…e forza Spal

Una cicalica suburbana deve tener fede a una promessa, tanto più se è stata scritta, sottoscritta e documentata da una fotografia. Ed eccomi qui, a servirmi – come pretesto per una riflessione sulla mia città – di questa frase impressa sul cahier des visiteurs all’uscita dalla strabiliante mostra di Edward Hopper al Grand Palais, a pochi passi dagli Champs Élysées.

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Il tempo trascorso a Parigi non si dimentica, ogni attimo è prezioso, a ogni sguardo si incamerano colori e forme così naturalmente accostati dalle mani dell’uomo e sorprendentemente pieni di grazia. E anche quando il cielo è grigio e gonfio di neve e l’aria gelida si insinua fin dentro ai capelli la vita non si ferma, chi continua a camminare stringendo una baguette croccante e i suoi pensieri rumorosi, chi sistema i tavolini nel dehors e chi si ferma ad annusare i variopinti mucchietti di spezie nella bottega magrebina. Quando nevica anche Parigi è più silenziosa, l’imbiancata piazza della Bastiglia, interdetta alle automobili, diventa conquista degli abitanti che calzano le scarpe da jogging, infilano gli sci o il guinzaglio all’amico quadrupede ed escono a compiere la loro piccola rivoluzione per riappropriarsi dei boulevards.

Impossibile annoiarsi in una città tanto grande, così affollata (con più di due milioni di abitanti è tra le 5 città più popolate d’europa e la seconda per afflusso di turisti dopo NYC), dove i siti storici dialogano con le migliori opere delle più grandi archistar e le aree turistiche si alternano a quartieri brulicanti di vita e attività economiche, gestite da gruppi di etnie e religioni diverse che convivono pacificamente, portando avanti i propri affari, offrendo con fierezza la propria merce e la propria cultura.

Così è il Marais, in cui la comunità ebraica ortodossa la fa da padrona. Così, in modo ancor più autentico, è Belleville, proprio come la racconta Pennac: la strada delle macellerie musulmane sfocia nella rue delle sartorie orientali, seguita dal succedersi dei ristoranti cinesi che conducono al Boulevard de Belleville dove la sera, mentre davanti ai portoni, le signorine dagli occhi a mandorla invitano i passanti infreddoliti a salire di sopra per vender loro un po’ di calore, i giovani si radunano al Café Cheri(e) per riscaldarsi a suon di disco music.

Ma c’è anche una zona alternativa dove le palazzine degradate sono state garbatamente occupate da gallerie d’arte, fornitissimi negozi di dischi (imperdibile il Ground Zero in rue Sainte Marthe) e da ottimi ristorantini africani, brasiliani e algerini (in quest’ultimo -Les 4 frères- non sognatevi di ordinare alcolici assieme al cous cous, ma fatevi dare la password della wi-fii e approfittate della connessione velocissima, in cambio vi basterà ascoltare con un po’ di pazienza il racconto delle origini berbere del caposala e ve la caverete con un conto davvero modesto). Verrebbe da non fermarsi mai, si vorrebbe assaporare ogni gusto, ascoltare ogni suono e fotografare ogni dettaglio e qualsiasi veduta, ma, sopra tutto, vivere la città per quello che offre ai giovani, provare a entrare nel circuito delle realtà creative e scoprire come nascono, si sviluppano e riescono a campare e ad attirare anche i turisti che cercano una meta alternativa a Notre Dame e al Louvre.

Impresa ardua, soprattutto se il tempo a disposizione è quello di un fine settimana. Ancor più difficile è non cadere nello sconforto una volta rincasati, accolti dall’umido abbraccio del grigiore padano. Mi faccio coraggio ripetendomi che passerà in fretta, immergendomi nel lavoro, negli appuntamenti mondani già tutti segnati in agenda (oh sì, il cineforum del martedì, il corso di storia della fotografia di Feedback il mercoledì, l’immancabile appuntamento con Arte Fiera di Bologna e poi tutte le serate ballerine tra club e discoteche e alcuni imperdibili concerti di band italiane che scelgono i nostri teatri – dai Baustelle ai Marlene Kuntz) e nella scrittura dei prossimi post.

