Comacchio. Medicina di gruppo, di nucleo e pediatria di gruppo. Sono queste le tre funzioni fondamentali che ricoprirà la casa della salute di San Camillo, presentate dalla dirigenza dell’Ausl di Ferrara alla commissione speciale sanitaria del Comune di Comacchio. Tre funzioni il cui obiettivo è ricoprire tutti gli aspetti dell’assistenza ai malati cronici, e che non punteranno quindi a soddisfare il trattamento più propriamente ospedaliero, cioè tramite il ricovero nei posti letto interni. L’incontro in municipio era infatti mirato soprattutto a spiegare agli amministratori e al pubblico presente (in cui spiccava soprattutto la consulta popolare San Camillo guidata da Manrico Mezzogori) quali sono le differenze tra un ospedale vero e proprio e la nuova struttura che, fin dal suo primo annuncio, ha visto scaturire numerose polemiche in tutto il Comune.
Quattro i responsabili dell’Ausl presenti al confronto: i direttori Mauro Marabini, Sandro Guerra, Chiara Benvenuti e il dirigente della sezione medica del San Camillo, Antonio Di Giorgio. Mancava invece il protagonista più atteso, il direttore generale Paolo Saltari, “che proprio in questo momento – spiega Marabini durante l’incontro – è a Bologna a discutere di ciò che è previsto nella programmazione sanitaria della nostra regione”. I rappresentanti dell’Ausl hanno fornito al sindaco Marco Fabbri e alla commissione sanitaria la proposta di una “carta dei servizi” della nuova casa della salute, un documento in cui l’Ausl ha individuato le funzioni svolte dalla struttura e tracciato una mappa dei locali, della loro destinazione e dei servizi offerti in ogni sala. Il modello da cui si è partiti è quello della casa della salute di Copparo, ma il documento non è definitivo. “Abbiamo fatto un’ipotesi di collocamento su altri modelli – afferma Marabini -, ma nulla ci impedisce di discutere di altre idee. Stiamo valutando ad esempio la possibilità di mettere due medici per ambulatorio, se gli orari lo permettono, per individuare altre sale per le attività ospedaliere”.
Dalle spiegazioni dei tecnici Ausl presenti in sala, la casa della salute si configura fondamentalmente come un centro logistico in cui i medici del distretto potranno incontrarsi, organizzarsi e collaborare. “I problemi principali dei cittadini – spiega la Benvenuti – sono quelli della cronicità, che trovano una risposta non in ospedale ma a casa e negli ambulatori specialistici. La casa della salute serve per poter gestire sia un ambulatorio di nucleo, che permetta di accedere da uno stesso punto ai diversi ambulatori specialistici, sia l’assistenza a domicilio di cui necessitano i malati cronici”. Altro punto importante nel quadro della riorganizzazione è quello legato ai medicinali disponibili, “che saranno più consoni – afferma Guerra – ai dettami della Regione, con l’utilizzo di più farmaci generici che consentano di utilizzare gli stessi principi attivi con un grosso risparmio, che abbiamo stimato attorno ai 170 mila euro all’anno”.
La casa della salute quindi prenderà un’ampia fetta dell’ospedale San Camillo, in cui resterà comunque attivo il pronto soccorso. Non sono mancate le polemiche, in particolare da parte di Mezzogori che, oltre a criticare l’assenza di Saltari, se la prende soprattutto con la giustificazione data durante la conferenza territoriale socio-sanitaria per i tagli, “che non centrano nulla con la spending review o il decreto Balduzzi, ma solo con la costruzione dell’ospedale di Cona: hanno creato un mostro sovradimensionato per la gloria della classe politica ferrarese. Non si costruisce un ospedale con 23 sale operatorie se poi per conservarlo bisogna fare tabula rasa degli ospedali della provincia. E per mettere a regime il Sant’Anna sarebbe necessario un bacino di utenza di 600 mila abitanti”. Il sindaco Fabbri e lo stesso Mezzogori si sono comunque detti disponibili a valutare il documento presentato dai quattro dirigenti Ausl, per poi poter darne un giudizio qualificato nel giro di qualche giorno. “Ma attenzione – avverte il portavoce della consulta – perchè se noi siamo disponibili a rimodulare le nostre richieste lo dovete essere anche voi, altrimenti, per la Regione, Comacchio resterà sempre un formaggio da poter grattugiare”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com