L’acqua è pubblica per 5 Stelle e Rivoluzione civile

2013-02-20-0322di Daniele Oppo

Un referendum dalla partecipazione straordinaria, che ha coinvolto 27 milioni di persone – quello sull’acqua pubblica (che si accompagnava però a quello sul nucleare immediatamente post Fukushima) – rischia come tanti altri suoi predecessori di rimane lettera morta. E allora, ecco che il Comitato per l’acqua pubblica ferrarese ha chiamato al confronto i candidati locali per le prossime elezioni. A rispondere all’appello sono stati Alessandro Bratti (Pd), Giovanni Paglia (Sel), Elisa Corridoni (Rivoluzione civile), Paolo Niccolò Giubelli (Lista amnistia giustizia e libertà) e Vittorio Ferraresi (M5S).

A porre le domande, Marcella Ravaglia e Corrado Oddi, del comitato. Tre i temi fondamentali sui quali i candidati sono stati chiamati ad esprimersi: sostegno, tramite un gruppo interparlamentare, al disegno di legge di iniziativa popolare sull’acqua come bene pubblico; contrasto al metodo tariffario transitorio stabilito dall’Autorità per l’energia elettrica ed il gas (che violerebbe secondo i referendari l’esito del referendum sulla remunerazione del capitale inserita nella tariffa) e, infine, ripubblicizzazione del servizio. Riguardo al primo quesito, un sì incondizionato è arrivato sia da Ferraresi che da Corridoni, qualche distinguo per gli altri candidati, soprattutto da parte di Bratti per il quale il disegno, “pur esprimendo principi condivisibili, ha bisogno di una profonda manutenzione perché oggi non è realizzabile così com’è”.

Sul contrasto al lavoro dell’Authority teso a mettere nel nulla il referendum sul lato tariffario, la sintonia appare sostanzialmente totale: per tutti i candidati il voto popolare va rispettato e dunque è necessario intervenire in tal senso impedendo scavalcamenti impropri. Qualche scaramuccia si registra invece in tema di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Per Giubelli affrontare il tema in quest’ottica, da radicale e difensore del mercato, quella di considerare la gestione del servizio come esclusivamente pubblica diventa un problema difficile da affrontare “non condividendo la base del ragionamento”.

Per Paglia e Bratti va bene far ritornare la gestione nella mani pubbliche ma il passo successivo, quello della forma giuridica del soggetto a capo della gestione, diventa terreno di scontro, e di qualche screzio dialettico, con Corridoni e i membri del comitato: se i candidati di Pd e Sel sono per lasciare agli enti locali la decisione sulla forma migliore – sia essa un’azienda speciale, una spa a totale partecipazione pubblica o un ente di diritto pubblico – per l’esponente di Rivoluzione civile la questione è fondamentale: “solo un ente di diritto pubblico può garantire una gestione pubblica, trasparente e partecipata dai cittadini del servizio, in linea con i dettami del comitato referendario e dell’idea di acqua come bene pubblico”.

 

5 Commenti in: “L’acqua è pubblica per 5 Stelle e Rivoluzione civile”


  • roberto baldisserotto ha scritto il 21 febbraio 2013 alle 6:41

    una spa è sempre una spa , conta nulla  la proprietà  ,  deve macinare  utili  scaricarli  sui cittadini ,
    ormai  son passati 20 anni  di gestione  privata  dei  servizi idrici  , per cui  i cittadini  sanno  bene cosa  son  diventate  le aziende  privatizzate . Ci sono  intrecci  molto  profondi  tra  certe forze politiche  e  le  ex municipalizzate   , io  credo  sia  arrivato  il momento di dire  stop, basta .

    Thumb up 6

  • daniele droghetti ha scritto il 21 febbraio 2013 alle 9:34

    Proprio adesso che i dirigenti del PD locale si erano ben insinuati nel consiglio di amministrazione di Hera…che scocciatura…

    Commento molto apprezzato! Thumb up 10

  • votavo pd ha scritto il 21 febbraio 2013 alle 9:36

    Dice bene Bratti. Ma, se come sembra, al governo PD andrà a braccetto con Monti, secondo voi come andrà a finire??? Come sempre nel PD si predica bene ma si razzola male. Oppure, la base va in una direzione e il vertice da tutt’altra.

    Commento molto apprezzato! Thumb up 10

  • Bratti rispondi!!! ha scritto il 21 febbraio 2013 alle 12:17

    Bratti risponda spiegando cosa NON ha fatto per impredire la costruzione del Turbogas. E’ inutile che si recicli come ambientalista, non ha alcuna credibilità

    Thumb up 5

  • gattosilvestro ha scritto il 21 febbraio 2013 alle 16:18

    Facile, per l’ acqua pubblica e per il rispetto del referendum quei 27 milioni di italiani non votino Pd Sel Radicali oltre al parruccone con il loden e il pedonano di Arcore con cucuzzara al seguito

    Thumb up 1

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