di Anja Rossi
È stato un giro per le città dell’Emilia Romagna quello di ieri per Luca Zaia, in arrivo a Ferrara nel pomeriggio presso la Camera di Commercio per presentare il programma della Lega Nord riassunto nella frase “prima il Nord!”. Presenti anche Fabio Bergamini e Debora Grechi in lista per la Camera e Giovanni Cavicchi per il Senato.
Dopo una prima spiegazione su ciò che accaduto in Carinzia – dove Zaia è stato eletto presidente dell’euroregione che comprende il Friuli, il Veneto, l’austriaca Carinzia e la Slovenia e che come spiega egli stesso “non riprende altro che il modello dei cantoni svizzeri” – il governatore del Veneto entra nel vivo della campagna elettorale.
Per quanto riguarda l’Imu “prima si chiamava Ici e dunque in coerenza con quanto già da noi fatto, cancelleremo anche l’Imu perché i 28 miliardi di euro che siamo riusciti a tenere al nord sono molti di più dei 4 tirati su con questa tassa. Il problema è applicare questo risparmio in tutta Italia perché se potessimo applicare in tutta la penisola ciò che è già realtà in Emilia Romagna o in Veneto riusciremmo a risanare i conti e i 28 miliardi di euro risparmiati ne sono la conferma, per questo abbiamo aderito alla macroregione”.
Il problema secondo Zaia è “l’Italia dalle due velocità” che non segue il dettato costituzionale improntato sul modello federalista, ma anzi esalta la visione centralista “che ha così avuto la meglio”, e continua “se secondo i dati del Ministero della salute un pasto in ospedale al nord costa 6,50 euro e al sud ne costa 60, noi chiediamo a tutti di fare un taglio delle spese che riallinei tutto verso il basso. Noi in Veneto chiudiamo in attivo e si guadagna anche”.
La secessione secondo Zaia non è più un problema della Lega Nord, ma sono le stesse aziende che in Italia non possono continuare a rimanere aperte e si trasferiscono in Carinzia “che dista un’ora e mezza dal Veneto e dove pagano solo il 25% di tasse senza alcuna burocrazia”. Il governatore sottolinea infatti come di 600000 aziende presenti nel territorio veneto, ben 730 abbiano chiuso i battenti creando una disoccupazione dell’8%.
Zaia conclude constatando come, rispetto al movimento di Grillo, la Lega sia “il vero sindacato del nord” e che “se Roma dorme le colonie non possono farsi distruggere. La rivoluzione prima o poi si farà e sarà pacifica, senza che gli artigiani e gli imprenditori si debbano suicidare come sta accadendo nella mia Regione”.
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