Giannino, i Boiardi e l’inevitabile declino del Paese
Se già Giovenale si chiedeva “Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?” è evidente che il problema non può essere risolto con l’accusa di essere ridicoli di platonica memoria, ma anzi va affrontato in tutta la sua pienezza perché non è la politica ma la tecnostruttura che rischia di far rimbalzare il Paese.
Parlo dei burosauri, quelle centinaia di migliaia di boiardi di Stato sulla cui retribuzione non si può mai sindacare (anche se la produttività è sottozero) e che rifuggono schermi e telecamere: i veri padroni del battello pubblico, serviti e riveriti, delle cui auto blu (pari a quelle della Casta) che li scarrozzano, mai si è parlato e mai si parlerà.
La vittoria al concorso pubblico li rende gli inamovibili despoti del timbro, contro cui, caso Mastrapasqua docet, nulla si può.
Nelle grandi e farraginose amministrazioni pubbliche nessun foglio si muove senza il loro assenso e, grazie ad un burocratese arzigogolato e inaccessibile, spesso si sostituiscono alla politica che, mansueta, annuisce cercando di capire e carpire il dogma che sacerdoti e vestali del faldone celano.
I direttori generali son così. Basta qualche giorno nei palazzi romani per capire l’andazzo e che nulla è più certo dell’incerto.
Cosa c’entra tutto questo con Oscar e la sua impresa politica? Molto.
Chi ben conosce l’amministrazione di via XX settembre sa che nessuno è più potente di un direttore del tesoro e guarda caso le dismissioni del patrimonio pubblico passano anche da quegli uffici.
Il battello pubblico è zavorrato, si sa, dal mattone statale improduttivo e si vorrebbero usare mezzi residui propri per abbattere debito premiandoci per il nostro fantastico avanzo primario (le maggiori entrate al netto degl’interessi sul debito).
Il punto è che i regolatori, nonostante la Bassanini, sono inamovibili e molto spesso queste massicce vendite non avvengono sul battello pubblico ma su yacht inglesi, basti ricordare il Britannia.
Proprio Draghi, il “vile affarista” di cossighiana definizione, ci aveva provato così come ora dichiara l’assoluta buona condotta di Bankitalia nell’attività investigativa su MPS.
Certo, l’ABI aveva ben fatto presente ai regolatori, confermando per ben due volte Mussari a capo della categoria, che aria tirasse, dato che, già allora, la banca senese era la più esposta nel patrimonio e per la faccenda derivati.
Nonostante il Tesoro, all’epoca tremontiano, avesse mantenuto in alto nel controllo la Fondazione (sic!), tutti gli altri organismi di vigilanza, dal Direttorio di Palazzo Koch fino alla Consob non stavano muovendo un dito (solo l’esposto, per la verità, ha fatto vibrare leggermente Vegas mentre la Gabanelli è scattata sull’attenti).
In tutto questo ginepraio di enti, amministrazioni, controllati e controllori, Oscar vuoi cedere i “gioielli di Stato” per recedere sul debito (postulato che si riesca anche a contabilizzare quello commerciale)?
Ti capisco, e lo capisco, ma oltre a riuscire a venderlo, cioè a trovare chi lo compra (ammesso che i British invisibles ci siano ancora), non posso non manifestare perplessità su chi, e sono in tanti, dovranno sovraintendere alla situazione.
La sottobraccista verità, quella delle strane riunioni di commissioni parlamentari la cui ombra si allunga fino a palazzo Altieri, è che anche una fetta consistente della partitocrazia, quando si trattò di ascoltare Draghi, Tarantola, Ignazio Visco, Grilli e meno noti (ma non meno influenti) personalità, in tempi non così sospetti, non ne volle sapere.
Nel caso specifico, non avendo problemi a fare nomi e cognomi, il voto decisivo fu di Della Vedova (si dice telecomandato da Fini), che insieme col PD, bloccò tutto.
Per questo, ridendo a certe smentite di un inciucio già scritto nei fatti, rimango sempre più certo dell’inevitabile declino, inarrestabile, indipendentemente che FARE superi o no il quorum perché, sotto sotto, son convinto che Giannino sia il premier di cui l’Italia ha bisogno, ma non quello che merita.
10 Commenti in: “Giannino, i Boiardi e l’inevitabile declino del Paese”
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Quis custodiet ipsos custodes? è tratto dalle Satire di Giovenale ma riferito alle donne romane disinibite.
Platone esclude categoricamente la possibilità che un guardiano debba essere sorvegliato (perchè ubriaco), non contempla, quindi, situazioni ridicole.
Le sue conclusioni sono affrettate, legga con attenzione le preoccupazioni (di Platone) rivolta agli artisti e i poeti che irresponsabilmente riproducono la realtà anche nei suoi vizi.
