Il 5×1000 per il lavoro dei più ‘deboli’
Confcooperative e Legacoop presentano il nuovo fondo per l'inserimento lavorativo di fasce deboli
di Elisa Fornasini
“In un contesto di risorse pubbliche in forte calo e di grave incertezza economica, si è scelto di istituire un fondo a sostegno dell’inserimento lavorativo di fasce deboli”. A parlare è Alessandro Caravita, presidente del Consorzio Impronte Sociali, che ha presentato il progetto della raccolta di risorse per inserimenti lavorativi delle fasce svantaggiate, come le persone con disabilità, o deboli, ad esempio uomini di mezza età che hanno perso il proprio impiego e non riescono a rientrare nel mercato del lavoro.
Impronte Sociali è il consorzio delle cooperative sociali della provincia di Ferrara che si occupa di inserire al lavoro le persone svantaggiate. Fanno parte del consorzio 13 cooperative sociali di inserimento lavorativo con un fatturato consolidato di 8,5 milioni di euro.
Questa iniziativa è sostenuta da Confcooperative e Legacoop Ferrara. “Le risorse stanno diminuendo, ma il problema sta crescendo – annuncia Ruggero Villani in rappresentanza della Legacoop e della Confcooperative -. La risposta per far fronte a questa situazione è cercare modalità alternative per raccogliere fondi”.
Una di queste è la campagna per il 5×1000 rivolta alle persone e per le erogazioni private rivolte alle imprese del territorio. Già diverse le adesioni previste. Per donare il 5×1000, in occasione della dichiarazione dei redditi, è necessario firmare per il volontariato e scrivere il codice fiscale 01645910389. “Questo è uno strumento nuovo – afferma Caravita - perché per la prima volta viene attivato da un consorzio e non dalle singole cooperative, dando all’iniziativa un ‘respiro provinciale’”.
I fondi raccolti verranno impegnati su percorsi di inserimento lavorativo nei comuni della provincia in collaborazione con gli enti pubblici e le amministrazioni in modo tale da creare sinergie e strumenti comuni. In concreto, si creeranno delle borse lavoro all’interno delle cooperative e dei tirocini lavorativi nelle imprese esterne che aderiscono o che sostengono questo progetto.
“Il conto corrente è già aperto – comunicano Caravita e Villani – e a breve inizierà la campagna. Nonostante questo periodo di difficoltà per tutte le famiglie e le imprese speriamo di avere un riscontro positivo. Il nostro moto è ‘poco da tutti’”.
5 Commenti in: “Il 5×1000 per il lavoro dei più ‘deboli’”
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I fondi raccolti verranno impegnati su percorsi di inserimento lavorativo nei comuni della provincia in collaborazione con gli enti pubblici e le amministrazioni in modo tale da creare sinergie e strumenti comuni. In concreto, si creeranno delle borse lavoro all’interno delle cooperative e dei tirocini lavorativi nelle imprese esterne che aderiscono o che sostengono questo progetto.
titolo informativo esperienza già provata quello che prendi te lo spendi in trasporto e da queste lavorate ti rimane ne anche da mantenere la famiglia si e no per mantenersi uno da solo non riesci nemmeno a metterti da parte niente è questo quello che offrite grazie mi rifiuto ed ora la mia salute non me lo permette perchè chi ha chiesto di avere un posto da non affaticarmi troppo perchè ho problemi alla schiena mi hanno risposto che non è possibile questo è l aiuto che danno [...] no grazie ne ho avuto abbastanza se non vi adeguate a dare uno stipendio agruo
per poi cosa in passato essere stata messa in un ente pubblico e sentirmi chiedere se potevo rimanere a fare qualche ora in più per poi cosa farle gratis e che cosa mica sono cosi cretina da lavorare gratis e dopo tutto non sono nemmeno benestante che mi posso permettere di fare le lavorate gratis è questo quello che offrono alle fasce più deboli?
Maria Rosa, non si lamenta un po’ troppo? Fa delle “lavorate” e non le va bene, non guadagna abbastanza, ha problemi alla schiena, non la aiutano, vogliono che stia a fare delle ore in più, il mondo è cattivo… A me sembra un po’ “fake”
AnnaClara se non ha fatto questi tipi di lavori si veda di informarsi meglio da chi li ha provati non chiedo molto chiedo di aver la possibilita di vivere come tutti gli altri che dopo un lavoro tornano a casa con il loro stipendio cosa che questi lavori che si vedono di offrire alle fasce più deboli non ti permettono di vivere e ne anche di pagarti le spese della casa (le varie bollette) e questo è lamentarsi troppo? Provimo lei ad andare a fare questi lavori e poi mi sa dire se non ha da lamentarsi facile parlare senza sapere, perchè dopo tutto come gli altri hanno il propio stipendio è giusto darlo anche le fasce più deboli e non ripagarli da arrivare a casa con le tasche vuote ma con chi credono di avere a che fare
spero che questo fondo serva a far si che le persone disabili che vengono occupate nelle cooperative sociali abbiano diritto alla Borsa lavoro, non come ora che per l’inserimento viene trattenuta , tutta o in parte dalle stesse cooperative . e comunque esiste un Fondo Regionale che sostiene progetti e tirocini. secondo il mio parere alcune modalità andrebbero riviste e monitorate.