L’escalation militare in Mali rischia di trascinare la comunità internazionale in un nuovo Afghanistan. È la preoccupazione del Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Ferrara che insieme alla Fabbrica di Nichi di Ferrara e a Tilt Ferrara promuove per domani, domenica 20 gennaio, un presidio alle ore 18.30 in Piazza Trento e Trieste davanti alla Torre dell’Orologio.
“E’ indubbio che il Sahel, colpevolmente ignorato dalla comunità internazionale nonostante i ripetuti allarmi – avvertono gli organizzatori del presidio -, rischia di diventare il brodo di coltura di una nuova strategia del terrorismo integralista. L’intreccio tra terrorismo, interessi criminali per armi, droga e materie prime, trova in quell’area un bacino assai pericoloso, aggravato dalla pratica criminale dei sequestri di persona. È altresì indubbio che la soluzione militare prospettata dalla comunità internazionale non abbia contribuito a debellare tale minaccia, anzi, al contrario, ha dato maggior impeto all’attivismo delle cellule quaediste e jiadiste. La lunga esperienza di questi anni ci insegna che le minacce terroristiche covano anche in territori dove l’intervento militare è stato gigantesco, come accade per l’Afghanistan e per la Libia”.
I vendoliani ricordano che l’Italia, con la sua Costituzione, “ha scelto oltre sessant’anni fa di ripudiare la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ma ancora una volta quella decisione è diventata negoziabile: ancora una volta la guerra porterà violenza laddove c’è invece bisogno di difendere i diritti umani fondamentali. Ancora una volta si sceglie di impiegare risorse pubbliche in operazioni di guerra, anche nel momento in cui si richiede ai cittadini italiani di sopportare tagli alla spesa sociale”.
Ecco perché Sel e gli altri promotori dell’iniziativa saranno in piazza “per chiedere il rispetto della nostra Costituzione nel suo art.11, ancora una volta saremo in piazza per chiedere all’Italia e alla Comunità Internazionale di scegliere uno strumento diverso dalla guerra, quello della stabilizzazione politica, degli aiuti umanitari, del controllo del mercato delle armi. Quello che in poche parole si chiama “Politica Estera””.
Al presidio hanno aderito Emergency, Anpi, Sinistra Aperta, Gente di Sinistra, Agorà Ecovicici e Verdi europei, Pdci, Prc, Giovani Comunisti.
“Invitiamo le cittadine e i cittadini – questo l’invito – a partecipare al presidio portando con sé una bandiera della Pace e un aeroplanino di carta, l’unico aereo da guerra che vogliamo vedere volare nei nostri cieli”.
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