“L’azienda Acer non dovrebbe mai confondere quel ruolo di “agente immobiliare” a risorse pubbliche, che gli è stato recentemente attribuito per scelte politiche, con il suo tradizionale ruolo sociale di gestore di alloggi di edilizia popolare, attribuiti non sulla base del censo, bensì su quella dei punteggi derivanti dal livello di disagio sociale o dallo stato di emergenza abitativa degli aspiranti all’alloggio”. È una richiesta molto precisa quella avanzata dal consigliere comunale di Liberi e forti Francesco Levato al sindaco Tiziano Tagliani e all’assessore ai servizi alla persona Chiara Sapigni. In un’interpellanza scritta infatti Levato dichiara di essere rimasto “di stucco” di fronte ad alcuni dei consigli diffusi da Acer fornisce agli inquilini “in un vademecum per affrontare l’emergenza muffa che, specialmente nella stagione fredda, colpisce, con diversi livelli di intensità, la maggior parte degli immobili di edilizia residenziale pubblica, molti dei quali sono datati e privi di sistemi di coibentazione”.
Oltre a varie “misure di buon senso” infatti le indicazioni dell’azienda comprenderebbero anche “pretese assurde – scrive Levato – come la necessità di aprire le finestre della casa per almeno 20 minuti al giorno (anche con temperature sottozero ?), oppure la richiesta di riscaldare bene tutte le stanze, che confliggono apertamente con la realtà di famiglie molto spesso in situazioni drammatiche di disagio sociale ed economico, che non potrebbero nemmeno permettersi il lusso di verniciare la casa con cadenza triennale, come pretenderebbe Acer nel suo volantino antimuffa!!!”. Una situazione che secondo il consigliere “rende evidente come l’osservanza delle disposizioni impartite dall’azienda comporterebbe per gli inquilini un consumo abnorme di gas e la conseguente emissione di bollette talmente esose da provocare autentici dissesti finanziari nei bilanci già disastrati delle famiglie alloggiate”.
Una situazione verso cui il consigliere comunale chiede di intervenire, soprattutto alla luce del fatto che “per ammissione dell’Assessore al Bilancio, molto presto Acer potrebbe battere cassa al Comune a causa della crescente morosità fra gli inquilini delle case popolari. E che i principali istituti di indagine sulla situazione delle famiglie in Italia spiegano come circa 7 milioni di italiani versino in difficoltà economiche e disagio sociale, ma soprattutto come queste famiglie non scaldino più la casa e abbiano difficoltà a fare la spesa per mangiare”. Ciò che Levato chiede al sindaco è quindi di “richiamare l’Acer al rispetto del buon senso, chiedendo di utilizzare un linguaggio comunicativo meno astratto e più aderente invece alla realtà sociale ed economica degli inquilini. E se l’azienda voglia mettere allo studio un programma annuale di manutenzioni straordinarie sugli immobili più datati e privi di isolamento termico, prevedendo la realizzazione di coibentazioni sulle pareti più danneggiate dall’umidità”.
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