Cronaca
30 Gennaio 2013
Parlano alcuni degli imputati al processo per i fondi del brevetto

Riusa, Area temeva di essere inglobata da Hera

di Redazione | 2 min

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riusa“Si puntava molto sul brevetto Riusa. Volpi (ex presidente di area, ndr) mi disse che in quel momento Area temeva di essere inglobata in Hera e questo progetto era un modo per venirne fuori”. Parlano alcuni degli imputati al processo Area-Riusa che vede alla sbarra l’ex direttore di Area Arrigo Bellinazzo, l’ex ingegnere capo della Provincia Gabriele Andrighetti, Luigi Astolfi, Andrea Frabetti (anche lui geometra della Provincia), Stefano Farina e Andrea Prampolini, ex manager di Berco.

Bellinazzo, Andrighetti, Luigi Astolfi e Andrea Prampolini costituirono nel 2007 una società (Riusa.Eu) per brevettare e commercializzare il prodotto Riusa, che permetterebbe di utilizzare cascame della raccolta differenziata da sostituire a terra e sabbia nella pavimentazione stradale.

Il progetto finito nelle carte della procura nel marzo 2009, sul quale ha indagato il pm Nicola Proto, venne avviato nel 2004 con la collaborazione dell’Università nella fase di ricerca e nei test sulle caratteristiche meccaniche e sulla stabilità del materiale (rifiuti plastici risultanti dai processi di selezione della raccolta differenziata).

Da allora le indagini della finanza hanno portato a ipotizzare richieste “improprie” di denaro a enti pubblici, tra cui appunto Area. Si parla di oltre 900mila euro complessivi. Utilizzati a fini privati anziché pubblici. In sostanza, secondo l’accusa, Bellinazzo li otteneva tramite Area per poi destinarli a Riusa, di cui era socio e amministratore. A rispondere dell’accusa di peculato sono infatti chiamati i soci di Riusa.Eu (Bellinazzo, Andrighetti, Astolfi e Prampolini).

Su Bellinazzo pende anche l’accusa di corruzione. Per Andrighetti si aggiunge l’ipotesi di truffa per uso illecito di due auto di proprietà della Provincia. Di tentata truffa è accusato un funzionario pubblico, l’ingegnere capo del Comune di Copparo Stefano Farina (per aver cercato di ottenere un finanziamento di 500mila euro dalla Regione).

Proprio Farina è stato ascoltato ieri in aula, così come Frabetti e Prampolini. Il dirigente comunale ha spiegato come Bellinazzo (“una persona onesta che mi ispirava fiducia”) gli avesse prospettato i vantaggi del brevetto: “collocare montagne di rifiuti come fondo stradale”.

Le prossime udienze il 13 marzo – quando verrà chiamata a testimoniare la senatrice Teresa Bertuzzi, ex sindaco di Copparo – e il 17 aprile.

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