Bisogna partire da un paio di presupposti; il primo è che per sapere come sta la musica a Ferrara bisogna chiederlo in giro, perchè Paogo Ameschi è laureato ma non è dottore, è bensì fruitore musicale, consumatore, e solo in parte produttore. Ma gli piace stare in mezzo a chi la musica la mangia, a chi la fabbrica, a chi ne blatera; volente o nolente, si è sempre circondato di personaggi attivi nell’ambito, che (e ancora si chiede il come ed il perchè) addirittura gli han chiesto pareri e collaborazioni, un po’ come è successo per questo blog. A Paogo piace la musica, e anche la città dove vive, e si preoccupa quindi che queste due cose convivano in maniera armoniosa; ma da un po’ di tempo a questa parte, Paogo si chiede se questa armonia esista ancora… e la risposta un po’ se l’è data ma proverà a chiederlo anche a voi tramite un sondaggio su faccialibro o chissà dove, appena riuscirà a capire come si fa.
In linea di massima, il panorma musicale estense è sempre stato piuttosto florido, ed ancora adesso non siamo poi messi male: la questione è più a livello sociale, nel senso che i problemi di cui soffre la musica ferrarese son problemi che si ripercuotono in ogni campo. Il ferrarese (medio, s’intende) è piuttosto pretenzioso, non gli va mai bene niente, sa sempre tutto lui, e critica in continuazione; tutto ciò non aiuta nè la musica, nè la vita quotidiana. E forse si comporta così perchè è ben consapevole che Ferrara 500 anni fa era New York, ma d’altronde il ferrarese medio difficilmente ha oltrepassato i confini, o meglio le mura della città. Non si vorrebbe essere pesanti sin da subito, ma d’altronde un blog serve per esprimere le proprie opinioni, no? E per Paogo questo blog serve anche per conoscere la vostra di opinione, e ragionare assieme. Riprendendo un pò il filo del discorso, quel che si vuol dire è che i musicisti (o gli addetti ai lavori) ferraresi hanno grandi potenzialità, ma vengono scarsamente percepite dal pubblico stesso, e non solo: spesso la sensazione che ha Paogo è quella che anzichè collaborare tra musicisti (e per musicisti intendo non solo il bassista dei Mace, piuttosto che la cantante dei Dance With The Bears, o l’MC degli Otto Quarti, ma anche gli organizzatori di eventi musicali, i fonici, i gestori delle Sale Prove sparse sul territorio, insomma tutti quelli che a loro modo contribuiscono non solo a creare ma a veicolare la musica ferrarese) ci si fa inutilmente guerra. Questa è una cosa che fa davvero incacchiare Paogo; si respira un’inimicizia di fondo, una patina di invidia che si cerca di celare ma che in realtà è più a galla di una boa, una sorta di paura che qualcuno abbia più successo di altri; ma parliamoci chiaro (e qua mi scapperebbe pure la prima parolaccia), ma paura de che?? Ma dove si vuole arrivare?? E soprattutto, se anche qualcuno ce la fa ad emergere e ad uscire dal territorio ferrarese, ma non possiamo solo che esserne orgogliosi dato che sta esportando la ferraresità al di fuori dei nostri confini con il linguaggio a noi più caro, ossia la musica?? Ma diteglielo se sbaglia Paogo eh, ma è questa la sua percezione generale, e quindi si ritiene che il problema sia un pò più intrinseco nella gente piuttosto che nella musica in sè, e non a caso appunto ci sono bellissimi e floridi esempi di questo splendido stato di salute. Con questo atteggiamento però, non si va da nessuna parte, perchè si rischia di santurare il prodotto e il linguaggio, si rischia di inquinare il tutto, oltre a peccare inutilmente di presunzione. Spesso si passa più tempo a parlare della partita di pallone dopo il fischio finale, rispetto ai 90 minuti della sua durata; e non ci si diverte più, non ci si ferma alla performance, si critica e basta, e si diventa tutti allenatori con la squadra degli altri. Forse Paogo è partito troppo alla larga, probabilmente senza dire nulla, senza centrare il problema, o forse prendendoci in pieno; ma come primo intervento sul blog, pensava fosse davvero doveroso cercare di dare un’infarinatura generale, per poi scendere un po’ più nel dettaglio nei prossimi momenti. Anche perchè, ce ne sarà da sviscerare… state pronti, e intanto ditemi la vostra.