Fare davvero politica oggi. Riflessioni post-Amaducci
Chi riceve le mie mail all’una di notte capisce che il tempo libero nella mia vita è davvero poco. Tra la bimba neonata (la tastiera mi ha scritto BOMBA, e potevo anche lasciare quel termine vista la sua recente vivacità…altro che terremoto dell’Emilia, con tutto il rispetto), la galleria e ora anche questa follia (sana) di Grisù che si è inventato mio marito, si corre sempre come dei matti.
Ma voglio buttare nero su bianco una riflessione che mi urge, prima che la pargola si svegli, prima di correre dall’impiegata del Comune per issare le installazioni di Filippini in città, prima della visita oculistica perché con l’allattamento sono diventata un po’ “cecata”.
Ieri ero alla prima nazionale della versione integrale del docu-film di D’Onofrio, in cui protagonista è il nostro Andrea Amaducci, sulla situazione (penosa, delirante, tragicomica) della politica italiana attuale.
Si è creato un bel dibattito dopo la proiezione, e si è parlato ci cosa significhi fare davvero politica oggi. Andrea Amaducci diceva che per lui fare politica oggi è fare teatro in carcere, organizzare una cena di quartiere con bambini e anziani, disegnare i suoi “alieni” sui muri della città, per lanciare dei messaggi sociali ai passanti.
Mi riconosco allora come politica anche io: le installazioni urbane che continuiamo a perseverare a fare nonostante la mancanza di fondi, cercando strenuamente sponsor privati che credano in progetti con una vocazione civica: dai messaggi ambientalistici degli animali di Stefano Bombardieri alle bolle di Trarr davanti al Castello, per sensibilizzare sul fatto che le energie a Ferrara ci sono, energie sotterranee ma esplosive…ci sono eccome.
Una utopia politica collettiva rigorosamente bipartisan è Spazio Grisù, nella quale Amaducci non a caso sta sputando sangue…nel vero senso della parola, perché è lì quasi ogni giorno nei ritagli del suo tempo a spalare cacche di piccione dalla scala dell’ex caserma di via Poledrelli.
Un’utopia che sta esaltando decine di ragazzi che si meritano agevolazioni, perché selezionati in base all’eccellenza della loro proposta lavorativa. Trentenni cassintegrati con bambini a carico che si riciclano e si inventano nuovi mestieri basati sulla creatività, sull’innovazione tecnologica, sulla formazione per tutti ma di alto livello.
Il lavoro non c’è? ce lo si inventa. L’unione fa la forza? Uniamoci. La politica è solo parlare male degli altri? No. La politica è fare. Rimboccarsi le maniche, spalare cacche di piccione, sgombrare un cortile pieno di tonnellate di immondizia per una causa comune in cui credere. Chi ci paga? Nessuno, a differenza degli stipendi milionari di chi “davvero” fa politica. Noi facciamo fatica ad arrivare a fine mese, ma siamo incredibilmente più soddisfatti ed etici di loro….
Per fortuna Lucrezia non si è ancora svegliata. Ora posso correre a fare cose per cui nessuno mi paga, ma in cui credo.
21 Commenti in: “Fare davvero politica oggi. Riflessioni post-Amaducci”
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Ottimo articolo. Concordo con l’autrice…. io la chiamavo la “politica del marciapiede” dove tutti i cittadini sono parte attiva del luogo in cui abitano. Come in un antico villaggio.
Stile…. 5 stelle!
Non mi occupo ne’ di arte, ne’ di teatro, ne’ di installazioni , ma avevo gia’ letto e sentito parlare di MLB. Trovo che faccia il proprio lavoro con passione cercando di trasmettere lo stesso entusiasmo a chi le sta vicino e a chi a lei si avvicina. pur avendo grandi conoscenze e cultura, lo fa con umilta’, in punta di piedi, senza essere seccente e senza cercare di “imporsi”….. sudando anche letteralmente sette camicie ! veramente brava MLB e in bocca al lupo per il suo lavoro e famiglia !
Ma se spazio grisù chiede 100€ all’anno per uno spazio da ristrutturare in toto….ha un form in cui per richiedere un adesione e una partecipazione si deve fare il solito progetto spinto da intenti paraimprenditoriali…addirittura corredato da un business plan…i giovani cassaintegrati hanno la voglia e l’energia di spendere soldi per la vana speranza di rimettere a nuovo una carcassa fatiscente dove un gruppo di lungimiranti imprenditori mettono in pratica i loro chiari progetti di propaganda commerciale???
Buon lavoro!