Sforzi inutili, la mia saudade parigina si amplifica nel momento in cui apro estense.com e scopro con piacere l’esistenza di un nuovo blogger. Prima ancora di avere il tempo di informarmi sulla sua identità la mia attenzione è attirata dalla polemica, trasformatasi in lotta all’ultimo commento, tra musicisti e artisti di penna, gestori di locali e opinionisti che si battono per affermare l’assoluta originalità della propria vena artistica. Credevo fosse tutta una messa in scena e ho smesso di interessarmi alla diatriba, per tornare a concentrarmi sull’operosità di alcune cicaliche suburbane di cui parleremo nel prossimo post. Poi però ho capito che tutto è collegato, siamo tutti sulla stessa barca, tutti irrimediabilemnte responsabili per la piega culturale che prenderà questa città. Ferrara non è certo Parigi, non è mai stata e mai sarà New York, ma se esplode di fervore ed energia alla prima scintilla, allora vuol proprio dire che è viva. Solo, forse, non stiamo indirizzando i nostri sforzi nella direzione giusta. Insomma cicaliche! Se siete degne di questo nome, fossi in voi la smetterei di schiaffeggiarvi a colpi di post. Qui, diversamente da Parigi, è tutto ancora da costruire, la città più bella di sempre ancora non esiste, perciò prendetevi i vostri spazi, lavorate sodo e aprite le porte al vicino. Ci sarà sempre qualcuno più bravo di voi da cui apprendere e qualche inesperto da formare. C’è posto per tutti e un compito per ognuno.

Una persona che abita qui ma guarda lontano, anche più lontano di Parigi, un po’ di tempo fa mi ha detto che chi sogna può muovere le montagne. Con tutta ‘sta pianura ci potrebbe pure andare grassa!

 

35 Commenti in: “…e forza Spal”


  • montaBDC ha scritto il 24 gennaio 2013 alle 17:44

    A proposito dei Marlene Kuntz al teatro a Copparo,ecco tutte le info e dettagli!

    Rimanete sintonizzati sulla pagina per gli aggiornamenti.

    https://www.facebook.com/events/146082778880392/?ref=3 PAGINA EVENTO

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  • Intruder ha scritto il 24 gennaio 2013 alle 18:28

    Spal: sempre e dovunque. Sono commosso. La nostra, con quel nome, con quella maglia a strisce sottili con i colori del cielo, E’ LA SQUADRA PIU’ BELLA DEL MONDO!

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  • naza ha scritto il 24 gennaio 2013 alle 21:53

    ‘ Qui, diversamente da Parigi, è tutto ancora da costruire, la città più bella di sempre ancora non esiste, perciò prendetevi i vostri spazi, lavorate sodo e aprite le porte al vicino.’
    saper vedere le opportunità, invece di lamentarsi e non far niente…credo sia basilare per uscire dalla crisi. e poi è una chiave di lettura positiva, che spinge a fare. mi piace

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 24 gennaio 2013 alle 22:13

    @naza e @intruder abbiamo la Real Spal, abbiamo un sacco di piazze, di locali che funzionano e altri in disuso da riempire, invece di discutere su qual’è il dj più bravo (più ce ne sono, più sono diversi tra loro più sarà l’offerta che permetterà di accontentare ogni tipo di pubblico) penso sarebbe più costruttivo  scoprire tutte le nuove risorse della nostra città (in termini di persone che hanno competenze nell’ambito artistico culturale)  valorizzarle e dar loro la possibilità di esprimersi e contribuire alla crescita della nostra identità e dell’economia.

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  • Asmeride ha scritto il 24 gennaio 2013 alle 22:33

    Qual ė si scrive SENZA apostrofo

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 24 gennaio 2013 alle 23:01

    @Asmeride grazie per la correzione, mi auguro che nonostante l’errore tu possa continuare a leggermi in futuro. Prometto che staró più attenta.

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  • asciughino ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 9:18

    post scritto benissimo, con un pò di fantasia sembra quasi poter sentire i sapori di una parigi diversa, forse non cosi turistica ma sicuramente più “autentica”.
    ferrara non è sicuramente parigi o new york ne tantomeno londra o istanbul, ma è sicuramente una città speciale con potenzialità infinite,
    ok, forse non arriveremo mai ad avere una versione on-line di TIME OUT FERRARA, ma la serie di eventi ed iniziative giornaliere, che anche questo blog ci propone, rispetto a 20 anni fa è più che incoraggiante!
    purtroppo la tendenza insita nel DNA del ferrarese, è lamentarsi sempre per quello che non ha e mai fermarsi ad apprezzare ciò che si ha.
    ….e comunque sempre e solo Forza SPAL!

