Lettera aperta indirizzata al Presidente del Tribunale di Ferrara Dott.Caruso ed al Presidente regionale di Lega Coop Dott. Cattabiani:
Speriamo che il lungo, interminabile, processo della coopcostruttori si concluda con la condanna degli imputati.
Sono già trascorsi 10 anni da quel disastro che ha segnato la fine di una delle più grandi cooperative del nostro Paese.
Le cifre di quel crac sono impressionanti ed è bene non dimenticarle.
Alla fine dell’anno 2002 i dati relativi al passivo erano i seguenti:
-debiti finanziari a medio e lungo termine 409,336 m.ni di Euro
-debiti commerciali 236,592 “ “
-altri debiti operativi 128,930 “ “
-oneri finanziari 33,960 “ “
-prestito sociale 54,315 “ “
-azioni di partecipazione cooperativa 56,312 “ “
Totale 851,960 m.ni di Euro
I dati sopra riportati sono quelli della perizia contabile dei Dottori Gandolfo e Montanari
incaricati dal Tribunale di Ferrara.
La nostra speranza è che la sentenza di condanna sia congrua e che il Collegio del Tribunale,
presieduto dal sempre attento Dott. Caruso non dimentichi le storie personali raccontate da quei volti che sono sfilati davanti a loro per testimoniare gli effetti devastanti, sulla nostra collettività,
prodotti da questa drammatica vicenda.
Nell’attesa della sentenza ritornano le domande, le stesse, che in questi anni non hanno mai avuto risposta.
Le rivolgiamo a Lega Coop che non ha avuto il fastidio di frequentare le aule giudiziarie:
1) all’indomani del crac costruttori, nel lontano 2003, ne avete prontamente dichiarato la vostra totale estraneità in forza di una normativa che limita i vostri compiti alle sole funzioni di rappresentanza, assistenza e tutela delle cooperative. Perché per decenni avete lasciato intendere ben altro?
2) eravate sempre presenti nelle pubbliche assemblee di bilancio quando si dovevano celebrare i fasti della coopcostruttori; eravate i garanti di quei dirigenti che oggi sono imputati di reati gravissimi. Voi, che non avete mai avuto remore a rappresentare il Rag. Donigaglia, potete affermare che un siffatto presidente ha espresso e praticato i valori e le finalità della cooperativa che dovevate tutelare?
3) Perché avete scelto di sostenere, fino alla fine, “l’uomo solo al comando” quando le conseguenze di quella scelta erano, per voi e solo per voi, ampiamente prevedibili?
4) Come mai nell’autunno 1997, dopo la relazione dell’Ing. Consorte che evidenziava le gravissime condizioni economiche tali da definirle di default, nelle assemblee di bilancio a cui presenziavate non vi siete sentiti in dovere di far parte i soci delle informazioni in vostro possesso e proponendo gli interventi necessari come è accaduto alla C.M.C. di Ravenna?
Vi siete disinteressati del problema lasciando l’azienda nelle mani di dirigenti inadeguati che progressivamente l’hanno condotta al fallimento! I cooperatori di Argenta vi chiedono conto di questo inspiegabile e colpevole comportamento. Il disastro che ha travolto la costruttori non è stato una tragica fatalità come,del resto, il fallimento della C.M.R di Filo e la crisi gravissima della Sorgeva di Argenta.
5) perché voi, che indicate i presidenti delle cooperative che i Consigli di Amministrazione devono ratificare, vi ritenete esonerati da un qualsiasi tipo di controllo del loro operato?
6) In che modo selezionate il personale dirigente?
7) Vi attribuite qualche responsabilità nel crollo della cooperazione ad Argenta?
8) E, a proposito di controlli, ritenete che la normativa vigente in materia debba rimanere invariata per i prossimi decenni?
9) Non avete proprio nulla da dire ai vostri amici oggi imputati nel processo coopcostruttori?
Non è agevole, per voi, scrollarvi di dosso responsabilità pesanti soprattutto di ordine etico.
I vostri colpevoli silenzi e la vostra ignavia bastano per pronunciare contro di voi una sentenza di condanna senza appello
Massimo Cricca
Viviano Toti