Cronaca
26 Aprile 2013
Nel discorso di Tagliani un omaggio ai valori della Resistenza: "Gli antidoti alla perdita della speranza"

Il 25 aprile al tempo della crisi

di Redazione | 5 min

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C’erano tre generazioni a confronto in piazza Trento Trieste, sul palco dei festeggiamenti per il 25 aprile. Tre mondi diversi, da chi ha vissuto i fatidici momenti della liberazione, con Dante Leoni e Giovanni Fioravanti delle Associazioni combattentistiche e della Associazione nazionale partigiani d’Italia, a chi si troverà a raccoglierne l’eredità, con la presidente della consulta degli studenti di Ferrara Silvia Bighi. E c’era la generazione di chi si trova proprio in questi momenti a compiere le scelte più difficili, con il sindaco Tiziano Tagliani che ha cominciato il proprio intervento pubblico parlando proprio dell’importanza della piazza, “una piazza dove le istituzioni non hanno paura di parlare alla testa ed al cuore dei ferraresi. Consapevoli, come siamo, che non vi sono alternative tecnologiche all’incontro delle persone e che la piazza non è solo la cornice dell’insulto e dello slogan riprodotto, ma prima di tutto le piazze, questa piazza Trento Trieste è l’agorà: è il luogo di incontro di tutti coloro che, da dieci secoli, qui convengono per la più altra espressione di democrazia, la partecipazione diretta: sia essa di consenso sia di dissenso”.

Un discorso sull’importanza del confronto pubblico e civile che, mano a mano che andava avanti, ha riportato alla mente di molti proprio i problemi sorti nelle scorse settimane quando il sit-in del Coisp sotto le finestre degli uffici comunali aveva fatto scaturire polemiche e perplessità sulle manifestazioni spontanee in piazza. “Per questo – ha aggiunto il sindaco – abbiamo respinto tentativi tanto pericolosi, quanto prontamente isolati, di fare delle nostre piazze il luogo per la provocazione, ma proprio per l’alta cultura civica della nostra città quel tentativo non ha sortito l’effetto di intimidire nessun ferrarese, nessuna madre o padre, caso mai si è ritorto contro chi quella provocazione aveva cercato”.

Ma le parole di Tagliani sono state mirate soprattutto a “contestualizzare” il senso delle celebrazioni per il 25 aprile, in un periodo in cui la vera “liberazione” non è più quella dalla dittatura nazifascista ma quella economica e sociale, in cui le piazze si riempiono sempre più di movimenti di protesta spontanea verso la classe politica. “Certamente dopo lunghi anni di crisi economica – ha affermato Tagliani – oggi le piazze sono anche il luogo della disperazione manifesta di chi ha perso il lavoro e con esso la propria dignità , di chi vede messa in discussione la propria serenità nel futuro e con questa la propria libertà. A costoro non può andare solo il nostro rispetto e la solidarietà e bisogna, ed è gia molto tardi, che aggiungiamo alle parole i fatti della politica che sono le scelte concrete di governo dirette a rimuovere tutti gli ostacoli allo sviluppo, quello economico che dá lavoro e fa crescere l’impresa, ma anche quello culturale che fa crescere la consapevolezza della cittadinanza e fa prevalere l’intelligenza di ognuno, sulla massificazione delle soluzioni facili e a buon mercato”.

Ed è per questo che, secondo il sindaco, i valori della Resistenza celebrati nel giorno della Liberazione devono restare più vivi che mai, per non correre il rischio di derive populistiche. “Oggi 25 aprile 2013 – continua Tagliani – abbiamo poi due ragioni ulteriori per non lasciarci cogliere dallo sconforto e rinnovare l’impegno di tutti e di ciascuno per il bene pubblico. La prima è rappresentata dal dovere di rispetto e coerenza che ci lega alla liberazione che fu lotta contro una oppressione nazifascista la quale fece leva proprio sul conformismo di massa, sulla vigliaccheria di chi rivolse lo sguardo al proprio interesse personale, di clan, di regione dimenticandosi che il bene di tutti è la sola condizione che salvaguarda nel tempo anche il proprio bene. Quella coerenza e quei valori oggi impongono di richiamare tutti ad una nuova cittadinanza, libera responsabile, ma anche generosa e disinteressata. Anche oggi facciamo attenzione ai tanti piccoli e grandi atti di egoismo sociale, dei quali siamo stati attori e spettatori, da chi si oppone a ridurre per due settimane l’orario dell’asilo, anche se ciò consente ad altri bambini di avere una scuola per il periodo necessario a riparare la propria dai danni del terremoto, a chi pretende che le scarse risorse pubbliche vadano alla soluzione del proprio problema, non applicandosi neppure a valutare le esigenze della comunità, a chi infine pretende che sia il vicino a sopportare gli inevitabili disagi di servizi comuni, Sono segni importanti, non banali di un decadimento generale del senso del bene comune che lascia a chi amministra la sola alternativa di non fare il meglio, ma ciò che meglio conviene ad acquisire il consenso, in altri termini il contrario del buon governo pubblico”.

Un discorso che abbraccia anche il tema della ricostruzione post terremoto: “Si sono riparate le scuole – afferma il sindaco -, gli edifici pubblici, si metterà mano alle chiese alle strade ed alle piazze, quello che è stato un evento di lutto e di preoccupante fermata delle attività produttive e commerciali, ha fortunatamente solo toccato la nostra città, ma ci ha lasciato una lezione importante ovvero che è l’azione congiunta a fornire la migliore delle risposte. Solo rinnovando un impegno privo di contropartite immediate, ciascuno di noi avrà dato a questa giornata di festa il vero senso di una rinnovata liberazione”.

Tagliani si è soffermato anche sulla vicenda dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano La Torre, sotto processo in India, esprimendo la propria solidarietà ai due militari “che obbedendo ad indicazioni di servizio si vedono oggi coinvolti in una vicenda in cui è in gioco credibilità la internazionale del nostro paese, ma anche il rispetto delle regole del giusto processo e del diritto internazionale”, per poi concludere rinnovando l’appoggio ai valori a cui si ispirano i festeggiamenti. “Noi siamo eredi di una stagione straordinaria – ha concluso il sindaco -, quella dei partigiani e delle partigiane che vogliamo custodire come antidoto forte a questi rischi assieme con una tradizione democratica e di dialogo che garantiamo saranno gli antidoti alla perdita della speranza”.

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