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  • WOODLEG ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 9:53

    ….mi sa che il problema non è nella miriade di bands del panorama ferrarese. Penso che si tratti più che altro dell’incapacità dei gestori dei locali che pretendono il massimo con la minima spesa….questo è un po’ faticoso e allora i gruppi tentano di espatriare verso altre mete altre realtà! Il gruppo in cui suono sinceramente di suonare a Ferrara non ne ha più voglia…vedi renfe o altri posto dove il pubblico non apprezza la musica live ma preferisci roba commerciale per fare 4 salti! Siamo bigotti e ignoranti da questo punto di vista…ma non puoi cambiare la testa di ogni singola persona! Quelli che apprezzano la tua musica li vedi sempre presenti anche se non ti conoscono!

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  • WOODLEG ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 10:29

    Il brutto è che anche i locali arci che dovrebbero essere aiutati monetariamente da un’istituzione al di sopra di loro sono bloccati….per esempio ARCI voodoo club che per aspettare i fondi dell’arci ha chiuso i battenti sebbene fosse un locale che nel ferrarese chiamasse artisti PRO internazionali! La musica non è apprezzata dall’alto dai nostri “cari” politici che in sede di elezioni ti promettono e poi ti chiedono di raccogliere la saponetta proprio davanti a loro! Per fortuna la mia passione per la musica nessuno può togliermela…ma a breve potranno fare anche questo! Saluti

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  • Marcello R. ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 11:45

    Cerdo che il pensiero di Elena sul dibattito nato in questi giorni sia ampiamente condivisibile, purtroppo il nostro caro paesone padano ha nel DNA una grandissima dose di invidia e polemica, cose che certo non l’aiutano nella sua crescita culturale, ma capisco anche chi si è sentito chiamato in causa e ha risposto per le rime.
    Tutti gli “artisti” ferraresi si lamentano che qui ci sono poche possibilità di esporre, suonare, mettere dischi, ma credo che quello che manca di più sia la collaborazione, la sinergia tra chi ha spazi disponibili, chi vuole organizzare e chi ci deve mettere la sua “arte”…forse con più disponibilità da parte di tutti si potrebbe rendere Ferrara molto più viva e godibile, anche per chi, come me, non ha nessuna vena artistica ma è curioso di scoprire quella altrui…

    Oggi vorrei propio essere a Parigi…e forza Spal…

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  • alberto ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 11:56

    ci volevi far sapere che sei stata a parigi ?
    cattivissimo me
    ma della spal non so’ proprio che farmene, non son mai stato un amante e credo che ferrara potrebbe benissimo farne a meno
    supercattivissimo me

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  • asciughino ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 12:26

    @marcello, mi sembra di ricordare che fosse un pò l’argomento dei post precedenti e concordo con te, il bisogno di fare “rete”, di condivisione, è essenziale se si vuole progredire e stare al passo con le altre realtà europee.
    @ alberto, la spal è una passione, come la passione per l’arte, per la vita ecc. se non ce l’hai non puoi capire…

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 12:54

    @alberto siiii sono stata a Parigi, un viaggio incredibile, insieme a un pazzo che va in giro per il mondo a farsi le foto sui monumenti più famosi con la maglia della Spal.. avevamo in programma di infilare la maglietta bianco-azzurra al busto di Jim Morrison ma la neve ci ha impedito l’accesso al Père Lachaise.. una vita sempre al limite, mica roba alla portata di tutti.. come la tua spaventosa cattiveria del resto! ;)

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  • bin ladar 3.0 ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 13:24

    dovete anche sapere che ZUNI, una volta,nel’800 ,si chiamava Spal… e dico ZUNI. ZUNI eh!Ed è grazie a ZUNI che è nata Ferrara e la corte degli estensi,che si chiamava un tempo lontano,corte degli ZUNI.Forza ZUNI…scusate…Forza Spal!