Queste rappresentazioni (poesie e dipinti) potrebbero distrarre i guardiani (ma i guardiani non sono i politici governanti, sono propriamente una forma di vigilanti di raffinata formazione).
Il Problema è rappresentato dalla politica corrotta che non deve (dovrà) far parte dei sorveglianti, questo compito deve essere assunto dalla Magistratura in modo completamente autonomo.
Naturalmente l’autonomia è subordinata alla Legge.
Il Debito Pubblico deve essere riacquistato dagli italiani e, conseguentemente, investire per favorire la crescita.
Commento molto apprezzato!
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@Et in Arkadia ego
Prima di prendere Sue lezioni di traslitterazione contestuale, rispondo “mutatis mutandis”.
Sul Debito son convinto che la via “tutta tasse”, così come quella del debito autarchico, non risolva granché, anzi…
Certo il problema è attuale: svenduti i gioielli e rimanendo in mutande (ammesso che qualcuno compri) non ci potremo più permettere nuovi “errori”; e questo, visti certi datati (1921) soggetti, mi preoccupa non poco.
P.S.: Guardi che chi scrisse Catilina per Caligola, fu un certo Giannini il 18/2/2009 ;)
A parte che lei lorenzo non prende ezioni da nessuno ,mi chiedo se é andato a scuola o ha avuto n precettore ..scherzando ovviamiente ,mi permette di dirle che io cerco sempre di avvicinarmi il piü possibile a chi mi somiglia é questo non e lei,ne quel che dice ma bonariamente eh…
Commento molto apprezzato!
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@marmotta
Prego.
Giannino uno che credeva alla parola del bugiardo criminale defunto Cossiga responsabile di Ustica, Bologna, Moro e Cesare Battisti a cui diede lasciapassare. Giannino uno che ritiene il romanissimo Draghi un anglosassone. Giannino uno che scambia il liberalismo per una estetica dell’800. Pupazzo dei poteri forti e dei servizi deviati.
Grillo uno che per caso era a cena come Cossiga con quelli di Parmalat. Sempre casualmente e’ azionista di Mps. Chiede la chiusura delle basi Nato che consentono a lui e a tutti di dire in liberta’ qualsiasi cazzata. Ha una moglie beduina islamista e ama i terroristi di Al Qaeda. Da buon pupazzo ha un burattinaio che si chiama Casaleggio. Aiutiamolo a cambiare paese per raggiungere i terroristi qaediani che ama come li amava Cossiga che voleva dargli dignita’ politica e aiutiamo gli italiani a mantenere la civilta’ senza questi buffoni.
Pur di non discutere concretamente dei problemi e delle eventuali proposte per tentare di risollevare il nostro paese dallo stato di prostrazione in cui è stato ridotto, si inventano le solite panzane e si calunniano gli avversari politici utilizzando metodi Stalinisti che venivano propagandati e utilizzati ai tempi memorabili delle purghe socialiste sovietiche.
Giannino ha il grande merito di dire con chiarezza e verità quali sono i problemi, e proporre con altrettanta determinazione le soluzioni possibili. Certo non può contare su un sistema di potere radicato e pervasivo quale quello del PD; o non può certo avere le risorse finanziarie del Cavaliere. Ma in alternativa dispone di una mente che ragiona e di un cuore libero dal potere costituito.
Commento molto apprezzato!
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…per me era rigore!!!
Ops..!! …forse ho sbagliato blog!
Sono stato io a fare questo?
Guglielmo: Rorspierre è 2 secoli più avanti di te e della tua analisi politica. Ma volete svegliarvi o no? il potere dei servizi, delle bugie, del caso di qua del caso di la, ma sa dit? qui la gente deve avere 300€ in più al mese in tasca at capì o no? Giannino è sicuramente l’alternativa migliore sia per il suo programma, che è l’unico veramente realizzabile nel breve medio termine, sia per il know how dei suoi compagni di avventura compresi i candidati regionali, decisamente sopra alla media e tutti, ripeto TUTTI fuori da caste e castucole partitiche. naturalmente quella del cosidetto “voto utile” è una castroneria mondiale. E infine iniziamo a votare per gente che abbia il Q.I. più alto di quello di un paramecio per favore.
Lorenzo forse è vero che Giannino sia il premier di cui l’Italia ha bisogno, ma è sicuramente vero che sia l’unico candidato premier veramente liberale.
Su di lui la Premiata Ditta sta scatenando una riedizione del metodo Boffo? Da ora in poi lo chiameremo metodo Giannino?
Commento molto apprezzato!
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@Guglielmo
ha dimenticato di scrivere che e’ un complotto pluto-.giudaico-massonico, solo cosi’ si completa la massa di sciocchezze che ha scritto