Una risata… ci salverà?

“Penso che il massimo conflitto del ventunesimo secolo non sia tra Oriente e Occidente, o cristianesimo e islamismo, ma tra i fanatici e il resto dell’umanità. Il fanatismo è la sindrome del nostro tempo. E provare ad abbatterlo significa anche avere molto ‘sense of humour’. Non esistono fanatici dotati di umorismo.”  (Amos Oz, scrittore israeliano).  Prendo spunto da Oz, autore fra l’altro di un formidabile saggio (“Contro il fanatismo” Feltrinelli) che andrebbe letto e commentato nelle scuole,  per dire qualcosa sul  tema del riso e dell’umorismo.

Alcuni autori considerati ‘pesanti’ e seriosi hanno dedicato attenzione e considerazione verso questa manifestazione del nostro spirito. Nietzsche fa dire al suo Zarathustra: “Falsa sia ogni verità che non sia stata accompagnata da una risata!”; che poi significa che non è più possibile ‘pontificare’, ma solo vivere come un funambolo in equilibrio precario. Kundera, invece, dice che l’umorismo rivela che “…le cose sono private di colpo del loro senso presunto, e  si rimette in discussione il posto assegnato loro nel preteso ordine ‘immutabile’ delle cose…”.

Anche il poeta del pessimismo cosmico e della tragedia esistenziale, Giacomo Leopardi, è autore (in una delle sue grandi “Operette morali”) dell’“Elogio degli uccelli”, in cui il riso è paragonato al volo e al canto degli uccelli in quanto rappresenta la leggerezza e la fanciullezza della vita che rompe e lacera il ‘tedio’ dell’esistenza. Un altro autore ‘austero’, Blaise Pascal, scrive: “Non ci immaginiamo Platone e Aristotele se non con lunghe toghe da pedanti. Erano, invece, uomini di mondo come gli altri e ridevano insieme agli amici”. Il mitico Napoleone disse: “Tra il sublime e il ridicolo non c’è che un passo…”.

E per ritornare al tema del ‘fanatismo’ di cui parla Amos Oz, è utile ricordare un  “Inno di anonimo” del III secolo d.C. che narra così la nascita del mondo: “Dio rise, e nacquero i sette déi che governano il mondo. Al primo scoppio di risa, apparve la luce. Scoppiò a ridere la seconda volta: apparvero dappertutto le acque. Al terzo scoppio di riso apparve Hermés. Al quinto il Destino. Al settimo Psiche….”.

Ma, in conclusione, l’immagine più bella sull’umorismo ricco di senso ce la offre un altro filosofo, Vladimir Jankélévitch: “Penso spesso a Charles Chaplin. E mi chiedo perché non sia mai stato accolto nei programmi ministeriali per la scuola! E’ lui che ha incarnato e dato la migliore definizione dell’umorismo: una leggerissima malinconia avviluppata in un velo di tenerezza.” E’ infatti impossibile per un tenero malinconico provvisto di umorismo diventare un fanatico…..

 

8 Commenti in: “Una risata… ci salverà?”


  • Et in Arkadia ego ha scritto il 19 febbraio 2013 alle 19:06

    Spero che una risata seppellirà proprio i finanzieri predatori della dignità dei lavoratori, gli impoveritori di professione. Già una grande risata da togliere loro il respiro.

    Commento molto apprezzato! Thumb up 13

  • Laura Rossi ha scritto il 20 febbraio 2013 alle 9:54

    Caro Fiorenzo, condivido la lettura nelle scuole ” Contro il fanatismo” del grande scrittore ebreo Amos Oz, sicuramente i giovani avrebbero molto da imparare da questo scrittore :” L’umorismo è la migliore forma di immunità contro il fanatismo e l’odio. L’ironia e soprattutto la capacità di ridere di noi stessi” Nessun’altro meglio di Amos ha imparato a ridere di se stesso e i suoi insegnamenti sarebbero importantissimi, soprattutto in questa difficile società dove stanno cercando di crescere i nostri ragazzi. Bravo Fiorenzo, ottima scelta.

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  • Fiorenzo Baratelli ha scritto il 20 febbraio 2013 alle 11:01

    Grazie Laura, per la tua costante ed intelligente presenza…..

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  • Leon Ba ha scritto il 20 febbraio 2013 alle 12:00

    Noi italiani siamo esperti in fatto di umorismo. Da circa vent’anni ne siamo i principali esportatori al mondo. Riguardo a presunti effetti salvifici però, in tempi di “medicine amare”, nutro qualche dubbio.

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  • Fiorenzo Baratelli ha scritto il 20 febbraio 2013 alle 13:38

    Faccio notare a Leon Ba che ho messo un punto interrogativo sul possibile effetto ‘salvifico’ dell’umorismo….Ma, più in particolare, ci tenevo a mettere insieme una rapida e sintetica ‘antologia’ di definizioni di umorismo di alto livello…..E’ quindi facile constatare che non c’entra niente con la ‘porcheria’ volgare di questi anni…..

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  • Laura Rossi ha scritto il 20 febbraio 2013 alle 18:52

    Chaplin : meraviglioso..Alle scuole avrei proiettato il film, scritto e interpretato da questo Grande, il ” Dittatore” del 1939. Tragedia e comicità dove i risvolti satirici riescono a sconfinare proprio nella comicità per dimostrarci che il protagonista, il dittatore Hynkel dietro  cui si cela  la truce figura di Hitler  prima di tutto non è degno di serietà perchè trattasi di un pazzo pericoloso e in secondo luogo merita il nostro disprezzo poichè si configura come un criminale. 

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  • cittadino comune ha scritto il 24 febbraio 2013 alle 1:22

    Una risata….ci salverà?

    No! Una risata seppellirà tutti coloro che finora hanno preso in giro la gente comune.
    prepariamoci, stiamo per vivere un momento storico e dipende da noi, se voler essere protagonisti o spettatori. Le elezioni ci aspettano, se vogliamo dare un segnale di cambiamento vero, questo è il momento buono.
    Saluti

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  • Leon Ba ha scritto il 3 marzo 2013 alle 14:28

    “L’altra sera sotto la neve parlavo della Nobiltà dello spirito di Thomas Mann: un tema tremendo e affascinante che mi ha accompagnato tutta una vita di studio e di meditazioni. Alla fine una voce dissonante mi rimprovera d’avergli “distrutto” la conferenza perché ho fatto un paragone tra von Aschembach, il protagonista di Morte a Venezia e il signore di Arcore. Quasi fosse scorretto e proibito confrontare le possibilità offerte dalle idee e dall’arte con un presente da cui si dissente. Ecco questo non è democrazia, non è comprensione. È pura e disperata ricerca di negare col rifiuto il grande mondo del pensiero libero: da condizionamenti, da idee preconcette. Insomma l’aspirazione a pensare in grande” da: ‘A votare!! A votare!’ di G. Venturi. “E’ una meraviglia [...] discutere senza….ascoltarsi! Ma, in fondo, diceva l’ottimo Leopardi: da noi non esiste ‘la conversazione’, ma solo il monologo autistico…..”

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