Goro
26 Ottobre 2012
Rino Conventi (Unci Pesca regionale) denuncia la mancata informazione della Regione ad alcune cooperative della Sacca di Goro

Delocalizzazione vongole: “Ci hanno emarginato”

di Redazione | 2 min

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Goro. “Le cooperative dell’Unci non erano al corrente dell’intenzione della Regione di definire e mettere a disposizione una nuova zona di delocalizzazione. Da parte della Regione non è giunta alcuna segnalazione”, afferma Rino Conventi responsabile Pesca dell’Unci Emilia-Romagna. Il quale riferisce che la nota del 28 settembre del Servizio Sviluppo dell’Economia Ittica della Regione Emilia-Romagna era indirizzata solo a un terzo delle 36 cooperative operanti nella Sacca di Goro.

“Il Servizio Economia Ittica – aggiunge poi Conventi – ha anche adottato una determinazione in data 25 settembre avente ad oggetto la cosiddetta “delocalizzazione”, nota della quale io stesso e molta parte della marineria siamo venuti a conoscenza molti giorni dopo, non avendo avuto luogo nessun incontro informativo con le cooperative. Anche ammettendo che la nota regionale sia da intendere quale risposta ad un’istanza di alcune  cooperative, a mio personale giudizio la Regione avrebbe dovuto informare tutti gli operatori, offrendo le medesime opportunità: ribadisco, ciò non è accaduto”.

Le cooperative iscritte all’Unci, comunque, venute ufficiosamente a conoscenza nei primi giorni di ottobre dell’iniziativa del Servizio regionale, hanno manifestato con nota scritta, la propria intenzione ad essere coinvolte qualora realmente la Regione avesse proceduto a ulteriori opere di delocalizzazione: “Spiace – conclude Conventi – prendere atto che, alla data attuale, quelle che sono state delle vere e proprie preghiere di non essere emarginati, siano state ulteriormente ignorate. Anche dell’autorizzazione propedeutica alla concessione nel “Basson”, ne veniamo a conoscenza solo con presa visione dell’autorizzazione n.209 del 23 ottobre; fermo restando il diritto della Regione di rilasciare autorizzazioni qualora ne ravveda gli estremi, credo che le istanze delle cooperative debbano avere la stessa dignità e gli stessi diritti: non riconoscere a tutti uguali opportunità, non credo sia la strada giusta per la soluzione di queste delicate problematiche”.

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