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  • alberto ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 14:05

    no vabbe lo confesso
    il mio commento sulla spal mi sono permesso di scriverlo qui perchè non mi conosce nessuno
    cioè ammetto che si tratta di quel che penso, ma capisco anche che a ferrara effettivamente la spal è una istituzione e inoltre ho due cari amici che son proprio legati alla societa’ sportiva ed una amica che la segue in tutte le partite!!!
    ecco che in RL ho ben poco da manifestare il mio dissenso
    mi scuso se ho approfittato del tuo spazio per dare sfogo alle parole che mai osero’ pronunciare
    vigliacchissimo me  ;)

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 16:55

    @WOODLEG non entro nel merito del discorso Arci, perchè non so come sia andata al Vodoo, volevo parlarne qui, ma non c’è ancora stato il tempo di incontrare i ragazzi di San Giuseppe. penso che in generale sia finito il tempo dei contributi a pioggia dall’alto.Nessuna nuova attività che nasce o continua a campare può pensare di sopravvivere grazie all’elargizione di contributi ‘istituzionali’ come li chiami tu, ma deve reinventarsi per camminare con le proprie gambe.Questo causa la chiusura di molti posti ma anche e sicuramente la sopravvivenza di chi si sa reinventare in termini di offerta, o cercare finanziamenti altrove.Credo che non sia necessariamente un male.E sono convinta che in questa logica sentiremo parlare ancora di chi ha portato avanti il Vodoo in tutti questi anni!sulla questione della musica dal vivo nei locali ferraresi purtroppo è vero che sono rimasti pochi..scarso interesse di pubblico o gestori sprovveduti?forse entrambe le cose? i più giovani che ne pensano?

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 16:59

    @alberto paraculissima me… non so nemmeno un nome di un giocatore della spal nè tantomeno in che serie gioca, e continuo a chiedermi perchè la gente arrivi a menarsi allo stadio. Ma mi diverte molto l’idea di avere un obiettivo extra-turistico quando vado in giro e anche avere un feticcio patriottico da sbandierare … bianco e azzurro, verde o viola, poco importa. Basta che i colori si intonino bene e che le righe siano verticali, quelle orizzontali ingrassano ;)

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  • Flagellatore ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 17:01

    Un po’ di Ferrara sportiva nella ville lumière.
    Spal ti amo tanto, anche in serie D.

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  • Maial! La SPAL! ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 17:12

    ebbene lo ammetto un certo tipo di cultura mi disturba soprattutto quando è invocata a sproposito (ovviamente è un mio parere).
    Anni fa, era la prima volta che andavo a Matera; arrivato in auto a circa due chilometri dalla città, andavo piano perché ero in vacanza e volevo gustarmi insieme a mia moglie il dolce far niente e per di più in un bel posto, fummo accerchiati da 4 o 5 motorette che prima ci superavano e poi si lasciavano superare ingaggiando quasi un piccolo accerchiamento e non nego che una qual certa paura mi assalì in quanto tutti questi “motoristi” avevano il casco ed erano imperscrutabili. Arrivati praticamente in città uno di questi mi si affianca e fa cenno di tirare giù il finestrino cosa che io faccio mentre lui, contemporaneamente, sposta la visiera del casco in alto e in un battibaleno mi spara: “Maial! La Spal!” “Siete di Ferrara vero?” (spia la targa già di tipo nuovo col piccolo FE). Volevano solo consigliarmi un loro amico come guida per la visita ai Sassi.

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  • Roberto Zambelli ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 17:43

    Maial! La SPAL!,
    sto organizzando su richiesta una mostra sul gioco e la scienza e, contemporaneamente sfrutto l’occasione da un punto di vista pubblicitario per festeggiare i 25 anni di un’attività commerciale in centro. 
    Questa mattina mi reco all’ICA s.r.l. e 6 locandine mi costano di timbro la bellezza di 32,00 € per 30 giorni, ma la mostra c’è dall’1 al 10  marzo ed essendo oggi solo 25 gennaio o le tolgo prima della partenza dell’evento (e impongo anche a chi gentilmente le esporrà di toglierle il 24 febbraio) oppure opto per i 60 giorni netti senza possibilità di frazionamento giornaliero e sparo sul tavolo 63,00 € (prezzo speciale maggiorato per il centro cittadino) ed in cuor mio mi sorge sorge spontanea un’esclamazione: “Maial! La SPAL!” [...]

