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4 Maggio 2013
Alla 70a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

A Friedkin il Leone d’oro alla carriera

di Redazione | 3 min

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FriedkinFiltrano già le prime notizie della prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che quest’anno giungerà alla sua 70a edizione.

E’ appena stato designato il Leone d’oro alla carriera della Mostra, che quest’anno si terrà dal 28 agosto al 7 settembre 2013: si tratta del regista statunitense William Friedkin, un vero maestro della cinematografia a cavallo dei due ultimi secoli.

La decisione è stata presa dal CdA della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera che così ha motivato il premio:

“William Friedkin ha contribuito, in maniera rilevante, e non sempre riconosciuta, nella sua portata rivoluzionaria, a quel profondo rinnovamento del cinema americano, genericamente registrato dalle cronache dell’epoca come la Nuova Hollywood. Dopo aver scardinato le regole del documentario con alcuni lavori televisivi impostisi per lo sguardo asciutto, spietato e imprevedibile, Friedkin ha sovvertito due generi popolari come il poliziesco e l’horror, inventando di fatto il blockbuster moderno con pellicole quali Il braccio violento della legge, del 1971, premiato con cinque Oscar, tra cui miglior film e miglior regia e L’esorcista (1973, nominato a dieci Oscar). E’ stato poi autore di film in anticipo sui tempi come Il salario della paura (Sorcerer, 1977), Cruising (1980), Vivere e morire a Los Angeles (1985) e Jade (1995, presentato alla Mostra di Venezia nella sezione Notti Veneziane), alcuni dei quali solo in seguito ampiamente rivalutati come autentici capolavori ”.

Friedkin ha ottenuto nel 2011 un grande successo di critica e pubblico alla Mostra di Venezia con Killer Joe, presentato in Concorso.

Venezia, specialmente durante la Mostra, è una casa spirituale per me – ha dichiarato William FriedkinIl Leone d’oro alla carriera è qualcosa che non mi sarei mai aspettato, ma sono onorato di accettarlo con gratitudine e amore”.

William Friedkin riceverà il riconoscimento durante la 70a Mostra di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013), dove presenterà la versione resaturata de Il salario della paura (Sorcerer, 1977), appositamente realizzato dalla Warner Bros.

Approccio originale a Vite vendute (Wages of Fear) del mostro sacro francese Henri – Georges Clouzot (pure adattato del romanzo di Georges Arnaud scritto nel 1950), Il salario della paura sposta i ‘classici’ scenari urbani di Friedkin nella profondità della giungla sudamericana, dove la passione del regista per il realismo ed il suo inappuntabile istinto per la suspence, convergono con magistrale effetto nella leggendaria, angosciante scena dell’attraversamento del ponte. Produzione già difficile di per sé, Il salario della paura è stato un film molto discusso quando uscì – una settimana dopo Guerre stellari di George Lucas. Da allora è diventato uno dei titoli di Friedkin più acclamati dalla critica e uno dei meno facili da riuscire ad ammirare sul grande schermo.

“Considero Il salario della paura il mio film più personale e il più difficile da realizzare – ha dichiarato Friedkin -. Sapere che sta per avere una nuova vita al cinema, è qualcosa di cui sono profondamente riconoscente. Il fatto poi che il film abbia la sua prima mondiale alla Mostra di Venezia, è qualcosa che attendo con grande gioia. E’ una vera resurrezione di Lazzaro”.

Da pochi giorni è stata pubblicata negli States la sua autobiografia, The Friedkin Connection (Harper Collins), che Bompiani sta traducendo in italiano e che sarà presentato a Venezia in anteprima.

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