Non posso che concordare con Maria Livia che ha scelto la strada della politica, dell’ingengno costante e della vita, perchè la politica è quello che tu ora scopri, vita, ingegno, costanza. Tre cose belle e difficili alle quali vale la pena sacrificare altro. Così hanno pensato e conseguentemente agito milioni, forse miliardi, di donne e uomini che come noi, prima di noi, hanno operato la stessa scelta. Grisù è, o può essere, una straordinaria esperienza politica, per Ferrara un esperimento o un progetto pilota, io spero una buona pratica esemplare ed esemplare perchè efficace e riproducibile, pertanto una utopia concreta. Il sogno dell’Alieno di D’Onofrio, un prodotto stimolante, nel quale si esprimono la semantica fisica, grafica, esistenziale di Andrea Amaducci e Maria Ziosi insieme ai loro amici-colleghi Matteo e Paola, scatenza mille diverse riflessioni ed in queso davvero riesce perchè in 80 ‘ riesce, facendola a pezzi, ad aprire uno squarcio sulla nostra realtà . . . .
. . . e il suo complesso, a tratti misterioso, rapporto con lo spettacolo, la tecnica, la politica politicienne che paradossalmente da protagonista negativa del film diventa accessoria, tutto sommato banale nella sua varia umanità, a quello che emerge prepotente come il tema vero di questo prodotto e che è appunto La società dello spettacolo nella quale siamo immersi. Un film politico che infatti suscita riflessioni politiche e contribuisce, ecco il Movimento di pensiero del quale parlavano D’Onofrio ed i Nostri, a una presa di coscienza collettiva sempre più amplia e deltutto politica. Vitale, costante, ingegnosa al punto di cambiare pezzo a pezzo l’insieme della realtà e noi stessi con essa, perchè è di questo che oggi consta parlare essendo che ciò che stiamo vivendo è insopportabile e tragico e va in ogno modo rapidamente mutato. Subito! Prima che siatroppo tardi! Per noi tutti, per Lucrezia e la nostra dignità di persone umane costrette a vivere nel degrado di tutto quello che
. . . ci circonda, siano i valori ai quali siamo stati educati, sia l’ambiente, il lavoro, la convivenza tra le persone (civiele si diceva). E allora che la stupefacente Epifania della politica, anche dove ieri sembrava impossibile, a Ferrara che 500 anni fa era si new York ma nei recenti decenni è stata una morta gora dalla quale fuggire. Ma non sempre per firtuna, infatti eccoci qua ad inventarci il lavoro e soprattutto il reddito ma . . . ma il lavoro e il reddito non sono idee che possono inventarsi e le idee notoriamente non si mangiano. All’invenzione devono seguire risorse, servizi, una buona amministrazione, istituzioni democratiche e partecipate, qui è la sfida, qui è Rodi! Tutto questo oggi non può prescindere da elementari principi di giustizia ed eguaglianza nella redistribuzione dei redditi e delle risorse, per il semplice fatto che le risorse necessarie al decollo di una diversa società sono sottratte da una classe dirigente finita e devono invece essere poste
. . . al servizio del benessere e dello sviluppo. A pochi metri da Grisù vi è una filiale del Monte paschi di Siena, una banca che sta costando allo Stato italiano, miliardi e miliardi di Euro, mentre non c’è nessuna linea di credito ne micro ne macro a sostegno di progetti concreti di imprese e associazioni concrete. Nella nostra città a fronte di una elites di dipendenti pubblici, ai livelli apicali straordinariamente ratribuiti, ceto politico, rentiers immobiliari, si contrappone la desertificazione del sistema imprenditoriale privato, l’esplosione della disoccupazione e della sottoucupazione giovanile e non solo. Mentre ogni giorno aumenta lo spreco di risorse determinato dalla politica in bombe, infrastrutture inutili, disservizi, tangenti, sprechi immensi a fronte dei quali non è lecito altro se non pretendere che cessino e sia fatta giustizia. La buona politica, quella quotidiana esercitata da Andrea, quella eccellente della tua progettualità, devono produrre insieme reddito e
reddito e senso, ancora qui è Rodi e qui si salta! Perchè senza senso e soprattutto senza reddito non è possibile vivere bene e in ultima analisi nememno vivere come mi pare i suicidi a catena di imprenditori falliti e disoccupati sitanno lì, tragicamente, a dimostrare. Se tutto quello che facciamo è politico, perchè inevitabilmente scopriamo come lo siano Grisù, la Pro Loco, le visite guidate, le performance, la grafica, le parole, il sudore (il sangue lo lascio sputare ad Andrea!), Il Sogno dell’Alieno. La buona politica è quella che oggi non si limita a ripetere lo stantio refrain craxiano “inventatevi un lavoro” ma invece inventa una società diversa, nuova, migliore. L a buona politica oggi cambia tutto, rende giustizia, reditribuisce risorse, diffonde il microcredito, introduce con somma urgenza il reddito di cittadinanza, affronta i problemi energetici, pratica realazioni internazionali di pacifiche e cooperative.
Ancora una volta affermare volontà di Pace, Giustizia, Libertà (“a la vecchia”, come nei calssici) è il nocciolo duro della politica che ci serve ovunque in Europa e qui a Ferrara. Dove parlare di Arte, Cultura e Turismo non può prescindere da un processo di emporwemt citoyen (mi si perdoni il grammelot) che appunto ridia potere ai cittadini e lo tolga a banchieri e politici falliti.
