Da mesi seguiamo con attenzione, sugli organi di stampa e su alcuni seguitissimi blog, le valutazioni che la gente esprime sulla Polizia, e, di conseguenza, sui suoi appartenenti.
Molte persone rimangono rigorosamente nei limiti della critica (che fa sempre bene), molte altre esprimono riconoscenza per l’operato della Polizia (e questo ci conforta).
Una minoranza, invece, si sente autorizzata a rappresentarci come una banda di pericolosi e scatenati teppisti.
Strumenti della repressione, squadristi, o quant’altro di assimilabile, li valutiamo obiettivamente termini fuori luogo ed avulsi dai tempi che viviamo.
Noi del sindacato rappresentiamo i poliziotti, intendendoli come lavoratori del comparto sicurezza e dunque accogliamo con malessere che donne ed uomini impegnati in uno strenuo lavoro al servizio della collettività, vengano apostrofati in tale modo, senza che in via ufficiale nessuno abbia mai palesato il proprio sdegno.
Sentiamo perciò il dovere di farlo noi, ridotti quotidianamente a raccogliere le confidenze avvilite dei colleghi, che si sentono sempre meno garantiti nella loro dignità di persone e di lavoratori.
A coloro che sentono di manifestare la loro gratitudine rispondiamo con l’impegno di fare sempre al meglio il nostro lavoro; stessa risposta diamo a chi, talora a ragion veduta, ci critica.
A chi invece si limita ad offenderci, vorremmo soltanto far capire che non riusciranno ad svigorire la nostra voglia di continuare nel nostro lavoro, nel quale crediamo e che svolgiamo anche a tutela della sicurezza e della libertà di esprimersi di chi ci ingiuria.
Le nostre vite al servizio dello Stato, per tali individui sembreranno sprecate, ma tanto perché ne abbiano nozione, apparteniamo al quel genere di persone convinte che le Legge tutela tutti e che ognuno merita eguale rispetto, assistenza, difesa e considerazione. Queste sono le fondamenta del nostro agire.
Il segretario provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia di Ferrara Luca Caprini