Economia e Lavoro
9 Febbraio 2013
Per Filcams e Uiltucs il contratto collettivo è indispensabile per affrontare la crisi economica

Coop Estense, i sindacati spingono per l’integrativo

di Redazione | 2 min

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admin-ajax (12)Riaprire le trattative per il contratto integrativo aziendale. È questa la richiesta rivolta a Coop Estense da Filcams Cgil e Uiltucs Uil, che mettono in risalto soprattutto l’importanza di trovare presto l’accordo per poter affrontare al meglio il periodo di crisi economica.

“Il nostro intento, – scrive il segretario generale ferrarese di Uiltucs, Giorgio Zattoni, è quello di fornire a tutte le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa, un contratto integrativo che permetta di traguardare i prossimi difficili anni di lavoro. Uno strumento che veda assieme lavoratrici, lavoratori, rappresentanti sindacali, organizzazioni sindacali e la cooperativa, impegnare tutte le risorse di professionalità presenti, per affrontare al meglio le sfide legate alla crisi dei consumi ed alla concorrenza”.

Secondo i rappresentanti di Filcams Cgil, “la contrattazione collettiva non è mai stata e non può essere un ostacolo, al contrario ha consentito a Coop Estense di diventare uno dei maggiori leader della Gdo in Italia”. Per questo motivo “il rinnovo del contratto non può che ripartire dal patrimonio normativo e salariale del contratto integrativo, comprensivo di tutti gli istituti che l’impresa non sta riconoscendo dopo la disdetta, come il premio aziendale anche per i nuovi assunti; così come è indispensabile ritrovare un sistema di regole sull’organizzazione del lavoro, soprattutto in virtù dell’impatto che le liberalizzazioni hanno avuto sulla vita degli addetti, condividere i criteri di apertura e limitare le aperture festive”.

La Filcams chiede quindi un confronto immediato con le altre organizzazioni sindacali, “al fine di costruire una proposta unitaria e condivisa con i lavoratori, da presentare a Coop Estense”, e intanto elenca i punti salienti che dovranno essere affrontati. Questioni come il salario variabile per tutti gli addetti, “accogliendo la mensilizzazione proposta dall’azienda e individuando parametri e obiettivi condivisi per la sua determinazione”, o la definizione dell’Ipr, “ripartendo dalle disponibilità che le organizzazioni sindacali avevano già dato al tavolo, variabilizzando quindi parte delle indennità individuali sulla base di obiettivi e parametri oggettivi”. Ma c’è anche la questione del part time, “sperimentando modelli organizzativi che tendano all’incremento delle ore, e garantendo una flessibilità sostenibile che effettivamente accolga le esigenze di conciliazione dei tempi di vita degli addetti”, o il lavoro svolto dalla commissione inquadramenti, per definire un quadro aggiornato delle professionalità utile anche per determinare l’Ipr.

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