La demolizione degli attuali assetti del potere non è la premessa indispensabile di ogni possibile via d’uscita dall’incresciosa condizione nella quale ci troviamo ma parte integrante del processo di riappropriazione e costruzione del bene comune che tradotto nella società ferrarese di oggi significa riappropriarsi di una città meravigliosa, della Caserma Pozzuolo del Friuli, del Teatro Verdi, del Teatro Ristori-Bonaccossi, dei suoi corsi d’acqua, della sua campagna, dei cento edifici storici straordinari oggi inagibili e in abbandono nel centro storico della città di aree industriali dismesse oggi tutti
…appannaggio di istituzioni paralizzate e di partti morti. E’ una sfida piuttosto impegnativa quella che ci attende, nell’italia tuta e qui a Ferrara, una sfida tutta politica della quale i pensieri scaturiti dalla visione de “Il sogno…” sono una parte e io penso solo quella iniziale. Sarà bello confrontarci 100 volte e sarà ancora più bello farlo quando questo tedioso inverno sarà finito e inizierà una stagione nella quale si potrà farlo nelle strade e piazze di Ferrara. Io comincio Sabato 16 alle ore 10.30 e poi ancora e ancora fino a quando qualchecosa accadrà, è politica, una nuova vecchia politica che pretende di essere pagata da chi ci crede, ad offerta libera! a.
O anche la politica dello sdroblez.
Tutto meno difficile che andare a chiedere ai responsabili del Comune perchè ogni anno continuano a PAGARE 200.000 euro a HERA per il servizio di Pulizia dei Tombini stradali,che non è mai stato effettuato proprio nella zona via Polederelli -via Vittorio Veneto e dintorni, dove i poveri disgraziati che posseggono cantine e Garages nel piano Interrato se li vedono invadere dalle acque piovane ,ogni qualvolta le precipitazioni ( Scostumate ) superano il normale.Ma tanto questo non è un problema che li tocca! La vecchia Caserma dei VV.FF non ha un piano interrato.
Messer Alessandro… un pelo prolisso ma condivido in toto le sue argomentazioni, come quelle della Signora Maria Livia, in un momento dove speranza e fiducia sono finite sotto la suola delle scarpe si prende un po di coraggio.
@ Benoit Lazarre: gli intenti degli occupanti sono imprenditoriali e non para imprenditoriali. Grisù non nasce con la volontà specifica di salvare il mondo o tutti i cassa-integrati della terra ma di rigenerare l’attitudine all’impresa, utilizzando uno spazio dismesso in condivisione. Ieri è stata fatta un’assemblea di quartiere dove si sono potuti incontrare i cittadini residenti per un primo confronto. Benoit, come dico a tutti, la invito per un caffè allo spazio Grisù così potrà verificare personalmente la latenza tra il suo pensiero e la realtà. E non si perda la giornata del 21 marzo, a Grisù ci sarà una festa di primavera per celebrare l’inserimento delle imprese, tutti sono invitati a portare qualcosa da mangiare e da condividere. La aspetto.
Commento molto apprezzato!
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@andrea la prossima settimana passo per un caffè…ti mando un messaggio su fb x accordi…non mi piacciono le feste celebrative…quindi verrò a spazio deserto
Scusa @Benoit ma proprio non ce la faccio, leggere sul pubblico forum di estense.com che ti accorderai “privatamente” su facebook, perchè le feste celebrative non ti piacciono mi fa proprio ridere…
Commento molto apprezzato!
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urlare.urliamo finchè fa male la gola,urlare perché queste generazioni politiche hanno toppato e devono almeno mettersi da parte,.urliamo per i nostri figli per spianargli la strada…..
Per loro che devono andare avanti con tanta forza quanta è la voglia di democrazia e onestà. Avanti con o come il Movimento insieme e compatti!
io come madre avrei voluto lasciare un mondo migliore, avrei voluto poter raccontare, con l’obbligo dell’apprendimento, l’esempio dei miei nonni nei rapporti sociali, di lavoro fondati sul rispetto degli altri, sul valore della comunità..
Invece ho “lavorato”sul privato, sul singolo individuo.Ma oggi sento una speranza nuova:ogni singolo si unisce e forma un gruppo che diventa sempre più forte ed è una comunità.
coraggio a tutti i giovani italiani!!
WirSindDieTurkenVonMorgen: beh che attinenza hanno le due cose? fb è un social strumento di comunicazione. altri riferimenti di Andrea non ne ho.
ribadisco che le feste celebrative non mi vanno…vuoi il perché??
prima o poi lo scriverò..ti toccherà leggerlo.
Io leggeró …Il perché intendo .
parte attiva alla politica se sky ti paga e ti copre con i suoi avvocati. che coraggio.