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 18:12

    Ahhh parlando di squadre del cuore dimenticavo una cosa importantissima! FORZA B.A.G.S.!!!
    http://www.estense.com/?p=223719

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  • Roberto Zambelli ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 18:30

    Maial! La SPAL!,
    esprimo in modo diverso quello che la redazione gentilmente ha apostrofato con [...].
    Al comune quindi non interessa nulla se io sponsorizzo e/o trovo sponsor per promuovere un prodotto commerciale o se promuovo un’attività culturale anche e soprattutto se organizzata in collaborazione con attività produttive e commerciali.
    La cultura, per il comune è pura, è casta, non è inquinata da loghi di ladri e furbi che onestamente fanno il loro lavoro e portano alto il nome di Ferrara esattamente come a suo tempo faceva il Sig. Mazza con la sua SPAL creando di fatto una cultura, discutibile quanto si vuole, ma cultura dello sport fatto in modo manageriale. Ora un dubbio mi sorge spontaneo se oggi un giovane o un gruppo di giovani, un’attività produttiva o commerciale, un’associazione organizza e/o vuole organizzare un evento e si sa che gli eventi costano, e si sa che si fa fatica trovare sponsor e fondi se poi li trova cosa fa? Spende tutto all’ICA s.r.l.? Bell’aiuto!

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 18:41

    @Roberto Zambelli sono perfettamente d’accordo con ció che dici (dico sul serio)

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  • Roberto Zambelli ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 19:07

    Elena Bertelli,
    Ti rispondo come se fossi un falso e sano assessore alla cultura: parliamone!
    Ti rispondo come se fossi un sano e falso assessore alle attività produttive: parliamone!
    Ti rispondo come se fossi un sano e falso assessore al bilancio: parliamone e riportiamoci in casa le attività di riscossione che possiamo sviluppare in house e dopo aver parlato col falso assessore alle politiche giovanili, il falso assessore alle attività produttive e il falso assessore alle attività culturali proponiamo di 1) ridurre le quote pubblicitarie 2) di fare in modo che chi propone e organizza attività culturali con la più ampia accezione possibile e, in qualche modo promuove Ferrara e la cultura a Ferrara non debba sottostare a gabelle di tale tipo ma che anzi venga favorito con ogni mezzo.
    Ah, ma è vero io non sono nessuno di questi falsi assessori e ho un appuntamento aperto con Francesco che ancora non conosco, se vuoi venire ti avvisiamo! http://www.estense.com/?p=263526

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  • WOODLEG ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 23:33

    ….ma ai gestori dei locali che gliene importa!?!? I gestori dei locali o sono amanti della musica oppure cercano il massimo risultato con il minimo sforzo…..non c’è cultura per la musica live….ci sono giovani bands ferraresi che avrebbero i numeri per essere dei professionisti e non se ne sa nulla, dj’s che suonano a Berlino ad esempio ed a Ferrara non li conosci nemmeno….ma scusate e scusami Elena ma ti pare possibile? Prova ad immaginare tutto al contrario….gruppi live con tanto di pubblico….pubblico pagante e per i gestori anche “CONSUMANTE”….sarebbe il delirio….ma poi ritornerebbero fuori altri problemi di ordine pubblico….e qui si potrebbe spaziare a destra ed a manca.
    Ogni persona ha il suo hobby, ogni persona ha quel qualcosa per cui vive,io porto avanti da anni, forse troppi, il mio strumento….

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  • WOODLEG ha scritto il 25 gennaio 2013 alle 23:37

    …altri il football,  rispetto anche l’amico che la domenica è sintonizzato sul canale partite di SKY e finchè non ha visionato tutto è irrangiungibile, ma quello che mi domando e dico…..perchè in Italia tutto deve girare così bene solo ed esclusivamente dove ci sono tantissimi soldi!!?!? Qualcuno me lo può spiegare!?!? Perchè nella GRANDE MELA ognuno ha il suo angolino di mondo da poter condividere allo stesso modo di quell’altro a cui non interessa una FAVA!!?? e li i soldi girano dappertutto tanti, troppi….

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 26 gennaio 2013 alle 10:27

    @Roberto Zambelli ben volentieri! Mi tenga aggiornata! L’indirizzo e-mail a cui mi si puó contattare per qualsiasi sfrigolio di pensieri creativi è cicaliche.suburbane@gmail.com 
    A proposito di Wunderkammer, ho letto di questa interessante iniziativa organizzata da Bassoprofilo con lo scopo di raccogliere nuove iscrizioni all’associazione: http://www.bassoprofilo.org/evento.php?id=113 si terrà il 2 febbraio ai magazzini savonuzzi. #sapevatelo!

