“Tutti gli atti erano pubblicabili”: il blogNiagara è stato dissequestrato. I sigilli erano stati messi lo scorso 3 dicembre. Il gip Piera Tassoni, esaminata la richiesta della pm Barbara Cavallo aveva chiesto il sequestro preventivo del blog per l’ipotesi di reato di cui all’articolo 684 del codice penale: pubblicazione arbitraria di atti di cui è vietata la pubblicazione. La denuncia era stata presentata da uno dei due carabinieri dei Noe imputati di concussione ai danni del propriatario del blog, l’imprenditore poggese Marco Carretta, titolare della ditta di smaltimento rifiuti Nioagara. Il processo è in corso a Bologna. Dopo le arringhe dei difensori e le repliche, la sentenza sarà pronunciata il 29 gennaio.
Il sequestro era motivato sulla base della pubblicazione di alcuni stralci degli interrogatori resi dagli imputati nella prima fase del processo, quella ferrarese, prima del trasloco a Bologna per competenza territoriale.
Ora il tribunale del Riesame ha accolto l’istanza di dissequestro della difesa di Carretta, considerando che «la Corte costituzionale, con sentenza 24 febbraio ’95, n.59, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale» del comma del 684 invocato dal gip. Dunque sono pubblicabili tutti gli atti già entrati a far parte del fascicolo per il dibattimento. La Consulta ha sottolineato che quella norma serve a tutelare le esigenze investigative durante le indagini preliminari, «ma non certo per il dibattimento». Inoltre, «non può ragionevolmente giudicarsi compromessa dalla pubblicazione di quanto contenuto nel fascicolo» l’esigenza di «evitare una distorsione delle regole dibattimentali che si avrebbe ove il giudice formasse il suo convincimento sulla base di atti che dovrebbero essergli ignoti». Il fascicolo, per definizione, contiene solo atti che il giudice dovrebbe conoscere. Il Tribunale ha ammesso gli imputati al rito abbreviato acquisendo l’intero fascicolo «rendendo così pubblicabili – spiega il dispositivo – tutti gli atti in esso contenuti» e che erano entrati nel fascicolo sicuramente prima della richiesta di sequestro visto che il processo è ormai in dirittura d’arrivo.
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