo, con un trattamento di favore che non trova giustificazioni”.
“Nella attuale situazione di crisi – conclude Gabriella Azzalli -, quando sarebbe necessario offrire il massimo grado di trasparenza ai cittadini che ne sono duramente colpiti, non è certo su affermazioni come queste, palesemente infondate e facilmente smentibili, che il sindaco può sperare di fondare una seria politica di bilancio”.
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