Una panchina rossa e un ciliegio contro la violenza sulle donne: il messaggio di Copma
Inaugurata davanti alla sede della cooperativa il simbolo di impegno e sensibilizzazione, promossa da Cns nell'ambito del progetto nazionale #panchinerosse
Inaugurata davanti alla sede della cooperativa il simbolo di impegno e sensibilizzazione, promossa da Cns nell'ambito del progetto nazionale #panchinerosse
Un nuovo centro aggregativo funzionale e moderno per il territorio, che porta vivacità e voglia di condividere momenti sereni all'insegna dello stare bene insieme. È iniziata la nuova vita per l'ex scuola di Sabbioni
Dodici anni di storia, oltre 20.000 partecipanti coinvolti dal 2014 e un format che ha fatto scuola nel cicloturismo italiano. Sabato 13 giugno torna la Bike Night Emilia-Romagna, la pedalata notturna ideata e organizzata da Witoor che porterà oltre 600 ciclisti da Ferrara al Lido di Volano
Procedono regolarmente le operazioni di disallestimento successive al concerto di Vasco Rossi a Ferrara. Il Parco Urbano “Giorgio Bassani” riaprirà gradualmente
Adesione quasi totale allo sciopero dei Vigili del Fuoco di Ferrara, che denunciano gravi carenze di mezzi, strutture e condizioni di lavoro chiedendo interventi immediati da Ministero e Direzione regionale
Se già Giovenale si chiedeva “Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?” è evidente che il problema non può essere risolto con l’accusa di essere ridicoli di platonica memoria, ma anzi va affrontato in tutta la sua pienezza perché non è la politica ma la tecnostruttura che rischia di far rimbalzare il Paese.
Parlo dei burosauri, quelle centinaia di migliaia di boiardi di Stato sulla cui retribuzione non si può mai sindacare (anche se la produttività è sottozero) e che rifuggono schermi e telecamere: i veri padroni del battello pubblico, serviti e riveriti, delle cui auto blu (pari a quelle della Casta) che li scarrozzano, mai si è parlato e mai si parlerà.
La vittoria al concorso pubblico li rende gli inamovibili despoti del timbro, contro cui, caso Mastrapasqua docet, nulla si può.
Nelle grandi e farraginose amministrazioni pubbliche nessun foglio si muove senza il loro assenso e, grazie ad un burocratese arzigogolato e inaccessibile, spesso si sostituiscono alla politica che, mansueta, annuisce cercando di capire e carpire il dogma che sacerdoti e vestali del faldone celano.
I direttori generali son così. Basta qualche giorno nei palazzi romani per capire l’andazzo e che nulla è più certo dell’incerto.
Cosa c’entra tutto questo con Oscar e la sua impresa politica? Molto.
Chi ben conosce l’amministrazione di via XX settembre sa che nessuno è più potente di un direttore del tesoro e guarda caso le dismissioni del patrimonio pubblico passano anche da quegli uffici.
Il battello pubblico è zavorrato, si sa, dal mattone statale improduttivo e si vorrebbero usare mezzi residui propri per abbattere debito premiandoci per il nostro fantastico avanzo primario (le maggiori entrate al netto degl’interessi sul debito).
Il punto è che i regolatori, nonostante la Bassanini, sono inamovibili e molto spesso queste massicce vendite non avvengono sul battello pubblico ma su yacht inglesi, basti ricordare il Britannia.
Proprio Draghi, il “vile affarista” di cossighiana definizione, ci aveva provato così come ora dichiara l’assoluta buona condotta di Bankitalia nell’attività investigativa su MPS.
Certo, l’ABI aveva ben fatto presente ai regolatori, confermando per ben due volte Mussari a capo della categoria, che aria tirasse, dato che, già allora, la banca senese era la più esposta nel patrimonio e per la faccenda derivati.
Nonostante il Tesoro, all’epoca tremontiano, avesse mantenuto in alto nel controllo la Fondazione (sic!), tutti gli altri organismi di vigilanza, dal Direttorio di Palazzo Koch fino alla Consob non stavano muovendo un dito (solo l’esposto, per la verità, ha fatto vibrare leggermente Vegas mentre la Gabanelli è scattata sull’attenti).
In tutto questo ginepraio di enti, amministrazioni, controllati e controllori, Oscar vuoi cedere i “gioielli di Stato” per recedere sul debito (postulato che si riesca anche a contabilizzare quello commerciale)?
Ti capisco, e lo capisco, ma oltre a riuscire a venderlo, cioè a trovare chi lo compra (ammesso che i British invisibles ci siano ancora), non posso non manifestare perplessità su chi, e sono in tanti, dovranno sovraintendere alla situazione.
La sottobraccista verità, quella delle strane riunioni di commissioni parlamentari la cui ombra si allunga fino a palazzo Altieri, è che anche una fetta consistente della partitocrazia, quando si trattò di ascoltare Draghi, Tarantola, Ignazio Visco, Grilli e meno noti (ma non meno influenti) personalità, in tempi non così sospetti, non ne volle sapere.
Nel caso specifico, non avendo problemi a fare nomi e cognomi, il voto decisivo fu di Della Vedova (si dice telecomandato da Fini), che insieme col PD, bloccò tutto.
Per questo, ridendo a certe smentite di un inciucio già scritto nei fatti, rimango sempre più certo dell’inevitabile declino, inarrestabile, indipendentemente che FARE superi o no il quorum perché, sotto sotto, son convinto che Giannino sia il premier di cui l’Italia ha bisogno, ma non quello che merita.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com