Politica
9 Febbraio 2013
Dure critiche a Tagliani: "parla più da amministratore di Hera che da sindaco"

Geotermia, no di Ppf e Idv: “Ennesimo sfregio alla città”

di Redazione | 4 min

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adminNemmeno il tempo di rassicurare con uino screening preliminare i cittadini di Pontegradella sul progetto Geotermia che sull’amministrazione comunale piombano le critiche di Italia dei Valori e Progetto per Ferrara.

Il primo ad accendere la miccia del fuoco di fila è Valentino Tavolazzi: “non permetteremo l’ennesimo sfregio alla città, da parte di un’azienda privata, quotata in borsa, che nel Comune trova un alleato a interessato a dividendi, poltrone e contributi, piuttosto che il difensore dei cittadini e dei beni comuni”.

Un progetto che secondo il leader Ppf rappresenta “una ferita inferta alla città. Lo sa il sindaco Tagliani, lo sa il Pd, lo sanno il comitato dei cittadini, gli abitanti di Cassana e Porotto, la silente opposizione. Eppure è già in scena il balletto delle ipocrisie, delle finzioni, dei rinvii mascherati, dei pareri e nulla osta, a dispetto di una semplice verità, limpida per tutti. Hera, non i cittadini, ha deciso di realizzare il mega impianto a Ferrara, con il pretesto della geotermia, per assicurare ai soci privati decenni di lauti profitti, generati dall’incenerimento dei rifiuti nei forni di Cassana”.

La posizione di Tavolazzi si basa soprattutto su dati ambientali che sembrerebbero confutare l’utilità del progetto, dal momento che “il contributo dato dal riscaldamento domestico all’inquinamento complessivo dell’aria, con riferimento a ossidi di azoto e a polveri, è di gran lunga marginale (rispettivamente 5,6%, pari a 269 ton/anno, e 3,9%, pari a 13 ton/anno) rispetto al contributo dell’industria (petrolchimico, Pmi, inceneritore, turbogas) e del traffico veicolare. Dunque sostituire una parte delle caldaie domestiche con il Tlr non produrrebbe alti benefici all’ambiente, oltretutto ridotti dalle emissioni aggiuntive delle maxi caldaie a metano della centrale”. Un progetto che oltretutto richiederebbe un apporto costante di energia da parte dell’inceneritore di Cassana, visto che secondo i dati di Hera l’energia impiegata dal nuovo Tlr sarà di 289 GWht, di cui 163 da geotermia, 99 dall’inceneritore (che oggi ne produce meno di 80), 1 da solare termico, 26 da caldaie a metano. “La chiusura dell’inceneritore – continua Tavolazzi – non è dunque compatibile con il progetto di Hera, perciò l’operazione non è di interesse pubblico, al contrario è dannosa per la città”.

Sono questi i particolari che sollevano maggiormente l’indignazione del consigliere comunale, che vede nei comportamenti dell’amministrazione una complicità neanche troppo nascosta con la multiutility, i cui interessi economici verrebbero privilegiati rispetto a quelli dei cittadini ferraresi. “Dunque la situazione a Ferrara – spiega Tavolazzi – è tale da suggerire all’amministrazione Pd e al suo sindaco di spegnere il più presto possibile l’inceneritore di Cassana, facendo leva su politiche di riciclo, riuso e riduzione dei rifiuti, già applicate con successo in molte città italiane e all’estero. Il sindaco invece incatena per decenni Ferrara all’inceneritore, concedendo a Hera il raddoppio del Tlr. Per decenni non potremo più spegnerlo, anche quando lo chiederà l’Europa, pena il congelamento di anziani e bambini residenti in abitazioni allacciate al Tlr”.

Una situazione gravissima per il leader Ppf, che annuncia battaglia verso un sindaco “che ha promosso l’operazione al GeoThermExpo 2011 con toni entusiastici, più consoni all’amministratore delegato di Hera che a un sindaco preoccupato per la salute dei cittadini”.

Dello stesso avviso è l’Italia dei Valori, secondo cui “la centrale geotermica non s’ha da fare né ora, né mai, né a Pontegradella né altrove”, e ribadiscono un messaggio fin tropo chiaro: “La centrale geotermica, è inutile negarlo, non darà alcun vantaggio all’ambiente ed ai residenti, solo rischi e disagi. L’unica a guadagnarci è Hera. Questo è bene i ferraresi lo sappiano”. I rappresentanti del partito condannano “l’equilibrismo del sindaco Tagliani, troppo attento a dare un colpo al cerchio, il comitato no centrale, ed un colpo alla botte, Hera”. Un sindaco che, continuano “tenta di aggirare il problema prendendo tempo o pensando di delocalizzare la centrale in un’altra area, ammettendo implicitamente che nel nostro Comune ci sono zone e cittadini di serie A e di serie B”.

La proposta dell’Idv è quindi quella di fermare ogni progetto inerente alla geotermia fino alla prossima legislatura: “ogni decisione venga presa dopo il 2014 con il nuovo sindaco e la nuova giunta. Si spera che chi si proporrà alla guida di Ferrara non dimostri sudditanza ad Hera e prenda fin da subito l’impegno con i cittadini di dire no alla centrale”. Non proprio un “lunga vita” all’attuale sindaco.

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