Masi Torello. Controlli periodici, sopralluoghi, materiale ‘pulito’. Manca solo la piantumazione degli alberi e una integrazione destinata alla Provincia. L’impianto a biogas di Masi Torello è ormai in funzione da qualche mese e la prima a dirsi disponibile a un dialogo e a uno scambio di informazioni con la cittadinanza è proprio l’azienda proprietaria della centrale, Agricola 2000.
“Vogliamo a questo punto informare i cittadini sullo svolgimento delle attività, soprattutto per poter dar conto degli aspetti percepiti come problematici o preoccupanti dal punto di vista della salute e del benessere della comunità – afferma il legale rappresentante Luca Colombarini -. Il controllo dell’impianto per escludere situazioni dannose per l’ambiente e i cittadini viene effettuato regolarmente da parte degli enti di controllo, in particolare Asl, Arpa, Provincia e Comune che, dal momento dell’entrata in esercizio, hanno effettuato diversi sopralluoghi sul sito”.
Come emerge dai verbali, poi, “non sono state riscontrate anomalie o violazioni alle prescrizioni autorizzative, a parte la mancata piantumazione degli alberi, per la quale era stata richiesta dall’azienda una proroga, in modo da predisporre adeguatamente il terreno al termine delle attività di cantiere e che comunque è già stata realizzata”.
Un aspetto su cui l’azienda ritiene importante fare chiarezza riguarda l’alimentazione del digestore. “Al momento – spiega Colombarini -, la razione comprende prevalentemente colture dedicate (insilato di mais e triticale) prodotte direttamente dal proprietario dell’impianto nei terreni localizzati in un raggio di massimo 10 km dal sito produttivo. Per poter utilizzare anche sottoprodotti vegetali, sempre nei quantitativi ad oggi autorizzati, è stata presentata richiesta in Provincia”.
Tali sottoprodotti, va precisato, non sono rifiuti: “si tratta di residui lasciati in campo dopo la raccolta (es. stocchi di mais, paglia di grano), prodotti conferiti ai commercianti e scartati per difetti di colore o dimensione, materiali provenienti dalla lavorazione dei prodotti agricoli (polpe di barbabietola, spezzato di mais,ecc.). L’impiego di queste biomasse nell’impianto è auspicabile in quanto da una parte diminuisce il fabbisogno di colture dedicate, dall’altra contribuisce a ridurre i quantitativi di materiali destinati allo smaltimento. Tutto questo è in linea con i principi di sostenibilità della filiera delle energie rinnovabili, condivisi a livello nazionale e europeo”.
In questi giorni la Provincia sta valutando la documentazione presentata dall’azienda e ha richiesto alcune integrazioni, per poter meglio comprendere le modalità di approvvigionamento e di gestione dei nuovi materiali in impianto. “Tali attività –prosegue il rappresentante di Argicola 2000 – avverrebbero ovviamente in conformità a quanto previsto dalla normativa regionale e senza alcun ulteriore aggravio sul traffico locale in ingresso e in uscita all’impianto”.
L’azienda ribadisce la propria disponibilità “ad un dialogo costruttivo e trasparente con la comunità locale, ritenendo fondamentale la massima diffusione di notizie corrette e oggettive sul funzionamento dell’impianto a biogas di Masi Torello e sui suoi impatti reali, che sono comunque riconducibili a quelli prodotti in generale dalle altre attività agricole”.
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