Goro. Una concessione demaniale tutta da chiarire, secondo Andrea Defranceschi (Mov5stelle), quella rilasciata dal Servizio economia ittica della Regione ad un raggruppamento di cooperative che si occupano di allevamenti ittici con capofila una coop di Goro. Sul caso, il consigliere ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale.
Nel maggio scorso, spiega Defranceschi, in deroga temporanea al divieto che insiste nell’area di tutela biologica del Pianasso, la Regione ha rilasciato una concessione demaniale marittima per acquacultura, per la durata di 8 mesi, allo scopo di consentire la delocalizzazione del prodotto a rischio anossia per motivi legati alla non adeguata idrodinamicità della sacca di Goro, “senza però stabilire i criteri per individuare le cooperative beneficiarie”.
Defranceschi chiede quindi alla Giunta i criteri fissati per la scelta dei beneficiari di questa operazione, se qualcuno degli esclusi abbia presentato formale reclamo e se l’estensione alle sole cooperative del raggruppamento non sia stato discriminatorio nei confronti di altre società cooperative operanti nella sacca di Goro. La stessa scelta di individuare un raggruppamento con capofila una cooperativa, in pratica una “associazione di fatto”, a parere di Defranceschi, andrebbe chiarito in quanto non previsto dalle direttive.
Un’altro aspetto da approfondire riguarda, segnala sempre Defranceschi, la successiva decisione del Servizio regionale di cambiare l’area destinata alla delocalizzazione delle attività collocate nell’area di tutela biologica “Pianasso”. In proposito, Defranceschi domanda se, alla data di adozione del precedente provvedimento, non fossero emersi gli elementi per ritenere che l’area in questione non possedesse i necessari criteri di sicurezza dalle mareggiate, dal momento che era già previsto che la concessione temporanea e sperimentale durasse fino a gennaio 2013, “quindi ben oltre le prevedibili mareggiate di novembre e dicembre”.
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