Figlie maltrattate, le remore del giudice
Accusarono la madre, ma sentirle in aula potrebbe essere traumatico
Il giudice si è riservato la decisione sull’ammissione a testimoniare di due bambine. Dovrebbero testimoniare contro la madre. Lei, difesa dall’avvocato Sergio Pellizzola, è indagata per maltrattamenti in famiglia verso le due figlie di 9 e 11 anni. Maltrattamenti che consistono, secondo l’accusa, in una serie di punizioni, corporali e psicologiche, inflitte alle figlie per futili motivi. Un’educazione forse troppo rigida che faceva sì che le piccole saltassero i pasti, sedute a tavola a guardare la madre mangiare. O a rimanere ferme con la faccia contro il muro se sporcavano il pavimento. O a prendersi uno schiaffo senza capirne nemmeno il motivo. Furono proprio le due minori e raccontare quanto succedeva tra le mura domestiche. Lo dissero al padre, separato dalla coniuge, durante uno dei fine settimana che dopo il naufragio del matrimonio passavano periodicamente con il genitore. Quando era venuto il momento di farsi accompagnare a casa della madre si opposero energicamente. Urla e pianti che riuscirono a spiegare soltanto con la paura di quel ritorno.
Questo ad aprile del 2012. Il genitore trattenne le figlie presso di sé (la ex moglie lo denuncerà per sottrazione di minori – il procedimento è tuttora pendente presso la procura dei minori di Bologna), avvertendo contestualmente i carabinieri di quanto raccontato dalle piccole (che da allora, dopo la relativa decisione dei servizi sociali, vivono con il padre). Da qui partirono le indagini dei carabinieri che portarono alla denuncia d’ufficio della donna. Ieri davanti al gip Silvia Marini e al pm Alberto Savino sono state sentite a porte chiuse le due perite, le psicologhe Valeria Donati e Anna Maria Gemelli, incaricate dal tribunale di capire se le bambine hanno la capacità di rendere testimonianza. Essendo uscite infatti unicamente dalla loro voce le uniche accuse verso l’indagata, la loro testimonianza diventa indispensabile. Dall’altra parte però tutte le parti sostengono la necessità di preservare le due minori da un potenziale trauma come potrebbe essere la testimonianza davanti a un giudice contro la loro madre. Da quanto si apprende le psicologhe avrebbero sconsigliato l’audizione delle bambine.
Il giudice si è riservato la decisione e pm, parte offesa (il padre, assistito dall’avvocato Silvia Gamberoni) e difesa si sono rimesse alla decisione del tribunale.
3 Commenti in: “Figlie maltrattate, le remore del giudice”
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povere creature… spero in questo caso che i servizi sociali esercitino il loro lavoro al meglio proteggendo la vita di queste povere bambine senza alcuna colpa…ma sopratutto… le lasci al loro papa!!!! l unico loro punto di riferimento…per quanto riguarda la madre… quelle non erano punizioni… era puro sadicismo!!! voglio credere ancora alla giustizia… non aggiungo altro
remore del giudice, remore delle psicologhe , remore ecc ecc allora a che serve ascoltare queste figlie se di fatto sono abbandonate da chi deve decidere? A chi servono questi adulti se non a loro stessi e non a chi deve essere interpretato ed aiutato?
traumi che si porteranno dietro x tutta la vita……