“Il futuro lo costruiamo insieme”. Con queste parole Sonia Pico, presidente dell’associazione Cittadini del Mondo, ha concluso, ieri mattina, il suo intervento nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione di sciopero e protesta degli immigrati che si svolgerà a Ferrara, il 1° marzo, alle 18, con partenza da piazza Trento Trieste. Un corteo in difesa dei diritti – quello di voto e di cittadinanza innanzitutto – dei cittadini immigrati organizzato dalle associazioni “Cittadini del Mondo”, “Mondo” di Cento, “Portoamico” di Portomaggiore, associazione immigrati di Sant’Agostino, “Hermanos Latinos”, “Adid” di Copparo e con la partecipazione della Cgil.
“Manifestiamo principalmente per dire basta alla discriminazione sociale – ha detto Sonia Pico – perché dal canto nostro il “pacchetto sicurezza”, che sarebbe dovuto servire a contrastare l’illegalità collegata al fenomeno dell’immigrazione e contro il quale abbiamo già manifestato nel 2008, è servito solo a far aumentare la diffidenza della popolazione italiana verso noi immigrati”. “Nonostante noi stranieri rappresentiamo quasi il 7% dell’intera popolazione del nostro Paese e copriamo il 9% dei contributi pensionistici – ha continuato la presidente di Cittadini del Mondo – non esiste ancora una vera politica governativa che ci tuteli”. E Nancy de la Ossa, presidente dell’associazione Hermanos Latinos, ha lamentato anche la mancanza di integrazione ma, soprattutto, di rispetto verso gli immigrati. “Spesso è colpa dei media – ha detto Batty Alvarez dell’associazione Adid di Copparo – se degli immigrati vengono messi in luce solo gli aspetti di criminalità e delinquenza perché fanno notizia. E questo atteggiamento serve solo a far aumentare la diffidenza nei nostri confronti e, peggio ancora, nei confronti dei nostri figli”.
La manifestazione di lunedì vorrà quindi essere un momento per fare il punto sulla situazione attuale – non sono mancati i riferimenti a Sahid Balamel, il 25 marocchino abbandonato moribondo, senza soccorso, a Ferrara, la notte di San Valentino – perché episodi di indifferenza e di violenza ingiustificata non si ripetano e per riuscire a trovare una strada comune verso una vera integrazione sociale. Una protesta, quella in programma per il primo marzo, con cui gli immigrati con lo slogan “vivo qui, lavoro qui, difendo i miei diritti” chiedono attenzione nei confronti di un problema reale che è quello della discriminazione e dell’esclusione sociale e politica. “I diritti non hanno colore – si legge nel loro manifesto di propaganda per lo sciopero di lunedì – né provenienza geografica e sono inviolabili”. “Non dimentichiamoci – ha sottolineato Sandro Arnofi, Cgil – di quando noi italiani, per primi, siamo stati immigrati e di quanto abbiamo sofferto per gli episodi di razzismo nei nostri confronti”. “Il primo marzo – ha detto Federico Zingalasco dell’associazione Camelot di Ferrara – dimostreremo che esiste un’Italia diversa”.
Alla manifestazione sono invitati tutti i cittadini interessati a partecipare e sostenere i motivi della protesta. Il colore che farà da sfondo alla manifestazione di lunedì prossimo sarà il giallo: “un colore che ricorda il sole, la primavera, le mimose e la polenta”, dicono gli organizzatori.
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