Siamo agli sgoccioli e come dice un collega “Godiamoci l’ultima settimana senza governo perché dalla prossima la pacchia è finita”.
Nell’assoluta parzialità con cui mi diletto in questo spazio, vorrei tornare su una vicenda assai spiacevole che è stata ed è macinata dai social media.
L’interessante progressione elettorale del movimento di Oscar Giannino, Fare per Fermare il declino, rischia un brusco stop.
Tutto parte il 5 febbraio quando durante un’intervista a Repubblica TV, sfoggiando il suo panciotto color #gelatoallafragola, racconta come è nato il movimento e menzionando i fondatori arriva a Luigi Zingales:
“[…] un pugno di amici, economisti italiani che insegnando in cattedre prestigiose all’estero…non so…Luigi Zingales che insegna a Chicago dove ho preso il master, [… ]”
Lo ammetto, non ci avrei dato peso se Luigi Zingales alle 14.52 di ieri non avesse postato un lungo commento che annunciava le sue dimissioni da FARE.
Poi si scopre che la biografia di Giannino sul sito dell’istituto “Bruno Leoni” è stata modificata eliminando proprio il passaggio incriminato “Oscar Giannino […] ha conseguito il diploma in Corporate Finance e Public Finance presso la University of Chicago Booth School of Business.”
Certo so bene che ci sono problemi ben più evidenti e maggiori, anche in ordine a certe sparate, da tutti i fronti, però se proprio Giannino, per garantire la propria affidabilità e quella del movimento, aveva escluso la candidatura di Giosafat Di Trapani perché egli non aveva accennato ad una lontanissima condanna in primo grado, condanna poi esitata nel 1994 in appello, nonostante fosse da sempre attivissimo sul fronte dell’antimafia, rimango basito di fronte a questa, presunta, macroscopica balla.
Bisognerebbe parlare di contenuti, molti dei quali mancano dalle agende e agendine di troppi movimenti e partiti, però, visti i precedenti e il continuo riferimento a meritocrazia e trasparenza, in aggiunta alla stima e autorevolezza che Oscar si è guadagnato negl’anni, dovrebbe fare immediata chiarezza e chiarire le sue affermazioni perché altrimenti il tritacarne lo aspetta.
E per la chiarezza una velina all’ANSA non basta.
Aspettiamo, scottati, sperando che ci sia una spiegazione, visto che il video è inconfutabile tanto quanto le immagini del sito IBL (ammesso che non siano state modificate).
L’appello a Giannino è FARE PER FERMARE LE BUGIE.
Ammesso che non siano proprio le sue da fermare.