Sabato 26 gennaio torna in scena al Teatro Julio Cortazàr il Teatro Comunitario di Pontelagoscuro con lo spettacolo “La Patria Nuova”, ultima creazione del Gruppo diretto da Antonio Tassinari.
Dopo “Il Paese che non c’è”, che nel 2006 segnò la nascita del gruppo, in cui si ricostruiva la memoria di Pontelagoscuro e, attraverso la trasfigurazione epica del teatro, gli veniva fatto dono di una nuova e presente dignità; dopo “Gran Cinema Astra” dove, nel 2009, un importante tratto della storia d’Italia post guerra riviveva nelle vicissitudini quotidiane del vecchio cinema del paese e dei suoi avventori; dopo “Liber/Azione” che dal 2010 ogni anno è stato portato in piazza a Ferrara nel riuscito tentativo di rendere attuale e vivo il 25 aprile, i valori fondanti della resistenza e la riconquista della libertà aldilà delle celebrazioni formali; oggi con “La Patria Nuova” il gruppo comunitario fa memoria dei nostri nonni e bisnonni che in ventisette milioni, a cavallo tra ottocento e novecento, furono costretti ad abbandonare tutto e partire per le “americhe”, affrontando viaggi interminabili e spesso terribili.
Fra dato storico e finzione, accompagnandosi con i canti della tradizione popolare ma anche con canzoni originali com’è consolidata prassi comunitaria – gli oltre 50 cittadini-attori di ogni età accompagnano idealmente gli spettatori a partire insieme ad una famiglia pontesana che nel 1871 decise di affrontare l’oceano – così immensamente simile al deserto che oggi affrontano le centinaia di migliaia di diseredati africani – fuggendo dalla miseria, dalla fame, delle condizioni intollerabili di sfruttamento e diseguaglianza di allora, nel dichiarato tentativo di riconoscersi e specchiarsi nei migranti che oggi, per la stessa miseria, la stessa fame, la stessa mancanza di giustizia bussano alle nostre porte e ci interrogano.
Il Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro continua con “La Patria Nuova” il suo ostinato cammino, l’esercizio, la pratica collettiva della memoria attraverso la pratica teatrale che è, dichiarano, “un motore di formazione personale e di trasformazione sociale, verso il sogno utopico di una comunità creativa, giusta e solidale”.
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