Rapina mancata, una cattura
Proseguono le indagini per cercare di rintracciare il complice
S.Maria Maddalena. Era l’8 ottobre dello scorso anno, poco prima di mezzogiorno, quando due individui armati di coltello, uno dei quali travisato con casco da motociclista, sono entrati all’interno della filiale di S.Maria Maddalena della Cassa di Risparmio del Veneto in provincia di Rovigo). La rapina fallì grazie al fatto che le casse erano dotate di sistema temporizzato (vai all’articolo). Ai due non rimase che fuggire il prima possibile in sella a uno scooter (che risulterà rubato pochi giorni prima a Ferrara), rinvenuto successivamente a poche centinaia di metri di distanza.
Le indagini, avviate in collaborazione con i militari della locale stazione dei carabinieri dal Norm della Compagnia di Castelmassa, guidata dal capitano Simone Toni, partirono dall’analisi delle immagini del circuito di videosorveglianza della banca e delle impronte e tracce biologiche lasciate dai mancati rapinatori.

Alessandro Bernardini
Nel corsi di questi ultimi mesi, gli investigatori, dopo avere confrontato il modus operandi di numerose altre rapine perpetrate nelle regioni del centro-nord Italia, sono riusciti a identificare uno dei possibili autori della tentato colpo. Si tratta di Alessandro Bernardini, ventiseienne di origini laziali ma domiciliato ad Anzola Emilia (Bo). Una ulteriore conferma della sua partecipazione alla tentata rapina si è avuta attraverso il confronto della sua impronta con quella che aveva lasciato nel sistema “biodigit” presente all’interno delle bussole all’ingresso dell’istituto di credito. Il giovane, che attualmente si trova recluso in un istituto penitenziario in regime di custodia cautelare, era già essere noto alle cronache in quanto ritenuto responsabile di numerose rapine perpetrate nel centro-nord Italia. I carabinieri stanno completando le indagini per cercare di catturare anche il complice.
Un Commento in: “Rapina mancata, una cattura”
Scrivi un commento
Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Condividi via email
pane, acqua e lavori forzati