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 26 gennaio 2013 alle 10:39

    @WOODLEG tutto quello che dici è condivisibile, e la situazione sta peggiorando negli anni, purtroppo non solo i locali ma anche tutte le altre strutture legate allo sviluppo di una cultura musicale sono sempre più carenti (parliamo delle sale prove?) e le associazioni che organizzano eventi misicali fan sempre più fatica (penso sempre al Voodoo, ai ragazzi di Portomaggiore -vero Monta?- a quelli del Contrarock….) perchè appunto soldi pubblici non ce ne sono più. Siccome la musica è a pari con tutte le altre forme d’arte ci cui si è cercato di parlare fino ad ora in questo spazio credo dovrebbe rientrare nel discorso di riorganizzazione di tutte le realtà che si faceva qui:  http://www.estense.com/?p=269465 e purtroppo credo che se non siamo noi diretti coinvolti a iniziare non cambierà nulla..si potrà solo peggiorare. Ma non devi essere sconfortato da questo, sarebbe 1bellissimo compito a casa studiare il modo per smuovere un po’ la polvere sui piatti di queste batterie arrugginite

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 26 gennaio 2013 alle 10:53

    A questo prosito vi segnalo una lettura interessante, uno spunto, un’idea di una delle tante strade percorribili… (Anche se il qui il vero problema sarebbe partire da una formazione, un’istruzione/ educazione alle arti che faccia acquisire maggior coscienza critica e rispetto per la creatività negli individui): La più grande startup nella storia della musica | Cesare Picco http://www.ilpost.it/cesarepicco/2013/01/25/la-piu-grande-startup-nella-storia-della-musica/ 

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  • addavenì Baffone ha scritto il 30 gennaio 2013 alle 1:33

    Interessante.

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  • Ragionier Filini ha scritto il 30 gennaio 2013 alle 9:57

    Scusate ma lasciamo stare i ragazzi di portomaggiore che vanno avanti grazie ai soldi elargiti dal PD…. Comoda così!!!!!

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 31 gennaio 2013 alle 10:48

    @Ragionier Filini non vedo dove sta il problema, finchè c’è qualche fondo disponibile per poter organizzare attività ricreative per i giovani (anche finalizzate ad avvicinare i giovani alla politica) va sfruttato. Non ci vedo niente di male. I ragazzi di Portomaggiore lavorano come volontari perchè credono nella causa e ogni anno offrono un programma molto seguito. Se proprio vogliamo buttarla sulla politica credo che il marcio vada cercato da altre parti…

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  • Marcello R. ha scritto il 2 febbraio 2013 alle 11:20

    Un locale che offre spesso musica dal vivo, sia di band emergenti che di artisti un po’ più quotati, è il Patchanka a Pontelagoscuro: https://www.facebook.com/pages/Patchanka-Ferrara/340050559371938
    Organizzano pure un concorso che si chiama Urgenza Fe per i gruppi giovani: http://www.patchankafe.it/urgenza_.html
    Lo spazio per chi vuole suonare o per chi vuole mettere in mostra le propie doti è limitato, ma non del tutto assente, come i gestori disponibili e preparati, l’importante è che tutti siano disposti a fare un passo nella stessa direzione…

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  • Elena Bertelli
    Elena Bertelli ha scritto il 2 febbraio 2013 alle 14:57

    @Marcello grazie della segnalazione! Al patchanka fanno anche piccole mostre di arte e fotografia e i ragazzi che lo gestiscono sono giovani e bravi.
    Come dici tu il primo passo sarebbe iniziare a collaborare di più, penso che la cosa più difficile da attuare sia il cambio di mentalità necessario a far partire il meccanismo.

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  • Marcello R. ha scritto il 2 febbraio 2013 alle 15:53

    Il cambio di mentalità è la cosa più difficile, soprattutto perchè molto spesso le istituzioni non hanno l’occhio cosi lungo per poter vedere il buono anche nei progetti a lungo termine, però vedo tante persone interessate all’arte e alla cultura, servirebbe solo che si mettessero in contatto tra di loro (e questo blog può essere un buon inizio) e fare in modo che tutte si concentrassero su obiettivi comuni.
    Abbiamo una città con potenzialità incredibili, sarebbe bene iniziare a sfruttarle…

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