Eventi e cultura
22 Marzo 2013
Renga, Mogol, Mingardi, Poltronieri e il tenorino Creti in un PalaCarife gremito per la serata di beneficenza

Grandi artisti per ‘Un Angelo di nome Giulia’

di Redazione | 4 min

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L’esibizione di Francesco Renga

di Lara Marzocchi

Le luci si spengono al Palasport di Ferrara e la serata “Un Angelo di nome Giulia”, organizzata dall’associazione di volontariato Giulia onlus, ha inizio. PalaCarife gremito ieri sera per l’ottava edizione della manifestazione che anche quest’anno ha schierato sul palco artisti di grande livello. Il primo ad esibirsi è un ragazzo di 16 anni, Ludovico Creti, giovane promessa della lirica ferrarese, che lascia tutti senza fiato con una performance degna di un artista consumato, capace di sfoggiare una voce da tenore che non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi più “consumati”.

A seguire sul palco si esibisce un personaggio noto al pubblico estense, Andrea Poltronieri, che presenta un brano tratto dall’ultimo album in uscita, “Driving to”, solo sax e tanta evidente passione per la musica. Per chi lo ricordava come ilare saxofonista la sorpresa è stata forte e le emozioni hanno lasciato solo un silenzio rapito dalle note del sax e uno scroscio di applausi.

“Ogni anno – spiega Roberta Girotto – viene assegnato il premio Giulia ad un’associazione di volontariato”. A consegnare il premio è l’assessore Chiara Sapigni che lo ripone nelle mani di Raffaella Indelli, responsabile del progetto BiBlu, la biblioteca nell’autobus che molti ricorderanno parcheggiato nei giardini interni del vecchio Ospedale Sant’Anna. “Il BiBlu ha trovato una nuova sede a Cona, l’autobus non c’è più, ma siamo riusciti a ottenere un locale interamente a dedicato al progetto, come una vera biblioteca – spiega Raffaella -. I bambini hanno bisogno di un ambiente sereno in cui gioire e in cui svagare la mente, i bambini di cui stiamo parlando hanno un disagio infantile, e noi facciamo tutto quello che è in nostro potere per aiutare loro e i genitori a lenire situazioni decisamente complicate”.

Andrea Mingardi

Andrea Mingardi

“Il progetto Giulia, dal 2007, va interamente a supporto di uno psico-oncologo che lavora in concomitanza con un pediatra oncologo – aggiungono Roberta e Nicola, illustrando le finalità dell’associazione -, che in questi casi difficili aiutano al travagliato percorso dell’elaborazione del lutto, sia che si tratti della perdita di un figlio sia che si tratti della perdita di un genitore. E’ importante – concludono – non lasciare le persone ad affrontare in solitudine un percorso così articolato”.

“Essere presente per Associazione Giulia fa bene alla salute, non voglio cadere nella retorica, ma abbiamo un Papa nuovo, che ha asserito il bisogno di concentrarsi maggiormente sull’amore e sulla tenerezza e questa serata è connotata in questo senso”. Così esordisce Andrea Mingardi, presenza allegra e costante in questa manifestazione che rapisce il pubblico più e meno giovane con un brano di Ray Charles “Georgia on my mind” e va ad introdurre uno degli ospiti più attesi della serata con una canzone, “Mogol e Battisti”, a lui dedicata.

La consegna del riconoscimento a Mogol

La consegna del riconoscimento a Mogol

Sul finire della canzone ecco apparire Giulio Rapetti, in arte Mogol, salutato da un applauso lungo e sentito, il tempo di posizionare due sedie al centro del palco e i cantanti, amici di vecchia data, cominciano una sorta di intervista, in cui Mogol, nei panni dell’intervistato si rivela un personaggio ironico e si presta divertito al siparietto. Coglie l’occasione per presentare il suo ultimo libro “Le ciliegie e le amarene”, raccolta di aforismi, da cui trae un pensiero: “Una donna che preferisce essere più bella e intelligente va perdonata e consolata”. Ma subito si affretta a rispondere: “Ovviamente ci sono plurimi punti di vista”, in mezzo ad una risata generale. Mingardi gli chiede infine come si ricorda di Lucio Battisti. “Era molto riservato – risponde Mogol – forse la persona più riservata che abbia mai conosciuto, si dedicava completamente alla musica, lui si svegliava e ancora in pigiama si ritrovava a provare con la chitarra in mano. Studiava molto, era sereno e pacioso e aveva un sorriso illuminante”.

A Mogol è andato inoltre un premio, introdotto in questa edizione, voluto dalla Fondazione Carife: “La fondazione Carife si occupa molto sia di volontariato che di eventi culturali – commenta il presidente Puglioli, mentre consegna il premio all’artista – ed è un onore per tutti noi conferirlo a Mogol”.

Andrea Poltronieri con Ludovico Creti

Andrea Poltronieri con Ludovico Creti

A chiudere l’evento è Francesco Renga “Sono contento di essere qui con voi questa sera, perché ci sono impegni, come questo, che danno un valore più alto a quello che facciamo”. E canta le canzoni più belle del suo repertorio, trovando l’appoggio entusiasta di un pubblico partecipe e di un folto gruppo di fans.

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