
L’ospedale del Delta
Formignana. Il Comune di Formignana attraverso sindaco, giunta e consiglieri della lista di maggioranza Torre con Faro, si associa alla petizione riguardante la soppressione del pediatra di guardia dell’ospedale del Delta.
La petizione è già stata sottoscritta dai Comuni di Lagosanto, Migliarino, Migliaro, Ostellato, Mesola, Goro, Massa Fiscaglia, Comacchio, oltre che da circa 7000 cittadini del Basso Ferrarese.
Il Comune di Formignana in questo modo vuole ribadire che “la salute è un diritto sancito dalla costituzione all’art 32, che ne sottolinea l’importanza come bene della collettività”. “La soppressione della guardia attiva pediatrica h. 24 – spiegano i firmatari di Formignana – prevedendone solo l’attivazione in reperibilità per casi urgenti, non è certamente un miglioramento della qualità dell’assistenza erogata ai cittadini, anche se l’azienda Ausl ha ribadito il contrario. Anzi, riteniamo che dove vi sia un punto nascita come all’ospedale del Delta, sia necessaria la presenza di tutti gli operatori necessari ad affrontare non solo i casi urgenti, ma anche quelli emergenti, il cui lasso di tempo è massimo 7/8 minuti. Quindi, si rende necessaria la presenza, nello specifico, di Pediatra, Anestesista e Ginecologo h 24. La sicurezza deve essere il fondamento della sanità, soprattutto in un ambito così delicato come la nascita”.
I cittadini, inoltre, lamentano il disagio della distanza dall’ospedale di Cona, soprattutto per chi abita nelle zone del Delta, anche solo per recarsi al pronto soccorso per un consulto, senza che vi siano i presupposti dell’urgenza o dell’emergenza.” È risaputo, inoltre – aggiungono i firmatari della petizione – che l’ospedale del Delta è risultato essere il primo per accreditamento di qualità certificato dalla Regione e allora perché cercare di depotenziarlo”?
La richiesta, quindi, è quella di riaprire un tavolo di concertazione Provincia-Regione e Ausl per discutere della riorganizzazione dei vari nosocomi della Provincia, con l’intento non solo di mantenere alti gli standard qualitativi esistenti, ma di migliorarli, dove possibile, “eliminando antieconomiche sovrapposizioni”.