Si è tenuto in procura l’incontro preannunciato nei giorni scorsi da Estense.com (vai all’articolo) tra il pm Alberto Savino e le varie parti indagate per la morte di Fabrizio Veronese e Guglielmo Bellan, i due tecnici dell’azienda rodigina General montaggi industriali che persero la vita il 22 febbraio scorso mentre erano impegnati nella manutenzione della chiusa di Valle Lepri. Scopo del summit era fare il punto sui quesiti tecnici che verranno sottoposti ai consulenti e procedere con la nomina di eventuali specialisti anche da parte degli indagati, la maggior parte dei quali però, fanno sapere gli avvocati difensori, hanno scelto di aspettare le conclusioni degli esperti della procura.
I consulenti dovranno far luce sulle cause del cedimento della paratia che il 22 febbraio, mentre Veronese e Bellan erano all’opera in una zona prosciugata della chiusa, causò la tremenda ondata che travolse e sommerse i due lavoratori. Le motivazioni, oltre che di natura meccanica, potrebbero avere a che fare anche con le caratteristiche del terreno attorno e sul fondo del canale, motivo per cui per le indagini Savino si avverrà del contributo sia di un ingegnere idraulico (Emanuele Luciani) che di un geologo (Stefano Vincenzi). I consulenti avranno 60 giorni di tempo per svolgere gli studi, ma date le caratteristiche particolari delle operazioni, che richiederanno anche l’intervento di una squadra di sommozzatori per fotografare e raccogliere materiale nelle zone allagate, i tempi potrebbero richiedere una proroga alla data prevista per la fine delle indagini, fissata per il momento all’8 maggio.
Le nove persone raggiunte nei giorni scorsi dagli avvisi di garanzia hanno avuto tutte a che fare a vario titolo con la chiusa di Valle Lepri: tra loro sei tra tecnici e dirigenti di Aipo, l’agenzia interregionale per il fiume Po (che aveva in carico la manutenzione dell’impianto) e tre dirigenti di Gmi, la ditta esecutrice dei lavori in cui erano impiegati Veronese e Bellan.
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