Bondeno
19 Ottobre 2012
La Soprintendenza disponibile per una costruzione solo temporanea

Archeologia a rischio con la scuola di Pilastri

di Redazione | 3 min

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Bondeno. “La Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna non avrebbe alcun problema ad autorizzare il posizionamento di un fabbricato che non intacchi il deposito archeologo, dietro precisa garanzia che la nuova scuola abbia carattere assolutamente precario e provvisorio, e insista sull’area individuata dal Comune di Bondeno solo fino alla realizzazione della scuola definitiva, presumibilmente nell’area originaria attualmente libera da costruzioni e priva di vincoli”. Così Filippo Maria Gambari, Soprintendente per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna, si esprime in merito alla costruzione della nuova scuole elementare di Pilastri che dovrebbe sorgere a margine dell’area dei Verri di Pilastri, sottoposta a vincolo archeologico dal 1989.

L’insediamento di Pilastri è uno dei siti più interessanti della provincia di Ferrara, uno dei pochi dell’età del bronzo estensivamente documentato, con una frequentazione compresa tra il XVI e la prima metà del XII secolo avanti Cristo, nell’epoca in cui la pianura Padana era interessata dal fenomeno noto come “terramare”. Le indagini effettuate dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna sono attestate dalla mostra allestita nel 1995 nella Rocca Possente di Stellata e dai reperti che chiunque può ammirare nel locale Museo civico archeologico.

Per questo, quando la Soprintendenza è venuta a conoscenza del luogo individuato dal Comune di Bondeno per la costruzione della nuova scuola primaria temporanea post-sisma, distante in linea d’aria appena 250 metri dal sito archeologico, ha segnalato – già nell’agosto scorso – le potenziali criticità dell’area scelta, puntualmente verificatesi non appena gli scavi hanno avuto inizio.

I saggi eseguiti giovedì 11 ottobre presso l’attuale campo sportivo, seppur di piccole dimensioni, mostrano con chiarezza l’esistenza di un consistente strato di frequentazione umana, sigillato da arature di età romana e da un livello più antico riferibile con grande plausibilità all’insediamento dell’età del bronzo già noto.

“L’amministrazione comunale avrà certamente i suoi motivi per scegliere un’area a così elevato rischio archeologico – prosegue Gambari -. Tuttavia uno dei compiti primari della nostra Soprintendenza è proprio la tutela dell’identità storica e culturale del territorio, a maggior ragione in questo momento in cui vengono pesantemente sfregiate dai recenti eventi sismici. D’altronde lo stesso obiettivo è perseguito anche da molte amministrazioni locali, che non potendo ridare vita a quelle perdute, cercano almeno di preservare o ricostruire i luoghi e gli edifici cari alla memoria collettiva”.

Nel caso della nuova scuola di Pilastri la Soprintendenza prospettato tre soluzioni, già condivise con i tecnici venerdì 12 ottobre in occasione del sopralluogo. La prima consiste nell’individuare una nuova localizzazione conciliabile con i fini di tutela – l’area dell’ex scuola appena demolita sembrerebbe avere tali requisiti -. La seconda consiste nello scavare estensivamente il giacimento archeologico, in modo da acquisirne conoscenza e, per quanto possibile, rimuovere i vincoli che impediscono l’utilizzo dell’area. La terza è quella di costruire nell’area prescelta ma realizzando una struttura che sia veramente provvisoria, che non intacchi i giacimenti sottostanti e che venga rimossa non appena l’emergenza si sarà effettivamente risolta.

La stampa locale ha ricordato l’importanza archeologica dell’area, sottolineando la riscoperta della più antica storia di Pilastri. Ed in effetti è proprio questo il punto: la rilevanza archeologica della zona scelta dal Comune per la realizzazione del nuovo edificio scolastico temporaneo post-sisma è nota da tempo, sin dall’autunno del 1985 quando le ricognizioni compiute sul sito da Mauro Calzolari confermarono alcune intuizioni dello storico locale Gianfranco Po, ponendo le basi per l’avvio di una serie di indagini archeologiche

“Scegliendo in modo consapevole e coerente con quanto previsto dall’articolo 9 della nostra Costituzione – conclude Gambari – siamo certi che i bambini di Pilastri sapranno appropriarsi della storia che sta sotto i loro piedi, quella storia che si apprestano a studiare proprio tra le mura della scuola che si deve ricostruire, una storia che forse gli stessi bambini potranno raccontare ai propri genitori, esponendogli i motivi per cui devono essere orgogliosi di quel loro lontano passato che fa sì che, dopo 3500 anni, il nome di Pilastri sia noto non solo agli studiosi ma anche ai semplici appassionati di tutto il mondo”.

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