ven 9 Nov 2012 - 104 visite
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Pioggia di stelle sul Torrione

Una formazione di 'all stars' presenta il nuovissimo progetto 'TH3M Project featuring Mark Sherman e Bob Franceschini'

Bob Franceschini

E’ una formazione costituita da All-Stars quella che sabato 10 novembre (ore 21.30) calcherà il palcoscenico del Torrione San Giovanni con la presentazione, in prima nazionale, di un nuovissimo progetto: il TH3M Project featuring Mark Sherman e Bob Franceschini.

Del vibrafonista, compositore e produttore americano Mark Sherman basti menzionare che dal 2007 a oggi è vincitore incontrastato dei Downbeat Readers and Critics Pools.

Investito recentemente della carica di “ambasciatore culturale del jazz” per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, Sherman è insegnante presso la prestigiosa Juilliar School di New York e vanta collaborazioni con mostri sacri della musica quali: Frank Sinatra, Liza Minelli, Sammy Davis Junior, Aretha Franklin, Chic Corea, Charles Asnavour, Joe Lovano, Freddie Hubbard e Michael Brecker, solo per citarne alcuni. Anche l’elenco discografico, sia in veste di sideman sia di leader, è quanto mai ricco e vede due pubblicazioni di freschissima uscita: The LA Sessions (2012) e Live at Chorus (2012), entrambe per l’etichetta Miles High Records.

Definire semplicemente Bob Franceschini un sassofonista è quanto di più riduttivo si possa fare. E’ quanto meno doveroso parlare di un celebre polistrumentista (sassofoni, clarinetti, flauti e tastiere), compositore, arrangiatore e produttore.

Nato e cresciuto a New York, Franceschini ha iniziato a suonare professionalmente dopo il diploma e il battesimo musicale è avvenuto suonando per due stagioni consecutive al Breezin’ Lounge, il celebre club di proprietà di George Benson. Prese alcune lezioni da Joe Henderson e Steve Grossman, tra il 1982 e il 1984, troviamo Franceschini in tour con Chaka Khan.

Ai più, Bob è noto per il proficuo e duraturo sodalizio – iniziato nel 2000 e tuttora in corso – con un’altra leggenda del jazz, Mike Stern, ma oltre a ciò la sua carriera è caratterizza da una costante ascesa che lo ha visto partecipare a trasmissioni radio e TV e collaborare con artisti quali: Celine Dion, Tito Puente, Lionel Ritchie, Gloria Gaynor, Ricky Martin, Chick Corea, Jennifer Lopez, senza menzionare le registrazioni effettuate all’estero e le tournée con noti artisti europei ed asiatici.

Il dialogo tra i due virtuosi solisti in front-line è supportato da una ritmica piena di vitalità e swing che vede quale protagonista il drumming del vincitore di Grammy, Adam Nussbaum.

Conosciuto perlopiù quale colonna portante del gruppo di Michael Brecker già nel 1977, durante il college, si esibisce in concerto con Sonny Rollins. Nel 1978 si unisce al quintetto di Dave Liebman e parte per il suo primo tour europeo a fianco di John Scofield.

Nei primi anni ’80 continua il sodalizio con quest’ultimo unendosi in trio con Steve Swallow per poi venire a far parte, nel 1983, dell’orchestra capitanata da Gil Evans. Altre prestigiosissime collaborazioni sono quelle con Stan Getz, Carla Bley, Tooth Thielemans, Gary Burton e John Abercrombie.

Il cerchio di questo straordinario quintetto si chiude all’insegna della contaminazione geografica con la presenza, al contrabbasso, del musicista macedone Martin Gjakonovki, già a fianco di Kenny Wheeler, Lee Konitz e David Friedman, e con la creativa versatilità del pianista di origini abruzzesi, Paolo Di Sabatino.

Il repertorio che avremo l’onore di ascoltare in prima nazionale al Jazz Club Ferrara è ancorato al un modern jazz intriso di energia e groove muscolare, ben condito da un tocco di autentica fusion, il che non guasta.

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